WALL ST: PETROLIO E DOWNGRADE INNESCANO I SELL

12 Gennaio 2006, di Redazione Wall Street Italia

Avvio fiacco per gli indici americani, con il Dow Jones sotto maggiore pressione a causa dei commenti negativi espressi in mattinata su Coca Cola e JP Morgan. In apertura, l’indice industriale cede lo 0.31% a 11.009, l’S&P500 lo 0.17% a 1291, il Nasdaq arretra dello 0.19% a 2326.

Oltre ai downgrade, a preoccupare gli operatori sono le previsioni sugli utili societari del quarto trimestre (i primi dati hanno apertO seri dubbi sull’irrobustimento dei risultati aziendali degli ultimi tre mesi), e l’avanzamento del petrolio, in rialzo di oltre un punto percentuale e ben saldo sopra i$64 al barile.

Il prezzo del greggio e’ balzato ad un massimo di $64.77 al barile, dopo aver chiuso la seduta di mercoledi’ a $63.94, in progresso di 57 centesimi. Dal consueto aggiornamento settimananale sulle scorte, e’ emerso un aumento delle riserve di prodotti distillati e di benzina, ma un calo di quelle del petrolio.

Ad intensificare le preoccupazioni di un ulteriore avanzamento dell’oro nero, verso i $70 al barile, sono anche le tensioni sui progetti nucleari dell’Iran e i possibili risvolti che questi potrebbero avere sul livello globale di scorte.

Sul fronte societario, in evidenza le povere performance di Coca Cola e JP Morgan, entrambi componenti del Dow Jones, penalizzati, gia’ prima dell’apertuta, dai commenti negativi di alcune grosse banche d’affari. KO sta cedendo circa l’1%, JPM perde l’1.2%.

Continua a rimanere sotto i riflettori la vicenda Johnson&Johnson – Guidant – Boston Scientific. La prima ha rilanciato la propria offerta, nel tentativo di contrastare quella di BSX, presentando a Guidant, societa’ produttrice di apparecchiature mediche, una proposta di circa $23.2 miliardi da pagarsi in cash e titoli.

Boston Scientific ha prontamente comunicato che la “lotta” per il rilevamento della societa’ non e’ ancora terminata, lasciando presagire ad un aumento del valore della propria offerta nei prossimi giorni.

Contenute le reazioni dei mercati ai buoni dati economici rilasciati prima del suono della campanella. Nel mese di novembre, il deficit della bilancia commerciale si e’ ristretto del 5.8%, rispetto al mese precedente, attestandosi alla quota di $64.2 miliardi. Le attese dEgli economisti erano per una flessione a $66 mld.

Nel mese di dicembre, sono risultati in calo dello 0.2% i prezzi import (contro le attese di un incremento dello 0.1%), mentre nella scorsa settimana, le nuove richieste per sussidi di disoccupazione sono aumentate di 17 mila unita’, a quota 309 mila, attestandosi ad un livello inferiore a quello stimate dagli analisti (320 mila).

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Sugli altri mercati, in leggero rialzo i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ al 4.442%. In calo l’oro, al momento in flessione di $4.80 a $545.30 all’oncia. Sul valutario, infine, l’euro viene scambiato a quota 1.2037 contro il dollaro.