WALL ST. IN LIEVE CALO, OK VENDITE, MALE OCCUPAZIONE

12 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

Avvio di seduta in lieve ribasso per l’azionario americano, con gli operatori che continuano a digerire gli ultimi dati macro. C’e’ ancora incertezza sui mercati e sul futuro delle banche, gli operatori non sembrano voler proseguire sul rally di martedi’, in attesa di qualche altro segnale di ripresa dell’economia.

A risollevare le quotazioni dai minimi del preborsa sono stati i dati sulle vendite al dettaglio che hanno sorpreso gli analisti, registrando una contrazione dello 0.1% contro stime pari ad un ribasso dello 0.5%. Il dato e’ risultato in progresso, anche in questo caso sopra le attese, escludendo la componente delle automobili. Ancora debole invece il mercato del lavoro, con le richieste di sussidio salite in misura superiore al consensus.

Ieri i listini sono riusciti a terminare la seduta in rialzo per il secondo giorno consecutivo. Le contenute vendite iniziali sono in parte dovute dunque ad alcune prese di beneficio, dopo il rally di martedi’ che ha permesso agli indici di avanzare del 6%-7%.

Molti operatori credono che il rialzo settimanale sia legato piu’ ad una questione di natura tecnica, con il mercato che era chiaramente in una condizione di ipervenduto, che non a fattori fondamentali. “Sarebbe da folli pensare che le banche siano pronte ad una risalita, mentre il Dipartimento del Tesoro e’ ancora impegnato a studiare le modalita’ secondo cui saranno valutati gli asset tossici e la possibile creazione di una ‘bad bank’”, ha affermato David Buick, market analyst di BGC Partners.

Le condizioni all’interno del comparto bancario appaiono comunque in miglioramento, come confermato di recente dai Ceo di Citigroup e JP Morgan che hanno entrambi annunciato un ritorno alla profittabilita’ nella prima parte dell’anno. Tuttavia l’economia nel complesso resta debole e i dati macro continuano ad evidenziarne un deterioramento.

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Sul fronte societario, l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha abbassato il giudizio sul credito della conglomerata industiale General Electric a ‘AA+’. Il titolo avanza, la decisione era ampiamente attesa dal mercato.

Nel settore farmaceutico e’ stato raggiunto l’accordo di merger tra il gruppo biotech Genentech e la casa svizzera Roche. Questa paghera’ $48.6 miliardi (o $95 per azione) per rilevare l’azienda americana.

Sotto i riflettori il gigante dei mutui ipotecari Freddie Mac, dopo aver confermato nella tarda giornata di ieri di aver ricevuto una nuova iniezione di capitali dal governo in seguito alla pesante perdita fiscale riportata nell’ultimo trimestre.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in rialzo il greggio. I futures con consegna aprile avanzano di $0.79 a $43.12 al barile. Sul valutario, scende l’euro nei confronti del dollaro a quota 1.2787. In progresso l’oro a $914.50 l’oncia (+$3.80). In progresso i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 2.8960%.