WALL ST: MAZZATA SULL’HI-TECH, APPLE AFFOSSA NASDAQ

18 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Un’altra sessione in rosso per gli incici azionari Usa, con le vendite concentrate maggiormente sul comparto tecnologico, sulla scia della deludente trimestrale di Apple. I dati macro migliori delle attese non sono stati sufficienti a riportare gli acquisti sui mercati. Il forte calo del greggio, inoltre, non ha giovato ai titoli energetici. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.07% a 12567, l’S&P500 e’ sceso dello 0.30% a 1426, il Nasdaq e’ arretrato dell’1.46% a 2443.

Dopo il dato sui prezzi alla produzione, diffuso nella giornata di mercoledi’, che ha segnalato un avanzamento delle pressioni inflazionistiche, in mattinata il dato sul CPI non ha riservato particolari sorprese in quanto in linea con le stime degli analisti. Nel mese di dicembre, l’indicatore e’ salito dello 0.5%, guidato al rialzo dai prezzi della benzina e del tabacco (consensus +0.4%). Anche il dato “core” ha rispettato le attese, avanzando dello 0.2% e portando il tasso annuale al 2.6% per il 2006.

Incoraggianti i dati giunti dal comparto immobiliare : i nuovi cantieri edili sono risultati in progresso per il secondo mese consecutivo, associati ad un incremento delle licenze di costruzione, tipico indicatore di attivita’ futura. Bene anche il comparto del lavoro: la scorsa settimana le richieste di sussidio da parte dei senza lavoro sono diminuite di 9 mila unita’ a quota 290 mila.

Segnali incoraggianti sono emersi anche dal comparto manifatturiero, con il Philadelphia Fed cresciuto a 8.3 punti a gennaio, dopo essere scivolato a -2.3 nel mese precedente.

Non sono emersi particolari indicazioni sul corso dei tassi d’interesse dall’intervento del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, lasciando un grosso interrogativo sulle future mosse di politica monetaria. Il capo della Banca Centrale ha invece incentrato il proprio discorso sul deficit pubblico e sulla necessita’ di un’azione rapida mirata ad evitare una “crisi fiscale”.

Riguardo l’andamento dei listini, a soffrire maggiormente e’ stato anche oggi l’intero comparto tecnologico, affossato dalla trimestrale del colosso informatico Apple ([[AAPL]]). Dopo la serie di profit warning lanciati da importanti societa’ del settore, tra cui Symantec ([[SYMC]]), Advanced Micro Devices ([[AMD]]) e Intel ([[INTC]]), le deludenti prospettive di Apple, che ha comunque riportato risultati brillanti nell’ultimo trimestre, non hanno fatto altre che incrementare le pressioni sull’high-tech. Il titolo ha lasciato sul terreno il 5.85%.

Nel comparto finanziario, la banca d’affari Merrill Lynch ([[MER]]) ha riportato un bilancio nettamente superiore alle attese, ma il titolo non e’ riuscito a salire. Dopo la chiusura dei mercati, riflettori accesi per il gruppo informatico IBM ([[IBM]]).

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Sugli altri mercati, nel comparto energetico il petrolio ha chiuso in forte calo, arretrando di oltre il 3%. A causa di un inaspettato aumento delle scorte settimanali, i futures con scadenza febbraio sono arretrati di $1.76 a $50.48 al barile, registrando un minimo intraday di $49.90. E’ la prima volta da maggio 2005 che il prezzo dell’oro nero scende al di sotto del livello psicologico dei $50.

Sul valutario, l’euro ha continuato a recuperare terreno sul dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ a quota 1.2958. In ribasso l’oro. I futures con scadenza febbraio hanno ceduto $5.20 a $628.10 all’oncia. In progresso, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.7510% dal 4.7870% di mercoledi’.