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WALL ST NON SI LASCIA INTIMIDIRE DAI DATI MACRO

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Dopo un’iniziale reazione negativa al dato sul Chicago PMI di ottobre, rivelatosi inferiore alle attese, i mercati Usa sono tornati sul fronte dei guadagni. E’ successa esattamente la stessa cosa con i dati comunicati prima dell’apertura, il Pil del terzo trimestre e sui sussidi di disoccupazione che avevano fatto arretrare i future soltanto per pochi minuti. Gli investitori, secondo alcuni esperti, guardano avanti e focalizzano l’attenzione gia’ al Pil del quarto trimestre che dovrebbe raffreddarsi decisamente rispetto al precedente. I numeri sul mercato del lavoro arrivati oggi non fanno altro che confermare una situazione di stallo gia’ conosciuta.

“Gli investitori sembrano piu’ preoccupati per quanto accadra’ in futuro – ha dihciarato Matt Johnson, capo del trading per Lehman Brothers – quindi non credo che i numeri sul Pil avranno un grande peso sul mercato”.

Diverso il discorso per i piu’ importanti dati macro attesi per domani, il rapporto sull’occupazione e l’ISM manifatturiero che, se dovessero rivelarsi deludenti potrebbero dare una direzione negativa al mercato ed essere il fattore determinante per un taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed nel meeting del 6 novembre prossimo.

Intanto oggi, sostenute dall’ultima tornata di utili rivelatasi abbastanza buona [vedi EDS (EDS – Nyse), Exxon Mobil (XOM – Nyse) e Aetna (AET – Nyse)], le Borse Usa sembrano decise ad estendere i rialzi di ieri e a chiudere in bellezza un mese di ricchi guadagni. Tra gli investitori c’e’ anche il timore di perdersi il rally di fine anno.

Il Dow Jones si appresta infatti a mettere a segno il rialzo mensile piu’ significativo dal 1987. Dalla chiusura del 30 settembre il listino e’ cresciuto dell’11%. Si tratta inoltre del primo mese di guadagni da marzo. Ad aiutare la scalata sono stati gli utili positivi di colossi come Microsoft (MSFT – Nasdaq) e Citigroup (C – Nyse) che hanno sostenuto la fiducia degli investitori.

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Le altre notizie societarie

Morgan Stanley (MWD – Nyse): la banca d’affari e’ stata ‘upgradata’ da ‘in-line’ a ‘outperform’ da Salomon Smith Barney sulla base della valutazione, sulla convinzione che le indagini sui conflitti d’interesse non siano state dannose e sulla base della riconquista di quote di mercato da parte del gruppo.

ChevronTexaco (CVX – Nyse): diversamente da quella di XOM, la trimestrale del gruppo petrolifero ha deluso le previsioni e cede terreno negli scambi.

IBM (IBM – Nyse): il colosso informatico ha dichiarato che la societa’ dovrebbe spendere $2-$3 miliardi all’anno in nuove acquisizioni nei i prossimi anni, una cifra superiore a quanto speso mediamente fin qui. Il titolo e’ in rialzo.

► La banca d’affari UBS Warburg ha rivisto al ribasso il rating di tre piccole societa’ di semiconduttori , Cree (CREE – Nasdaq), Microsemi (MSCC – Nasdaq), AeroFlex (ARXX – Nasdaq). Il settore (SOX) non soffre troppo la notizia e viaggia in leggero rialzo.

Alcatel (ALA – Nyse): UBS Europe ha tagliato il giudizio sul gruppo francese di infrastrutture per tlc che ieri aveva portato euphoria sui titoli networking Usa. Il rating passa da hold a reduce.

► SoundView ha rivisto al rialzo la valutazione dell’operatore telefonico Qwest (Q – Nyse) da underperform a neutral, fissando un obiettivo sul prezzo a quota $3,50. Il titolo cede tuttavia il 5%.

► Secondo un articolo pubblicato dal quotidiano USA Today, la Securities and Exchange Commission, la Consob americana, avrebbe avviato un’indagine contabile sul colosso di fibre ottiche Lucent (LU – Nyse). La societa’ sarebbe accusata di aver adottato trucchi contabili nel 1999 e nel 2000 per gonfiare il valore del proprio fatturato. Il titolo ignora la notizia e guadagna oltre il 7%.

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