WALL ST. PARE AVER DIGERITO LA MOSSA FED

19 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

La Borsa statunitense si avvicina al giro di boa incerta tra denaro e lettera, con gli investitori impegnati a dare un significato alla decisione a sorpresa presa ieri dalla Fed di rivedere al rialzo il tasso che le banche pagano alla Banca Centrale per ottenere prestiti.

Dopo un avvio in calo di circa 20 punti, il Dow Jones sta cercando di allungare la serie di sedute positive durata per ora tre giorni. L’andamento contrasta con quello che molti si aspettavano dopo la decisione shock della Banca Centrale di alzare il tasso di sconto dello 0.25% allo 0.75%. Da oltre un anno la Federal Reserve ha mantenuto la piu’ accomodante politica monetaria nei suoi 96 anni di storia.

Tra le singole prove, sul paniere delle blue chip spiccano i cali di Coke (-0.45%), GE (-0.57%) e Cisco (-0.25%). In cima ci sono invece DuPont (+0.86%) e Boeing (+0.89%). A livello settoriale, i finanziari non solo hanno retto bene il colpo, ma si sono anche portati in territorio positivo (+0.5%), sovraperformando il mercato. I titoli dei broker online avanzano grazie alla promozione di analista. C’e’ poi chi ha interpretato la mossa della Fed come una prova che il sistema finanziario poggi su basi piu’ solidi.

Dopo il sell-off subito ieri nell’after hours, questa mattina il nervosismo e’ andato scemando, grazie anche ai commenti tranquillizzanti di alcuni esponenti della Fed, i quali hanno sottolineato che la decisione non e’ un segnale di un cambiamento di politica monetaria, bensi’ un’evoluzione naturale della situazione.

D’altronde il numero uno dell’istituto centrale, Ben Bernanke, aveva annunciato gia’ una decina di giorni fa che un rialzo del tasso di sconto era all’orizzonte. Sono i tempi ad aver colto di sorpresa il mercato: nessuno si aspettava infatti che un rialzo avvenisse cosi’ presto (i nuovi tassi sono entrati in vigore da oggi).

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“Sono sconvolto, completamente sconvolto”, ha dichiarato Todd Schoenberger, managing director di LandColt Trading facendo riferimento alla mossa della Fed, aggiungendo di essere convinto che cio’ significa solo una cosa: che la Fed alzera’ presto i tassi guida, probabilmente gia’ dalla prossima riunione di marzo.

Ma a conti fatti e’ tra i pochi a pensarla cosi’. Per la maggior parte degli investitori si e’ trattata in realta’ di una misura dal valore puramente tecnico, senza alcun significato simbolico, e per questo ritengono che la Fed non abbia intenzione di alzare i tassi di interesse ancora per un bel po’ di tempo.

La Fed inoltre ha fatto di tutto per rassicurare gli operatori, precisando che la decisione non va interpretata come un segnale di un cambiamento della politica monetaria e che l’incremento non avra’ un impatto negativo sulle attivita’ creditizie di famiglie e aziende.

Dal fronte macro sono giunte notizie confortanti. La pubblicazione dei prezzi al consumo, saliti meno delle attese in gennaio, ha infatti allontanato la paura suscitata dal rialzo dei prezzi alla produzione. La componente core del PCI e’ calata per la prima volta in 28 anni.

Sul fronte delle trimestrali, deludono Dell (-7%) e CBS (-1.5%), mentre gli utili di JC Penney fanno meglio delle attese e i titoli vengono premiati dagli operatori.

Una nuova operazione di M&A sembra alle porte, con la societa’ di servizi petroliferi Schlumberger (-3%) che avrebbe avviato i colloqui per aggiudicarsi la rivale Smith International (+13%).

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti:
Broker Dealers-IAI +2.0%, Metals and Mining-XME +1.8%, Oil Services-OIH +1.7%, Utilities-XLU +1.6%, Dow Transports-IYT +1.5%, Silver-SLV +1.4% e Banks-KBE +1.4%. Le peggiori: Solar Energy-TAN -2.8%, Natural Gas-UNG -2.0%, Volatility-VXX -1.9%, China-FXI -1.3%, Japan-EWJ -1.3%, Grid Infrastructure-GRID -1.2% e British Pound Sterling-FXB -1.1%.

Alle 18:45 circa il volume di scambio e’ di 544 milioni di pezzi al NYSE e 955 miliardi al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 1757 a 1175 al Nyse e 1332 a 1154 milioni al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 144 a 1 al NYSE e 117 a 3 al Nasdaq.