WALL ST. PIATTA: CALA LA TENSIONE PER DUBAI

30 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Partenza poco mossa per il mercato azionario americano, con i listini che scambiano sui livelli di parita’ in una giornata scarna di notizie di rilievo.

L’attenzione degli operatori e’ concentrata ancora una volta sulla performance del dollaro, che si muove in lieve calo contro le principali valute concorrenti. L’eventuale default del debito di Dubai non sembra preoccupare piu’ di tanto gli operatori americani, anche in considerazione del fatto che l’esposizone degli Usa sembra limitata.

Il governo di Dubai intanto non ha garantito un sostegno immediato a Dubai World, ma allo stesso tempo la Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti ha precisato che offrira’ un supporto alle banche commerciali che dovessero avere bisogno di aiuto.

Se e’ vero che nel primo giorno di contrattazioni dopo l’annuncio di Dubai World circa il ritardo nella restituzione di gran parte del debito la Borsa di Dubai ha perso oltre il 7%, i mercati di Asia e Europa sono positivi dopo che la Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti ha preso la decisione di offrire ulteriori aiuti a livello di liquidita’ alle banche commerciali che ne avranno bisogno. Tra i settori, i piu’ colpiti dalle vendite sono stati i costruttori di case, il retail e i finanziari.

A quanto risulta a Wall Street Italia, in un’operazione in gran segreto il New York Stock Exchange ha varato venerdi’ un provvedimento di urgenza per proteggersi nel caso in cui eventi esterni possano compromettere gli scambi azionari.

Contrastanti i risultati dello shopping nel weekend del Black Friday: la National Retail Federation ha reso noto che il numero di consumatori e’ aumentato, ma la spesa media per persona e’ calata rispetto all’anno scorso, passando ai $343.31 dai $372.57 di un anno prima.

Il mercato scambia comunque di poco sotto i livelli di parita’, dopo che la settimana scorsa si e’ chiusa in ribasso per la prima volta dopo tre settimane consecutive di rialzi. Gli indici principali hanno tuttavia guadagnato oltre il 4% nel mese di novembre, che oggi volge al termine.

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Intanto gli investitori cercheranno di ottenere tutte le informazioni possibili sulla performance dello shopping post-Thanksgiving. “Nel complesso i controlli da noi effettuati nel giorno del Black Friday sono risultati in linea con le attese e riteniamo che la stagione delle festivita’ sia iniziata con il piede giusto dal punto di vista della concorrenza e delle attivita’ promozionali”, hanno scritto in una nota gli analisti di Barclays Capital.

La chiave di lettura piu’ importante dovrebbe essere rappresentata con ogni probabilita’ dalle vendite registrate dalle societa’ di elettronica, con molte aziende tra cui Wal-Mart e Target che hanno messo in vendita televisori piatti a prezzi ampiamente scontati.

Pochi invece gli avvenimenti di rilievo in ambito macro, con l’aggiornamento di novembre del Chicago Purchasing Managers Index di novembre che e’ risultato superiore alle attese.

Sugli altri mercati, sull’energetico cede terreno il greggio. Al momento i futures con consegna dicembre lascia sul campo $0.08 a quota $75.97 al barile. Sul valutario arretra il dollaro, con l’euro che torna a rafforzarsi nei confronti del biglietto verde a $1.5011. Scivolano i prezzi dell’oro: i futures con scadenza dicembre arretrano di $3.50 a quota $1172.00 l’oncia. In flessione i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ salito al 3.2400% dal 3.2120% di venerdi’.