WALL ST. POSITIVA, MIGLIOR SETTIMANA DI QUATTRO MESI

13 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

Incerti fino all’ultimo su quale direzione prendere, i listini azionari riescono ad allungare a quattro sedute il rimbalzo avviato a inizio settimana. Il Dow Jones guadagna lo 0.75% a 7223.98 punti, l’S&P 500 sale dello 0.77% a 756.55 punti. Nasdaq in crescita dello 0.38% a 1431.50 punti. Ben piu’ consistente il progresso degli indici rispetto alla chiusura di venerdi’ scorso, con iil paniere delle blue chip che e’ salito del 9%, l’indice allargato del 10.7%, mentre il Nasdaq e’ avanzato del 10.6%. Si tratta della migliore performance settimanale da quasi quattro mesi a questa parte.

In una seduta comunque interlocutoria in vista del weekend, scivolano gli energetici, mentre i big tecnologici rallentano un po’ il passo dopo i forti rialzi messi a segno in settimana. Microsoft cede oltre il 2%.

Rispetto alle altre sedute diminuisce l’appetito al rischio tra gli investitori, che prima di fare acquisti affrettati preferiscono aspettare di ottenere ulteriori dettagli sullo stato di salute dell’economia. Un segnale lo fornisce la buona prova di health-care e utility, settori tradizionalmente difensivi. I titoli Humana chiudono in progresso di circa sette punti percentuali, tra volumi sostenuti, mentre si rincorrono le voci secondo cui la societa’ sarebbe finita nel mirino di una qualche concorrente.

Tonici i finanziari, favoriti dalle parole del presidente di Citigroup. Richard Parsons ha fatto sapere che la banca non ha bisogno di un ulteriore aiuto governativo. Sono state proprio le notizie circa un ritorno alla profittabilita’ di Citigroup, che ha ricevuto gia’ tre finanziamenti di emergenza dal Tesoro, ad aver innescato il rally martedi’ scorso. L’indice settoriale XLF chiude in progresso di quasi un punto percentuale. Citi registra un +6.6%, rialzo di quasi il 2% per Goldman Sachs, JP Morgan registra un +2.37%.

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Tuttavia, nonostante il barlume di speranza sulla stabilizzazione del settore finanziario, gli analisti sono ancora ben lontani dall’affermare che il peggio e’ alle spalle: “Il mercato tendera’ ancora a mantenere un approccio cauto, perche’ al primo accenno di notizia negativa, la situazione si potrebbe ribaltare”, osserva Joe Arnold, investment adviser di Dawson Wealth Management.

Sul fronte macro, il dato preliminare sulla fiducia dei consumatori dell’Univerista’ del Michigan e’ risultato migliore delle attese. In precedenza gli aggiornamenti relativi a bilancia commerciale e prezzi all’import avevano avuto un impatto limitato sul mercato. Nel mese di gennaio il deficit della bilancia commerciale si e’ ristretto a $36 miliardi, a causa di un rallentamento della domanda dei beni importati, risultando migliore delle attese; i prezzi alle importazioni sono scesi dello 0.2% (le attese erano per una contrazione dello 0.7%), portando il tasso annuale a -12.8%.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico ritraccia il greggio dopo il balzo dell’11% della vigilia. I futures con consegna aprile arretrano di $0.78 a $46.25 al barile (-1.7%). Sul valutario, sostanzialmente stabile l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ il cambio tra le due valute e’ di 1.2914. In progresso l’oro a $930.10 l’oncia (+$6.10). In marginale rialzo i prezzi dei Titoli di Stato Usa: il rendimento sul benchmark decennale scende al 2.8850% dal 2.8920% della chiusura di giovedi’.