WALL ST.: MOLTO AGGRESSIVI I RIBASSISTI NEL FINALE

5 Agosto 2004, di Redazione Wall Street Italia

Brutta chiusura che non lascia presagire nulla di buono per l’apertura di venerdi’, a Wall Street. Gli indici azionari americani hanno accelerato le vendite proprio nel finale e hanno chiuso in terreno pesantemente negativo, condizionati ancora una volta dai nuovi massimi stabiliti dai prezzi del petrolio. Il Dow Jones e’ sprofondato sotto quota 10.000 con una perdita dell’1.61% a 9963, l’S&P 500 ha subito un calo dell’1.63% a 1080 e il Nasdaq dell’1.80% a 1821. S&P500 e Composite sono scesi ai minimi assoluti del 2004.

“E’ stato un calo molto brutto”, ha dichiarato Ken Tower, chief market strategist di CyberTrader (una societa’ controllata dal broker online Charles Schwab). “Credo pero’ sia troppo presto chiamarlo mercato Orso, perche’ non c’e’ ancora molta forza nella discesa. Si tratta solo di trading al ribasso in presenza di volumi fiacchi e di una totale mancanza di entusiasmo da parte degli operatori”.

Infatti i volumi sono stati abbastanza bassi, con meno di 1,4 miliardi di azioni scambiate sul floor del New York Stock Exchange e meno di 1,6 miliardi sul mercato elettronico del Nasdaq. I titoli in calo hanno battuto quelli in rialzo per 7 a 2 su tutte e due le borse.

Ad aggravare il clima della borsa Usa e’ intervenuta la nuova fiammata del prezzo del petrolio, che si e’ spinto al record storico di $44.49 al barile. Il future con scadenza settembre ha chiuso a $44.40 al barile, in lieve calo rispetto al massimo intraday di $44.50.

Alla base del rally del greggio ci sono le incertezze per il futuro del primo operatore petrolifero russo, OAO Yukos. Contrariamento a quanto annunciato mercoledi’, il governo di Mosca ha negato alla compagnia l’utilizzo dei fondi bancari necessari alla continuazione delle attivita’. Gli operatori hanno accolto con apprensione tale notizia e temono le ripercussioni di possibili interruzioni dei flussi di offerta sull’economia e sui profitti societari.

Non e’ servito a rasserenare il clima il dato migliore delle attese sui sussidi disoccupazione. La settimana scorsa le nuove richieste di assistenza ai senza lavoro sono scese di 11 mila unita’ a 336.000. Le stime degli analisti erano per un valore di 340.000.

Ma il dato chiave sul mercato del lavoro e’ atteso per venerdi’, con il rapporto mensile sull’ occupazione. Gli economisti stimano in media che a luglio siano stati creati 240 mila posti di lavoro, il doppio rispetto al mese precedente.

Sul fronte societario, il colosso aerospaziale Boeing potrebbe condizionare negativamente la performance del Dow Jones: la compagnia aerea Virgin Atlantic Airways ha preferito la rivale Airbus per un ordinativo di 26 velivoli (valore complessivo $5.5 miliardi).

Tra le altre large cap Usa, Goodyear Tire ha riportato risultati trimestrali migliori delle attese e Wal-Mart ha battuto le previsioni degli analisti sulle vendite comparate di luglio. Buone notizie, infine, dall’hi-tech, con i commenti bullish di una banca d’affari sul settore software.

Tra le blue chip del Dow Jones le uniche eccezioni positive sono state Walt Disney (+0.04%) e Hewlett-Packard (+0.44%). Hanno invece guidato la classifica delle perdite piu’ pesanti Caterpillar, JP Morgan Chase, United Tech, Wal-Mart e AIG.

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Sugli altri mercati, il dollaro e’ poco variato sull’euro nonostante i buoni dati provenienti dal fronte macroeconomico. Nel tardo pomeriggio a New York il cambio tra le due valute era $1.2055.

In rialzo i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni si e’ attestato al 4.40% contro il 4.43% della chiusura di mercoledi’.