WALL ST. IN PROGRESSO, SEMPRE DEBOLE IL DOLLARO

16 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Partenza positiva per i listini azionari americani nonostante i dati contrastanti giunti dal fronte delle vendite al dettaglio e quelli deludenti relativi all’attivita’ manifatturiera dell’area di New York. Intanto i leader asiatici promettono di mantenere in vigore le misure di rilancio della crescita economica.

Il paniere allargato esordisce la settimana scambiando sopra la soglia psicologica dei 1.100 punti. La settimana scorsa i listini hanno oscillato intorno a quella linea di demarcazione tecnica senza mai riuscire pero’ ad archiviare una seduta sopra tale quota. E’ da 52 settimane che l’S&P 500 non chiude sopra i 1.100 punti.

Nel frattempo un contributo importante lo offre il nuovo indebolimento del biglietto verde, con il Dollar Index che scivola sui minimi di 52 settimane, registrando un ribasso dello 0.4% contro il basket delle sei principali valute concorrenti.

Sul fronte macro le cifre pubblicate nel pre-market hanno messo in secondo piano i dati provenienti dal Giappone, da cui e’ emersa una crescita dell’economia dell’1.2% nel terzo trimestre. Tuttavia non sono state sufficienti a compromettere quello che si prospetta un avvio di settimana all’insegna degli acquisti. L’attivita’ manifatturiera dell’area di New York si e’ contratta piu’ delle attese in novembre, scendendo dai livelli record toccati il mese precedente. Allo stesso tempo le vendite al dettaglio sono cresciute dell’1.4% in ottobre, una percentuale che e’ risultata superiore alle previsioni.

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Il prossimo appuntamento macro riguarda le scorte di magazzino di settembre, mentre intorno alle 18 italiane l’attenzione degli investitori si spostera’ sull’intervento del numero uno della Federal Reserve, Bernanke. Il presidente della Banca Centrale terra’ il suo discorso dopo che un gruppo nutrito di funzionari Fed ha spiegato perche’ l’istituto e’ cosi’ reluttante ad alzare i tassi di interesse, pur riconoscendo che i tassi bloccati su livelli cosi’ bassi stanno avendo un ruolo chiave nella fase no del biglietto verde.

Non mancano le notizie riguardanti societa’ di spicco, con General Motors che dopo aver riportato una perdita escluse componenti straordinarie di $261 milioni nel terzo trimestre, ha annunciato che restituira’ i soldi ricevuti in prestito dal governo prima del previsto. La casa automobilistica, uscita dalla fase di amministrazione controllata in tempi record, il 10 luglio scorso, prevede una crescita moderata l’anno prossimo.

Lowe’s, societa’ di vendite al dettaglio di beni per la casa, ha archiviato il terzo trimestre con utili in linea con le stime, mentre secondo le sue previsioni le vendite nei negozi aperti da almeno un anno scivoleranno del 2%-6% negli ultimi tre mesi dell’anno. Al momento i titoli avanzano dello 0.5%. n ambito di trimestrali domani gli investitori conosceranno i conti fiscali di Home Depot, Target e TJX Cos., l’azienda madre di TJ Maxx.

Sul fronte M&A e’ finita sotto i riflettori la produttrice di apparecchiature di Rete Cisco Systems, che ha rivisto al rialzo a $3.4 miliardi l’offerta per assicurarsi l’azienda norvegese di video conferenze Tandberg, mentre stando alle ultime indiscrezioni stampa J.P. Morgan Chase sarebbe sempre piu’ vicina all’acquisto della britannica Cazenove, societa’ di brokeraggio con la quale gestisce una joint venture in Gran Bretagna.

Sugli altri mercati, sull’energetico guadagna terreno il greggio. Al momento i futures con consegna dicembre avanzano di $1.72 a quota $78.07 al barile. Sul valutario arretra il dollaro, con l’euro che si rafforza nei confronti del biglietto verde a $1.4976. In progresso i prezzi dell’oro: i futures con scadenza dicembre accelerano di $13.10 a quota $1129.80 l’oncia. In rialzo i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ sceso al 3.4000% dal 3.4290% di venerdi’.