WALL ST: NASDAQ TOCCA IL FONDO DOPO GREENSPAN

19 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Tutti gli indicatori delle borse americane terminano la seduta in rosso, ma il colpo vero e’ arrivato sul Nasdaq che, con una cessione del 4%, chiude al minimo dell’anno a quota 2.511 punti. Dopo la Fed, e’ fuga dai titoli sopravvalutati.

Il Nasdaq ha chiuso a 2.511,70 (-4,30%), il Dow Jones ha chiuso a 10.584,37 (-0,57%), l’ S&P 500 a 1.305,57 (-1,30%) e il Russell 2000 a 458,78 (-0,96%).

La giornata di scambi, caratterizzata da un atteggiamento interlocutorio e all’ombra della riunione del comitato direttivo della Federal Reserve, si e’ conclusa con perdite ingenti e tanta amarezza.

Timothy Swanson, un manager di portafoglio che gestisce circa $40 miliardi, la riassume cosi’:
“Qualche ottimista e’ saltato fuori a dire che la Fed avrebbe ridotto i tassi d’interesse”.

Il comitato direttivo della Banca centrale americana ha deciso diversamente, pur riconoscendo che l’economia ha ridotto il passo in modo sostanziale.

Wall Street, come si dice di certi pescatori, ‘se l’e’ raccontata un po’ da sola’.

Investitori e operatori, confortati da molti autorevoli analisti di importanti banche d’affari, dati economici alla mano, hanno pensato che per ridare fiato ai listini, fiaccati dal rallentamento della crescita economica e da un generale clima di incertezza, non ci fosse nulla di meglio che un intervento della Banca centrale.

L’indice era puntato sulla Federal Reserve e sul suo presidente, quell’Alan Greenspan che – a furia di aumentare il costo del denaro e con la scusa di tenere lontana l’inflazione, aveva rovinato il meccanismo che lasciava crescere l’economia al ritmo del 5% annuo.

Le proiezioni per il 2001 indicano una crescita compresa tra il 2% e il 2,5%. Un tasso dignitoso ma ben lontano dal quel 5% che qualcuno si aspettava continuasse all’infinito.

L’aspettativa del miracolo a tempo indeterminato faceva storcere il naso agli economisti, sorpresi di trovarsi all’improvviso nel Paese dei balocchi.

A giustificare ogni azzardo c’era sempre il fatto che la nuova economia aveva spazzato via quella vecchia e che Internet era una rivoluzione al confronto della quale la presa del Palazzo d’inverno sembrava una passeggiata.

Quando molte societa’ si sono rivelate castelli di carta, al tradizionale rapporto fra utili e prezzo del titolo – un classico da manuale ai fini della valutazione – si sono cominciati ad applicare fantasiosi meccanismi che consentivano di estendere questo rapporto a piacimento, proprio come una molla.

Il settore tecnologico, fra cui nessuno dubita vi siano molte societa’ solide e parecchi cavalli di razza, ha dato molti dispiaceri quest’anno agli investitori poco attenti, ma le valutazioni dei titoli in generale – complici certi analisti di grido – sono rimaste sempre ‘elastiche’.

Agli analisti propensi a indicare che ci sia sempre un qualche vantaggio nel fatto che il grado di innovazione di una societa’ esaminata sia proporzionale alla voragine di bilancio, la via d’uscita e’ parsa chiara: l’inflazione non e’ piu’ un problema, la Federal Reserve abbassi subito i tassi d’interese. Problema risolto.

La ricetta da apprendista stregone e’ piaciuta a in modo sorprendente a Wall Street e anche operatori di insospettabile onesta’ intellettuale e con solida preparazione se ne sono innamorati, sino a crederci davvero.

Qualcuno si e’ spinto oltre e, forse truccando un po’ le carte, ha cominciato a parlare di recessione e a battere la gran cassa della crisi.

E’ toccato al presidente Bill Clinton ricordare oggi a un giornalista – preoccupato che lasciasse in eredita’ a Bush e all’America una bella recessione – la definizione che si trova persino sui libri di scuola: ‘due trimestri consecutivi in crescita negativa’. Non e’ questo il caso.

Ma tutta questa ridda di sensazioni, di voci, di indiscrezioni, umori e illusioni e’ forse l’unica spigazione al fatto che i mercati si aspettassero sul serio una riduzione dei tassi da parte della Fed.

Un commentatore senza nome apparso sul network televisivo Cnbc dopo che il comunicato della Fed dava la sveglia ai mercati, un po’ come l’ipnotizzatore che schiocca le dita per metter fine all’esperimento, ha urlato: “E’ una decisione stupida”.

Gli indicatori hanno oscillato mentre Wall Street cercava di decifrare il linguaggio bizantino della relazione conclusiva piombata da Washington.

Greenspan e colleghi affermano che il pericolo che l’economia si indebolisca supera quello dell’inflazione e quindi l’atteggiamento della Federal Reserve passa da restrittivo a neutrale.
I tassi d’interesse a breve e quello di sconto rimangono invariati rispettivamente al 6,5% e al 6%.

‘Una decisione senza senso’, e’ la prima impressione, ‘del tutto contraddittoria’, incalzano altri esperti.

Il significato diventa chiarissimo solo nell’ultima mezz’ora di scambi:

L”economia rallenta e questo e’ esattamente quello che Greenspan voleva ottenere.

C’e’ il rischio che rallenti troppo, e in questo caso alla fine di gennaio c’e’ la garanzia che la pressione sul costo del denaro venga allentata.

Se l’economia rallenta le stime delle aziende e delle banche d’affari su fatturati e utili per il prossimo anno dovranno essere abbassate.

Se le aspettative diminuiscono, le quotazioni di molti titoli non hanno piu’ senso.

Risposta esatta! Sembra dicano finalmente Greenspan e tanti economisti spesso bistrattati come reperti archeologici.

Il ‘sell off’ l’ondata di vendite che si e’ abbattuta sul tecnologico questa sera e’ forse eccessiva: non tutti i titoli sono sopravvalutati. I mercati, proprio come gli individui, talvolta agiscono d’impulso.

Domani ci sara’ il tempo di fare i conti per bene e – a saperne approfittare – l’opportunita’ di acquisti a prezzi da saldo. Anche se manca una settimana al Natale.

Per una copertura completa sulle decisioni della Federal Reserve vedi anche: Tassi: Usa, la Fed li lascia invariati al 6,5%, Usa: Clinton, non lascio in eredita’ la recessione, Tassi: un glossario per interpretare la Fed, Tassi: tutti gli uomini della Federal Reserve, Tassi: Usa, tutti i numeri all’esame della Fed e Tassi: Usa, il dilemma di Alan Greenspan .

Sui listini in generale sono in rialzo il settore del brokeraggio, semiconduttori, PC, biotech, calzaturiero, sanitario, petrolifero, bevande analcoliche, cartario, ristorazione.

Perdono il settore telefonico, assicurativo, veicoli commerciali pesanti, giocattoli, edilizia, aereospaziale, commercio.

Tra i principali titoli in movimento quest’oggi a New York:

Nel settore finanziario, Goldman Sachs Group Inc. (GS) ha chiuso il quarto trimestre con utili in ribasso a causa delle performance deludenti nel settore della sottoscrizione di IPO e degli investimenti di venture capital. La societa’ ha registrato per l’ultimo trimestre dell’anno un utile operativo di $781 milioni, pari a $1,50 per azione. Nello stesso periodo dello scorso anno gli utili si erano attestati a $1,54 per azione. Il titolo ha nonostante cio’ guadagnato quasi il 4,5%.
(Vedi Utili: Goldman Sachs, primo calo dalla quotazione )

Nel settore delle telecomunicazioni, Advanced Micro Devices (AMD), secondo produttore al mondo di chip, ha annunciato questa mattina che raddoppiera’ la fornitura di microprocessori previsti dal contratto triennale con Cisco Systems (CSCO). Il titolo AMD ha guadagnato oltre l’ 1,5%, mentre il titolo Cisco ha perso oltre il 2%.
(Vedi Chip: AMD e Cisco raddoppiano )

Nel settore dei software, Microsoft (MSFT) intende ridurre i costi in ogni divisione della societa’, ma alcuni salari verranno aumentati per garantirsi la fedelta’ dei dipendenti; lo ha riportato il Wall Street Journal. Il titolo ha perso quasi il 6,5%.
(Vedi Microsoft: tagli alle spese, non ai salari)

Nel settore delle fibre ottiche per le telecomunicazioni, Ciena (CIEN) ha segnato un ribasso del 24,25%. La societa’ di ha annunciato ieri l’acquisizione di Cyras Systems per $2,6 miliardi in azione. L’operazione prevede lo scambio di 27 milioni di azioni ordinarie Ciena e l’assunzione del debito per $150 milioni. Ciena prevede che l’operazione iniziera’ a dare profitti durante l’anno fiscale 2002, ma influira’ negativamente sugli utili del 2001, previsti tra i 19 e i 22 centesimi per azione, contro i 70 centesimi attesi dai principali analisti.
(Vedi Tlc: Ciena compra Ciras Systems per $2,6 Mld)

Nel settore del brokeraggio, Morgan Stanley Dean Witter (MWD) ha chiuso il quarto trimestre con utili in ribasso del 26% sull’anno a quota $1,06 per azione, a causa della debolezza del mercato dei bond e degli alti costi di compensazione. Gli analisti avevano previsto un utile di $1,29 per azione. Il titolo ha chiuso la giornata con una perdita di quasi l’ 1,5%.

Nel settore delle componenti laser, Electro Scientific (ESIO) ha guadagnato quasi il 18,5%. La societa’ ha chiuso il suo secondo trimestre con utili di $1 per azione, superiori ai 26 centesimi registrati nello stesso periodo dello scorso anno; gli analisti prevedevano utili di 87 centesimi per azione. Il fatturato si e’ attestato in rialzo sull’anno a quota $139,6 milioni.

Nel settore del commercio, Dollar Tree Stores (DLTR) ha segnato un ribasso di quasi il 43,5% dopo il profit warning relativo utili e fatturato relativi al quarto trimestre. La societa’ prevede adesso di chiudere il trimestre con utili compresi tra i 59 e i 62 centesimi per azione, al di sotto dei 70 centesimi attesi dagli analisti. Le vendite sono previste in calo a quota $605-$615 milioni a causa della debolezza di tutto il comparto.

Nel settore delle componenti elettroniche, Solectron (SLR) ha guadagnato oltre il 18,5%. La societa’ ha chiuso il suo primo trimestre con un fatturato di $5,7 miliardi e utili di 29 centesimi per azione, in rialzo rispetto ai 19 centesimi per azione registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Gli analisti avevano previsto utili di 28 centesimi e un fatturato di $5,05 miliardi.

Nel settore delle telecomunicazioni, SBC Communications (SBC) ha annunciato che prevede di chiudere il quarto trimestre con utili di 58 centesimi per azione, in crescita dell’11-14% e in linea con le aspettative dei principali analisti. La societa’ ha comunque avvertito che la combinazione di rallentamento economico e concorrenza tra le societa’ che offrono servizi telefonici di lunga distanza in zone al di fuori del Sud Ovest degli Stati Uniti, potrebbe influire negativamente sui dati di bilancio relativi al prossimo anno. Il titolo ha perso il 12,5%.

Nel settore della telefonia, Nokia (NOK) ha guadagnato quasi l’ 1% dopo l’annuncio di un accordo con Unisys Corp. (UIS) per i servizi di gestione di rete degli operatori della tecnologia wireless di seconda e terza generazione. Il titolo Unisys ha perso quasi il 3%.

Ecco di seguito la lista dei 10 titoli piu’ scambiati
al New York Stock Exchange (dati non ufficiali di chiusura) con
rispettivi volumi, prezzi e variazioni percentuali (verificare chiusure
definitive cliccando sul simbolo dei singoli titoli)
:

SIMBOLO

SOCIETA’

VOLUME

PREZZO (in $)

VARIAZIONE    (in punti)

VARIAZIONE (percentuale)

C

Citigroup  

22,833,400

50.063

+0.688

+1.39%

SBC

SBC Communications  

22,478,400

46.688

-6.625

-12.43%

LU

Lucent Technologies

19,734,600

17.438

-0.125

-0.71%

CPQ

Compaq Computer

20,234,500

17.080

+0.680

+4.15%

NT

Nortel Networks

18,920,200

34.000

-2.313

-6.37%

CNC

Conseco

18,373,600

10.500

+1.500

+16.67%

EMC

EMC

17,768,900

62.875

-2.938

-4.46%

PFE

Pfizer  

16,884,100

47.688

+1.188

+2.55%

AOL

America Online

15,921,700

41.170

-1.070

-2.53%

T

AT&T

15,318,200

20.500

+0.188

+0.92%

Ecco di seguito la lista dei 10 titoli piu’ scambiati
al Nasdaq (dati non ufficiali di chiusura) con rispettivi volumi,
prezzi e variazioni percentuali (verificare chiusure definitive cliccando
sul simbolo dei singoli titoli)
:

SIMBOLO

SOCIETA’

VOLUME

PREZZO (in $)

VARIAZIONE   (in punti)

VARIAZIONE (percentuale)

CSCO

Cisco Systems 

94,026,100

42.000

-0.938

-2.18%

SUNW

Sun Microsystems 

67,081,200

27.250

-1.313

-4.60%

MSFT

Microsoft  

55,792,100

44.875

-2.938

-6.14%

ORCL

Oracle  

55,247,700

31.000

-1.000

-3.13%

INTC

Intel

51,701,300

33.500

+0.250

+0.75%

WCOM

WorldCom 

51,559,900

16.375

-0.125

-0.76%

CIEN

CIENA  

36,690,700

73.063

-23.313

-24.19%

DELL

Dell Computer

35,129,300

18.250

-1.250

-6.41%

JDSU

JDS Uniphase  

30,883,900

52.438

-6.750

-11.40%

DLTR

Dollar Tree Stores

30,508,100

20.625

-15.750

-43.30%