WALL ST. IN CAUTO RIALZO DOPO LE CIFRE SUL LAVORO

4 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Partenza in marginale progresso per il mercato azionario americano, con i listini che fanno fatica ad imboccare la strada dei rialzi con decisione dopo la pubblicazione del rapporto mensile sull’occupazione, che ha visto il tasso di disoccupazione salire al 9.7% sui massimi di 26 anni, dopo essere sceso al 9.4% in luglio.

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Gli analisti si aspettavano un dato del 9.5%. Cio’ significa che la peggior recessione degli ultimi 70 anni non ha intenzione di allentare la morsa sull’economia americana, la difficile situazione occupazionale sara’ uno degli ostacoli piu’ ardui da superare.

I posti di lavoro persi nel settore non agricolo sono invece diminuiti, in maniera piu’ sostenuta rispetto alle previsioni. Va detto che uno scenario di questo tipo non e’ certamente molto favorevole ai consumatori, fondamentali per la ripresa della maggiore economia mondiale, essendo la componente fondamentale del Pil (il 70% e’ servizi e consumi).

Mentre gli investitori sono impegnati a digerire i dati del report sull’occupazione, a Londra parte oggi la due giorni di incontri tra i ministri delle Finanze del G-20, dove si parlera’ di exit strategy. Secondo il parere di Usa e Gran Bretagna adottare strategie di uscita potrebbe essere ancora prematuro. Tuttavia se i Paesi membri non dovessero trovare un punto comune in materia, la fiducia ufficiale nella ripresa globale potrebbe iniziare a vacillare.

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I funzionari dei Paesi sviluppati discuteranno del limite di tempo fino a cui lasciare in atto le misure di stimolo fiscale e di rilancio economico, preferendo “coordinare le exit strategy” piu’ avanti. Su questo argomento, stando a quanto riportato dai media, ci sarebbero pero’ pareri divergenti.

Il segretario del Tesoro Usa Timothy Geithner e il numero uno della BCE Jean-Claude Trichet (come dire i rappresentanti della piu’ avanzata area geopolitica mondiale con un totale vicino a 700 milioni di persone) sono tra quei funzionari finanziari riuniti a Londra che ritengono sia troppo presto per dichiarare vittoria contro la recessione piu’ grave dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Il presidente della Banca Centrale di Dallas Richard Fisher ha detto che l’economia Usa attraversera’ con molta probabilita’ un periodo di crescita lenta, alle prese con “contraccolpi finanziari” che ci vorranno anni prima che scompaiano. Intanto il premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz ha sottolineato che l’economia ha una probabilita’ molto alta di accusare una nuova contrazione (IL NOBEL STIGLITZ NEL PARTITO DEI PESSIMISTI)

Sugli altri mercati, i prezzi delle materie prime continuano ad attirare l’attenzione degli investitori, dopo che ieri il contratto sull’oro ha chiuso sui massimi di sei mesi a quota $997.70. Oggi i futures ritracciano a $991.20 l’oncia (-$6.50).

Nel comparto energetico vira in rosso il greggio. I futures con consegna ottobre cedono $0.42 a $67.54 al barile. Sul valutario, l’euro si indebolisce nei confronti del dollaro a quota $1.4211. In calo i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.3570% dal 3.3280% di ieri.