WALL ST. LIMITA LE PERDITE, LA FED RISOLLEVA GLI INDICI

24 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

I listini americani hanno recuperato terreno nelle ore finali di contrattazioni, non riuscendo pero’ a portarsi sopra la linea di parita’, archiviando cosi’ la seduta in leggero calo. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.16% a 10433, l’S&P500 lo 0.05% a 1105, il Nasdaq e’ arretrato dello 0.31% a 2169. Le stime sulla crescita economica per il 2010 diffuse dalla Fed hanno permesso agli operatori di liberarsi delle preoccupazioni sollevate dall’ultimo aggiornamento sul Pil, rivisto ad una crescita inferiore rispetto alla lettura precedente.

L’economia americana e’ cresciuta del 2.8% nel terzo trimestre, meno di quanto riportato il mese scorso dal governo, rispecchiando il rialzo minore del previsto delle spese al consumo e un ampliamento del deficit commerciale superiore alle stime di ottobre. La spesa dei consumatori, che rappresenta circa il 70% dell’economia statunitense, e’ cresciuta del 2.9% e non del 3.2% come calcolato dagli economisti.

A fare da contraltare al dato sono stati comunque i verbali della Federal Reserve, relativi all’incontro del Fomc tenutosi all’inizio del mese. La Banca Centrale americana stima infatti che l’economia Usa registrera’ una crescita compresa in una forchetta del 2.5%-3.5%, in rialzo dalle precedenti stime che erano per un range 2.1%-3.3%.

La Fed ha pero’ anche avvertito che la politica di mantenimento dei tassi d’interesse ai minimi record potrebbe alimentare una nuova bolla speculativa dovuta ad un’eccessiva esposizione al rischio da parte degli investitori. E’ molto probabile inoltre che il recupero non sara’ cosi’ robusto da abbassare in tempi brevi l’elevato tasso di disoccupazione.

Restando in ambito macroeconomico, sono giunti altri segnali confortanti. La fiducia dei consumatori e’ cresciuta a 49.5 punti nel mese di novembre dai 48.7 di ottobre, mentre in settembre i prezzi immobiliari delle 20 maggiori citta’ statunitensi sono cresciuti per il quinto mese consecutivo su base mensile.

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A livello societario, nel settore tecnologico, il colosso informatico Hewlett-Packard e’ arretrato dell‘1.6% dopo aver rispettato le stime preliminari sui risultati fiscali dell’ultimo trimestre, annunciando pero’ che la situazione economica resta “difficile”. In buon rialzo Analog Devices, che ha annunciato che i tassi della domanda hanno registrato un’accelerazione nel quarto trimestre fiscale. I profitti della produttrice di semiconduttori sono scivolati del 27% nel periodo preso in esame, battendo comunque le attese degli analisti.

Nel comparto finanziario, debolezza diffusa tra gli istituti bancari per l’intero arco della giornata, con JP Morgan in ribasso del 2% circa, a guidare i ribassi all’interno dell’indice industriale. L’indice settoriale KBW ha chiuso con un ribasso dello 0.9%.

Sugli altri mercati, sul valutario, stabile l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ pari a 1.4961. In ribasso il greggio. I futures con consegna gennaio hanno ceduto $1.54 a $76.02 al barile. Invariato l’oro: i futures con scadenza dicembre si sono attestati a quota 1166.50 (+$1.80) l’oncia. In progresso infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.3170%.