WALL ST INCERTA, NIKE BRINDA AI CONTI, GIU’ FEDEX

18 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

Apertura incerta per Wall Street, che ha cosi’ vanificato una leggera spinta arrivata da alcuni dati macro.

Dopo qualche minuto di contrattazioni in Dow guadagna lo 0.06% a 10741, il Nasdaq riesce a riagguantare la parita’ a 2390. L’S&P 500, che aveva aperto in leggero territorio negativo, avanza ora dello 0.05% a 1167.

Le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono state leggermente sotto le attese ma segnalano comunque un miglioramento del mercato del lavoro. Invariato il dato sull’inflazione a febbraio.

Restano in calendario il Superindice e Philadelphia Fed (alle 15:00).

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Il tutto avviene all’indomani di una seduta che ha permesso al Dow (nonostante bassi volumi) di toccare il top del 2010 e mettere a segno la settima seduta consecutiva di rialzi, la dodicesima su 14 giornate di contrattazione. Nelle ultime 5 settimane l’indice ha guadagnato 825 punti mentre S&P 500 e Nasdaq si trovano sui livelli piu’ alti toccati dal 2008.

Per molti operatori il rally sembra pero’ essere arrivato alla fine. A mettere il bastone tra le ruote, ancora una volta come accade da ormai due mesi circa, i timori sulla tenuta della Grecia. Il paese ha dichiarato che potrebbe aver bisogno di aiuti per far fronte alla sua situazione debitoria. Atene ha fatto sapere di preferire il soccorso del resto dell’Europa al Fondo monetario internazionale, dopo aver pero’ minacciato il ricorso a quest’ultimo alla luce della proposta tedesca di escludere dall’Eurozona i paesi troppo lenti
nell’aggiustare i conti pubblici.

I Repubblicani aprono alla riforma finanziaria su cui si sta battendo il senatore democratico Christopher Dodd. “La porta e’ aperta” per una negoziazione bipartisan, ha riferito il senatore Richard Shelby aggiungendo pero’ che “ci sono ancora molti repubblicani che sono contrari al provvedimento”. Nel frattempo Citigroup ha tagliato il settore finanziario globale a Neutrale da Overwieght.

Dal mondo societario arrivano molte indicazioni. Nike balza del 5% dopo aver piu’ che raddoppiato i profitti nel terzo trimestre, con ordini cresciuti del 9%. Scivola invece il titolo del corriere FedEx (-3%), da sempre considerato barometro dell’economia americana, nonostante l’utile per azione nel terzo trimestre si sia attestato a $0.76 da $0.31 e abbia alzato le stime per l’anno in corso.

Nel quarto trimestre, Ross Store ha segnato un +14% nelle vendite, raggiungendo $1.98 miliardi. Il dato e’ superiore alle attese. GameStop, che nel pre-mercato correva del 7.5%, nello stesso periodo ha registrato vendite in aumento dello 0.9% a $3.52 miliardi ma nei negozi aperti da almeno un anno c’e’ stata una contrazione del 7.9%. L’outlook pero’ ha convinto Wall Street.

Secondo il Times of London alla fine Google potrebbe continuare a mantenere attive la maggior parte delle sue operazioni in Cina.

Giro di poltrone nella catena di librerie Barnes & Noble. Il 39enne William Lynch e’ stato nominato nuovo a.d. al posto di Steve Riggio (55 anni), che resta vice presidente. Lynch era entrato nel gruppo a febbraio come presidente di Barnes & Noble.com.

Teva Pharmaceutical ha avuto la meglio sull’offerta di Pfizer e si e’ aggiudicata la tedesca Ratiopharm. La mossa vale oltre $5 miliardi.

Exxon Mobil, secondo voci, potrebbe essere ineressata a British Gas. No comment dai due gruppi.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio ampliano il calo. I futures con consegna aprile cedono $0.61 attestandosi a quota $82.32 al barile. Sul valutario la moneta unica viaggia a quota $1.3676 (-0.45%). Inverte rotta l’oro scivolando di $0.50 in area $1123.70 l’oncia. Quanto ai Titoli di Stato, il rendimento sul benchmark decennale cresce al 3.6500%.