WALL ST: INDICI SCHIACCIATI SULLA LINEA DI PARITA’

6 Ottobre 2004, di Redazione Wall Street Italia

A meta’ seduta gli indici azionari americani sono prossimi alla linea di parita’, schiacciati dalle preoccupazioni sull’aumento del petrolio e dalla nuova ondata di warning. Il Dow Jones guadagna lo 0.04% a 10181, l’S&P500 lo 0.18% a 1136 e il Nasdaq lo 0.08% a 1957.

Per un commento operativo su indici, settori e titoli, vedi
l’aggiornamento
di meta’ sessione, curato da Marco
Bonelli
.

In mancanza di forti catalizzatori, i mercati continuano a focalizzarsi sull’andamento dei prezzi del petrolio. Dopo i record della sessione precedente, le quotazioni nel corso delle prime battute di scambi si sono spinte fino a $51.48 al barile per poi ripiegare sotto la soglia dei $50.

Non hanno contribuito ad allentare le pressioni i nuovi dati settimanali sull’andamento delle scorte energetiche. Nella settimana conclusasi il 2 ottobre, le scorte di petrolio e di benzina sono aumentate rispettivamente di 1.1 milioni e di 600 mila barili. In ribasso invece di 2.1 milioni di barili le scorte di distillati, che fanno riferimento alla disponibilita’ di combustibile per il riscaldamento. Gli operatori speravano in un incremento dei livelli di quest’ultimo dato in vista della stagione invernale ormai alle porte.

Non si e’ fatta attendere la reazione dei future. Nel giro di pochi minuti le quotazioni sono salite di 50 centesimi a $51.15. Al momento il contratto con scadenza novembre e’ scambiato a $51.60 al barile, in rialzo di 51 centesimi. Si tratta del nuovo massimo storico.

Poco incoraggianti le notizie giunte dal fronte societario. Warning sui risultati trimestrali sono stati lanciati da Knight Trading Group, Delphi e Zoran. Giovedi’ pubblichera’ gli utili il colosso dell’alluminio Alcoa. Venerdi’ sara’ la volta di General Electric.

E’ nuovamente sotto pressione Merck. La scorsa settimana il colosso farmaceutico aveva perso un quarto del proprio valore di borsa per il ritiro dal mercato di un farmaco contro l’artrite, che parrebbe aumentare il rischio di infarto. Secondo quanto riportato da alcune fonti, ben 27 mila attacchi di cuore sarebbero imputabili all’uso del medicinale sotto accusa.

Tra le blue chip del Dow Jones, i migliori guadagni li realizzano DuPont, Walt Disney, Alcoa, Exxon Mobil e 3M. In rosso invece, oltre a Merck, anche Intel e United Tech. Vedi decine di azioni segnalate da
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Oggi non e’ prevista la pubblicazione di indicatori macroeconomici. Molto attesi sono pero’ i dati sul mercato del lavoro di settembre, in calendario venerdi’. Gli economisti si aspettano in media un aumento del numero di occupati di 150.000 unita’. Il tasso di disoccupazione dovrebbe confermarsi al 5.4%.

Il mercato del lavoro continua ad essere l’anello debole della ripresa americana. I dati di venerdi’ saranno osservati molto da vicino anche perche’ potrebbero influenzare la campagna elettorale in corso negli Stati Uniti per le elezioni presidenziali di novembre.

Sugli altri mercati, il dollaro torna a guadagnare terreno sull’euro, spinto dalle speculazioni che la crescita in Europa stia rallentando. Il rapporto tra le due valute e’ a $1.2293. E’ in lieve ribasso l’oro, che cede $1.30 a $416.50 all’oncia.

Perdono terreno i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ al 4.20% contro il 4.17% della chiusura di martedi’.