WALL ST: INDICI DIVISI, CONFLITTO D’INTERESSE

18 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

I principali indicatori delle borse americane arrivano alla soglia di meta’ giornata lanciati in direzioni opposte: continua oltre 200 punti il rally del Dow Jones e fa scattare il blocco degli ordini automatici, mentre altre perdite si abbattono sui tecnologici del Nasdaq.

(verifica quotazioni indici aggiornate IN TEMPO REALE in prima pagina)

Sono stati i titoli della vecchia economia ad attrarre ordini di vendita e liquidita’, mentre siamo alla vigilia della riunione del FOMC, il comitato direttivo della Federal Reserve che decide le scelte di politica monetaria.

I grandi titoli industriali, quelli delle societa’ che ricorrono essenzialmente al finanziamento bancario, sono infatti particolarmenti sensibili alle variazioni del costo del denaro e sono partiti in quarta sulla possibilita’ che la Banca centrale Usa possa bruciare le tappe e abbassare i tassi gia’ da domani.

L’effetto tassi non ha pero’ funzionato sul tabellone elettronico del Nasdaq, che sconta ancora i ‘profit warning’ della scorsa settimana, in particolare quelli arrivati dopo la chiusura di venerdi’.

Le piu’ dinamiche e innovative societa’ dell’high-tech infatti sono solite finanziarsi attraverso canali e strumenti alternativi rispetto a quelli offerti dal sistema bancario e sono destinate a beneficiare in modo non diretto e difficilmente quantificabile di una riduzione, piu’ o meno imminente, del costo del denaro.

Ma Blue Chip e titoli tecnologici iniziano a reagire diversamente anche all’imminente cambio di amministrazione alla Casa Bianca, proprio mentre l’economia americana giunge al capolinea del suo piu’ lungo periodo di crescita ininterrotta.

George W. Bush e’ giunto oggi a Washington per una serie di incontri al vertice e in preparazione del passaggio delle consegne.

E’ significativo che ad accoglierlo nella capitale, durante una prima colazione di 40 minuti consumata alle prime luci del mattino, sia stato Alan Grenspan, presidente della Federal Reserve, l’uomo che ha guidato i destini dell’economia americana dai tempi di Ronald Reagan sino a quelli di Bill Clinton e che continuera’ a farlo con la seconda generazione di Bush alla Casa Bianca.

Il piano di riduzione fiscale che George W. Bush ha promesso agli elettori, il cui impatto sulle casse dello stato sarebbe di circa $1.300 miliardi, ha creato molte aspettative a Wall Street, ma e’ inviso alla Federal Reserve, che vorrebbe utilizzare il surplus di bilancio per ripianare il debito pubblico.

Il progetto dovra’ inoltre affrontare le forche caudine al Congresso, diviso a meta’ tra democratici e repubblicani, senza una maggioranza su cui il presidente possa contare. Il rischio e’ che dalla montagna nasca un topolino e che i $1.300 miliardi, mediazione parlamentare su mediazione, accordo dopo accordo, riducano solo in minima parte gli appetiti dell’erario.

Un altro elemento destinato a caratterizzare l’amministrazione repubblicana dovrebbe essere un atteggiamento di ‘intervento minimo’ del governo nella vita delle aziende e del business in generale.

Una prospettiva che interessa soprattutto i colossi del Dow Jones: l’industria petrolifera spera si allentino i divieti per trivellare l’Alaska, quella farmaceutica di non avere il servizio sanitario nazionale tra i piedi a discutere il prezzo dei medicinali, Bill Gates di non ritrovarsi a febbraio, durante il processo di appello con il dipartimento della Giustizia Usa, davanti alla pretesa che la sua Microsoft sia spezzata in due.

La frenata dell’economia americana, che nessuno riesce ancora a quantificare, ma che molti temono essere piu’ brusca del previsto, suggerisce tuttavia che gli interessi dei giganti della Vecchia economia possono non coincidere con quelli delle societa’ high-tech, talvolta con fatturati ancora in prospettiva e forti costi di sviluppo e ricerca.

Quando la domanda nel settore privato si contrae e la concorrenza incalza dall’estero, anche i manager delle aziende americane mettono da parte lo slogan ‘meno stato piu’ mercato’ e concentrano i viaggi d’affari su una destinazione: Washington.

Wall Street sa bene che nei momenti di crisi il governo serve eccome: commesse per l’industria nazionale, normative sul commercio estero che tengono a bada la concorrenza, sono solo alcune delle forme attraverso cui puo’ arrivare dalla capitale una ciambella salvagente.

Il Nasdaq sconta senza dubbio i ‘profit warning’, ma la persistente debolezza del tecnologico rivela una preoccupazione in piu’: l’incognita su cosa intenda o possa fare il successore di Bill Clinton.

Tra i principali titoli in movimento a meta’ giornata sulle borse americane:

Nel settore delle assicurazioni sanitarie, Aetna Inc. (AET) ha annunciato il taglio di 5.000 posti di lavoro, pari a circa il 13% di tutto il personale, con l’obiettivo di ridurre i costi e concentrarsi nel settore sanitario, in difficolta’ a causa delle forti perdite registrate nella divisione Prudential Healthcare. Il titolo Aetna guadagna il 13%.
(Vedi Assicurazioni: Aetna taglia 13% forza lavoro)

Nel settore informatico, Sun Microsystems Inc. (SUNW) perde a meta’ giornata oltre il 6% dopo che Prudential Securities ne ha ridotto il rating da “Strong Buy” ad “Accumulate” a causa dell’indebolimento della domanda e del tasso di crescita.
(Vedi Informatica: Prudential taglia rating di Sun Micro)

Nel settore dei media, Tme Warner Inc. (TWX) ha annunciato questa mattina che i dati di bilancio relativi al quarto trimestre saranno influenzati negativamente. La crescita degli utili e’ prevista ora a solo l’11% per l’intero anno 2000. Il titolo Time Warner segna un ribasso del 12%.
(Vedi Utili: Time Warner prevede di non farcela)

Nel settore dei prodotti di largo consumo, The Gilette Company (G) ha annunciato questa mattina il licenziamento di 2.700 persone, pari all’8% della forza lavoro. L’operazione, che prevede anche la chiusura di otto impianti, comportera’ un onere starordinario di $572 milioni. Nonostante cio’, il titolo Gilette guadagna il 2,5%.

Nel settore Internet, la banca d’affari Goldman Sachs ha ridotto il rating su alcune societa’ leader nel settore del commercio elettronico tra cui eToys (ETYS), Ashford.com (ASFD), PlanetRX (PLRXD) , Webvan (WBVN). A seguito dell’annuncio, Ashford.com e’ passato in ribasso di oltre il 30%, PlanetRX del 10%, mentre Webvan guadagna il 6,5%. Abbassato anche il rating di DoubleClick (DCLK) che tuttavia guadagna circa l’ 1%.

Nel settore del commercio elettronico, Etoys (ETYS) e’ in ribasso del 72,75%. Nella tarda serata di venerdi’, il negoziante di giocattoli online ha emesso un ‘profit warning’ relativo alle vendite per il terzo trimestre del suo anno fiscale. Il fatturato e’ adesso atteso tra i $120 milioni e i $130 milioni, mentre le perdite operative (esclusi oneri straordinari) dal 55% a 65% delle vendite. Entrambi i dati sono ben peggiori delle aspettative di mercato.

Nel settore della grande distribuzione, Circuit City Stores Inc. (CC) ha chiuso il terzo trimestre del suo anno fiscale con perdite inferiori alle attese del mercato. La catena di grandi magazzini specializzati nell’elettronica di consumo ha registrato una perdita di 32 centesimi per azione, al di sopra dei 26 centesimi avuti nello stesso periodo dello scorso anno. Il titolo Circuit City Stores guadagna poco piu’ dell’ 1%.

Nel settore farmaceutico, la britannica SmithKline Beecham (SBH) ha annunciato che le autorita’ americane hanno rifiutato l’approvazione per il farmaco Factive, un antibiotico per le infezioni dell’apparato respiratorio. Via libera invece dell’antitrust Usa per la fusione tra SmithKline e Glaxo Wellcome (GLX). Il titolo SmithKline cede l’ 1,5%, mentre Glaxo segna un ribasso di oltre il 2%.

Nel settore automobilistico, DaimlerChrysler (DCX) perde il 3% dopo aver annunciato che la divisione americana Chrysler incorrera’ in una perdita di circa €1,4 miliardi, pari a $1,25 miliardi, nel quarto trimestre dell’anno.

Nel settore editoriale, il gruppo editoriale olandese VNU ha annunciato questa mattina l’acquisizione della societa’ di ricerca americana ACNielsen (ART) per $2,3 miliardi, pari a $36,75 per azione. Il titolo ACNielsen e’ in rialzo del 45,5%.

Nel settore dei prodotti di largo consumo, Johnson & Johnson (JNJ) ha fatto sapere nella tarda serata di venerdi’ di non avere intenzione di rivedere le proprie aspettative per il terzo trimestre dell’anno fiscale 2000. La societa’, che si attende un utile di $3,40 per azione, ha inoltre vinto la causa sulla violazione di un brevetto intentata contro Boston Scientific, costretta adesso a pagare un risarcimento danni di $324,4 milioni. Il titolo Johnson & Johnson gudagna lo 0,25%.

Terayon Communication Systems Inc. (TERN) brucia a meta’ giornata oltre il 61% dopo aver diramato un comunicato secondo il quale utili e vendite relative al quarto trimestre saranno inferiori alle aspettative. La societa’ prevede di chiudere il trimestre con una perdita operativa pro forma tra 46 e 49 centesimi per azione. Gli analisti avevano previsto un utile di 6 centesimi per azione.

Ecco di seguito la lista dei 10 titoli piu’ scambiati
al New York Stock Exchange (dati delle 12.00) con rispettivi
volumi, prezzi e variazioni percentuali (verificare chiusure definitive
cliccando sul simbolo dei singoli titoli)
:

SIMBOLO

SOCIETA’

VOLUME

PREZZO (in $)

VARIAZIONE    (in punti)

VARIAZIONE (percentuale)

LU

Lucent Technologies

9,139,800

17.625

-0.188

-1.05%

CPQ

Compaq Computer  

9,407,700

16.950

-0.400

-2.31%

AOL

America Online 

8,704,500

42.750

-6.210

-12.68%

ART

ACNielsen

866,200

35.875

+11.250

+45.69%

C

Citigroup  

8,112,200

49.938

+1.875

+3.90%

EMC

EMC  

8,312,000

68.438

+0.313

+0.46%

NT

Nortel Networks

8,167,800

36.375

-2.813

-7.18%

GE

General Electric

7,089,600

51.125

+1.313

+2.63%

T

AT&T  

5,987,700

20.688

-0.313

-1.49%

GLW

Corning

5,111,500

65.375

-4.625

-6.61%

Ecco di seguito la lista dei 10 titoli piu’ scambiati
al Nasdaq (dati delle 12.00) con rispettivi volumi, prezzi e
variazioni percentuali (verificare chiusure definitive cliccando sul simbolo
dei singoli titoli)
:

SIMBOLO

SOCIETA’

VOLUME

PREZZO (in $)

VARIAZIONE   (in punti)

VARIAZIONE (percentuale)

CSCO

Cisco Systems 

41,093,100

45.313

-2.844

-5.91%

SUNW

Sun Microsystems

37,786,200

28.313

-2.125

-6.98%

ORCL

Oracle  

25,425,600

30.938

+2.375

+8.32%

MSFT

Microsoft

21,778,700

49.000

-0.188

-0.38%

WCOM

WorldCom

18,723,100

16.750

-0.688

-3.94%

INTC

Intel  

18,443,300

33.000

+0.563

+1.73%

JDSU

JDS Uniphase  

15,682,000

57.063

-1.094

-1.88%

DELL

Dell Computer

12,411,400

19.438

-0.438

-2.20%

TERN

Terayon Communication Systems

11,934,300

5.250

-8.313

-61.29%

AMZN

Amazon.com

8,734,100

19.938

-2.938

-12.84%