WALL ST: PESANTE SELL-OFF, VENDITE SU TUTTI I FRONTI

4 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Giornata nel segno delle vendite a Wall Street. A causa delle cattive condizioni economiche gli operatori hanno continuato a vendere con forza sull’azionario, preoccupati dal rallentamento a livello globale che potrebbe innescare un calo della domanda dei consumatori e dunque una riduzione degli utili aziendali. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno il 2.99% a quota 11187, -2.99% anche per l’S&P500 a 1236, il Nasdaq e’ arretarto dello 3.20% a 2259.

Con il calo giornaliero i listini sono rientrati in una condizione di mercato ‘orso’; l’indice S&P500 ha realizzato la serie piu’ negativa di ribassi dallo scorso gennaio, da cui si e’ deprezzato di circa il 15% a causa delle cospicue perdite legate alla crisi dei muti subprime, costata ben $500 miliardi alle banche mondiali, e che ha spinto l’economia Usa in recessione.

A dare la stura ai Sell in giornata sono stati principalmente i dati emersi dal mercato del lavoro, proprio in vista del rapporto occupazionale, preparato dal governo, che verra’ rilasciato nel primo pomeriggio di venerdi’. Nell’ultimo mese nel settore privato
sono stati tagliati piu’ posti del previsto, mente nell’ultima settimana le richieste di sussidio da parte dei disoccupati sono cresciute oltre le attese, ai massimi di 5 anni.

Inutili gli aggiornamenti migliori del consensus sulla produttivita’ del secondo trimestre, avanzata del 4.5% ed accompagnata da una diminuzione del costo del lavoro, e sul comparto dei servizi. “Se si da’ uno sguardo ai dati sull’economia Usa e su quella globale piu’ in generale, si nota come la situazione stia volgendo al peggio, e cio’ portera’ ad un inevitabile rallentamento della domanda in brevissimo tempo” ha affermato un trader di New York.

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I titoli energetici hanno continuato a risentire del calo del petrolio, scivolato al di sotto dei $107 subito dopo il rilascio dei dati sulle scorte
da cui e’ emersa una riduzione della componente della benzina inferiore alle attese. I futures con consegna ottobre sul petrolio sono comunque riusciti a risollevarsi dai minimi e ridurre la perdita (sesta consecutiva) a $1.46 a $107.89 al barile.

Ad essere colpiti da vendite massicce sono stati anche i titoli del comparto finanziario, soprattutto in seguito ai commenti preoccupanti dell’esperto manager di bond, Bill Gross, che ha lanciato un allarme su un possibile “tsunami finanziario“. Lo spider settoriale (XLF) ha ceduto piu’ del 4%, tra i componenti del Dow Jones, American Express (AXP), Citigroup (C) e Bank of America (BAC) hanno riportato le piu’ brutte performance del listino.

Le uniche due blue chip in grado di chiudere la sessione in territorio positivo sono state Coca-Cola (KO) e Wal-Mart (WMT), quest’ultima forte dei dati migliori delle attese sulle vendite comparate di agosto, risultate in progresso del 3%. Le altre societa’ di vendite al dettaglio hanno diffuso dati contrastati: con poca sorpresa a sovraperformare sono state le catene discount, un chiaro segnale di come i consumatori americani siano divenuti maggiormente selettivi negli acquisti.

Tra le altre news, l’azienda costruttrice di case di lusso, Toll Brothers (TOL), ha annunciato una perdita nel terzo trimestre pari a $29 milioni su ricavi in calo del 34% rispetto allo scorso anno. Nel comparto hi-tech, in netto calo le aziende produttrici di chip in seguito ai commenti ‘bearish’ di alcuni analisti; in evidente difficolta’ l’azienda network Ciena (CIEN), il cui titolo e’ arretrato del 20% subito dopo il profit warning relativo al prossimo trimestre.

Sugli altri mercati, sul valutario, indietro tutta dell’euro ai minimi del 2008 neiconfronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.4325. In flessione anche l’oro. I contratti con consegna dicembre hanno ceduto $5.00 a $803.20 l’oncia. Seduta in progresso infine per i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.6430% dal 3.6970% di mercoledi’.

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