WALL ST: MERCATI DEBOLI, INDICI IN TRADING RANGE

17 Giugno 2004, di Redazione Wall Street Italia

Ancora un seduta debole per i mercati americani, condizionati dalle incertezze degli operatori sui tassi di interesse. Pesano, inoltre, l’assenza di nuovi catalizzatori e le cattive notizie dal Medio Oriente. Il Dow Jones ha chiuso invariato (-0.02%) a 10377 e il Nasdaq ha ceduto lo 0.73% a 1983.

I dati macroeconomici diffusi in mattinata hanno confermato che l’economia statunitense continua a correre ma allo stesso tempo segnalano che i tempi per un aumento dei tassi sono maturi.

Piu’ che i timori di un aumento, pero’, in questa fase e’ soprattutto l’incertezza su quando e in che misura la Fed alzera’ il costo del denaro a frenare le decisioni di investimento e confinare gli indici in trading range.

Di particolare rilievo, per il loro impatto sulle decisioni di politica monetaria, sono state le cifre sui prezzi alla produzione (PPI). Nel mese di maggio l’indicatore ha registrato una crescita dello 0,8%. In rialzo dello 0.3% anche il ”core PPI”, depurato dalle componenti piu’ volatili (alimentari ed energetiche). Entrambi i valori si sono rivelati superiori alle attese degli analisti.

Incoraggianti le cifre sul mercato del lavoro. Nella settimana conclusasi il 12 giugno, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese di 15.000 unita’ a 336.000. Le stime degli analisti erano per un valore di 340.000.

Migliori delle previsioni anche il superindice. Nel mese di maggio l’indicatore che fornisce una previsione sull’attivita’ economica Usa e’ salito dello 0.5%. Gli economisti si aspettavano +0.4%.

Positivo, infine, il Philly Fed, il dato sull’attivita’ manifatturiera dell’area di Philadelphia. L’indicatore (sempre a maggio) e’ salito a 28.9 punti contro i 25.5 pronosticati.

A livello societario, da segnalare la debolezza dei titoli hi-tech, soprattutto semiconduttori. In progresso i settori petrolio, gas naturale, oro, immobiliari, compagnie aeree e utilities.

Tra le blue chip del Dow Jones, le maggiori perdite hanno colpito Hewlett-Packard, Intel, Boeing e Home Depot. La migliore performance l’ha realizzata Microsoft, favorita dai commenti positivi di una banca d’affari.
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Sugli altri mercati, il dollaro ha perso terreno contro l’euro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ 1.2059. In netto progresso il petrolio, spinto dai disordini in Medio Oriente. Il sabotaggio agli oleodotti iracheni ha bloccato le esportazioni attraverso il Golfo Persico.

Gli operatori temono che il funzionamento degli oleodotti non potra’ essere ripristinato prima della prossima settimana. Il future con scadenza a luglio ha guadagnato $1.14 a $38.46 al barile. In aumento, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni si e’ attestato al 4.69% contro il 4.73% della chiusura di ieri