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WALL ST: NERVOSISMO E TENSIONE IN ATTESA DELLA FED

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I listini americani hanno ceduto interamente i guadagni della sessione precedente, scivolando ulteriormente spinti al ribasso dalle vendite intensificatesi nella seconda parte della seduta. Tra gli operatori aleggia un clima di nervosismo in vista della riunione della Fed sui tassi d’interesse che prendera’ il via nella giornata di mercoledi’. Il Dow Jones e’ arretrato dell’1.09% a 10924, l’S&P500 dello 0.91% a 1239, il Nasdaq ha perso l’1.57% a 2100.

In seguito alla conclusione del meeting, nella giornata di giovedi’ la Banca Centrale americana comunichera’ un nuovo aumento del costo del denaro che, ricordiamo, al momento e’ al 5%. La possibilita’ che i fed funds vengano portati al 5.25% sono pari al 100% e negli ultimi giorni si sono anche sollevate alcune voci di un possibile rialzo di mezzo punto percentuale.

Tuttavia, gli esperti non supportano tali ipotesi in quanto nello stesso periodo dello scorso anno l’economia era in uno stato migliore di quello attuale e comunque la Federal Reserve non ha mai ritenuto opportuno un rialzo superiore allo 0.25%.

I dati contrastati diffusi in giornata non hanno influenzato piu’ di tanto l’andamento dei listini. Nel mese di maggio le vendite di case esistenti sono risultate in calo dell’1.2% a 6.67 milioni, battendo le attese degli economisi, ma segnando, al tempo stesso, il terzo calo degli ultimi 5 mesi. Positivo, invece, il dato sulla fiducia dei consumatori di giugno, stilato dal Conference Board. L’indicatore e’ salito a 105.7 punti contro un consensus di 103.9.

Il proseguimento delle operazioni di fusioni e acquisizioni societarie non ha sortito lo stesso effetto del giorno precedente. Tra i nuovi accordi, in risalto quello tra Univision, l’emittente televisiva americana in lingua spagnola, ed una cordata di investitori capeggiata da Seban. Il titolo e’ avanzato di oltre il 6% dopo che la societa’ ha accettato l’offerta di acquisto pari a $13.7 miliardi.

Nel comparto farmaceutico va segnalata la rilevazione della societa’ croata Plivia da parte di Barr Pharmaceuticals per un corrispettivo di 2.2 miliardi, mentre nel settore dei chip, in evidenza la cessione del business dei processori di Intel a favore di Marvell Technology per $600 milioni.

Intel ha chiuso in ribasso dello 0.70% circa. A segnare i maggiori cali all’interno del Dow Jones sono stati Boeing, Hewlett-Packard, Du Pont e General Motors. DD e’ arretrato del 2.6% dopo che la la francese Vivendi ha annunciato la vendita della propria quota di partecipazione nel gruppo chimico. Il colosso dell’auto GM ha ceduto piu’ del 6% nonostante il successo dei piani di incentivi offerti ai lavoratori, a causa di maggiori preoccupazioni sull’outlokk dell’azienda.
A sorridere sono Microsoft ed Exxon Mobil, quest’ultimo forte del progresso del greggio, riportatosi vicino ai $72 al barile.

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I contratti futures con scadenza agosto hanno guadagnato 12 centesimi chiudendo a $71.21, massimo livello di oltre due settimane, dopo aver toccato un massimo intraday di $72.50.

Sul valutario, euro stabile nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2581. L’oro ha chiuso in lieve calo. I futures con scadenza agosto sono arretrati di $3.30 a $584.40 all’oncia. In rialzo, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 5.21 dal 5.239% della seduta precedente.