WALL ST.: NASDAQ FALLISCE LO SFORAMENTO DEI 2000

3 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Borsa Usa contrastata, con prese di profitto su tutti i fronti dopo un ottimo rialzo in apertura.

Alla fine della seduta il Dow Jones chiude con un rialzo dello 0.20% a quota 9873, lo S&P 500 perde lo 0,18% a 1064, e il Nasdaq lascia sul campo l’1% a 1960.

Per l’indice hi-tech si tratta di una brutta chiusura, visto che il Composite aveva oltrepassato di un soffio verso la meta’ seduta la soglia psicologica, mai toccata da 22 mesi. Ma fallito lo sforamento stabile dei 2000, il Nasdaq ha cominciato ad arretrare. Cio’ non prelude bene per i prossimi giorni (vedere Target News, in tempo reale per gli abbonati a INSIDER).

La seduta era cominciata sotto i migliori auspici, con rialzi sostenuti di tutti i principali indici. Il motivo: i rinnovati segnali di un nuovo boom economico negli Stati Uniti. In particolare la versione definitiva del dato relativo alla produttivita’ americana del terzo trimestre del 2003 ha registrato una crescita annualizzata del 9,4%, mentre il dato preliminare aveva registrato una crescita dell’8,1%. Si tratta del valore piu’ alto degli ultimi 20 anni. E cio’ dimostra che la cura da cavallo della Fed comincia davvero a fare effetto sull’economia Usa.

L’indicatore si e’ rivelato superiore alle aspettative, dal momento che il consensus generale di mercato aveva stimato un incremento del 9,2%. Nel secondo trimestre la produttivita’ era aumentata dell’6,8%. Inoltre il costo del lavoro per unita’ produttiva e’ calato del 5,8%, registrando il ribasso piu’ significativo degli ultimi 20 anni.

In sostanza le aziende Usa hanno licenziato negli ultimi tre anni migliaia di dipendenti, quelli rimasti lavorano molto piu’ di prima e hanno dovuto sopportare riduzioni di stipendio, le quali sono accettate per la paura di perdere a loro volta il posto di lavoro. Un sistema brutale, che non finira’ di avere elogiatori e detrattori.

Circa la borsa, a fine scambi di profilo elevato è apparsa la seduta per la farmaceutica Merck (in progresso del 3.53% dopo avere annunciato una crescita degli utili il prossimo anno) e per la casa automobilistica General Motors. Su GM (avanzata del 5.22%) ha avuto un effetto volano grazie alle news sulle vendite a novembre – progredite del 22% – e di un rapporto di Goldman Sachs, secondo la quale, per il 2004, le prospettive per il gruppo sono positive.

Sul fronte tecnologico, in positivo chiudno tra le altre Oracle (salita di circa il 4%) e PeopleSoft (progredita del 2%) mentre hanno dovuto subire le vendite pesanti RF Microdevices (RFMD), calata di -5,84%, Electronic Arts (ERTS), in discesa di -3.71% e anche Amazon (-4.49%). Per i dettagli su decine di small e medium cap in rialzo quotate al Nasdaq, controllate Titoli Caldi, Target News e Rumors in INSIDER).

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