WALL ST IN BUON RIALZO, SNOBBA ALERT RETAIL E GREGGIO

12 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo il debole avvio, i listini americani hanno reagito passando in territorio positivo e terminando la seduta in buon rialzo. Il Dow Jones e’ avanzato dello 0.55% a 12552, l’S&P500 dello 0.62% a 1447, il Nasdaq ha guadagnato lo 0.85% a 2480. Le vendite della seduta precedente hanno offerto un attraente punto d’ingresso agli investitori, incuranti del forte rialzo del greggio, dei deludenti dati macro e delle preoccupanti notizie giunte dal comparto societario.

Molti analisti non sono riusciti ad individuare un elemento significativo che potesse giustificare il rialzo giornaliero ed hanno pronosticato un trend ribassista nei prossimi giorni proprio sulla scia dei numerosi, recenti fattori che sembrano puntare ad una fase di ritracciamento, almeno nel breve termine, dei listini.

A mettere pressione in avvio erano gia’ state le ultime indicazioni della Banca Centrale Usa che hanno risvegliato i timori sui rischi inflazionistici e sul conseguente, possibile rialzo dei tassi d’interesse, proprio quando gli investitori avevano iniziato ad apprezzare la possibilita’ di un vicino taglio del costo del denaro. Un campanello d’allarme e’ stato suonato in mattinata anche dalla BCE che ha sottolineato come lo scenario dei prezzi di Eurolandia presenta rischi al rialzo nel medio termine.

Negativi anche i segnali giunti dal fronte macroeconomico. Nel mese di marzo i prezzi all’importazione hanno registrato un rialzo dell’1.7%, nettamente oltre le attese degli economisti pari a +0.8%. Peggiori delle attese anche i numeri sulle richieste di sussidio da parte dei senza lavoro, salite di 19 mila unita’ nell’ultima settimana a quota 342 mila (consensus 320 mila).

Contrastate le indicazioni emerse dal comparto retail. Societa’ come Wal-Mart ([[WMT]]), Dillards ([[DDS]]) e Gap ([[GPS]]) tra le altre, hanno riportato un volume di vendite comparate migliore delle previsioni, spinto dalla spesa per le festivita’ pasquali; tuttavia gli outlook offerti per i prossimi mesi sono tutt’altro che floridi a causa del possibile rallentamento della spesa delle famiglie americane su cui potrebbe gravare anche il recente rialzo dei prezzi energetici.

A tal proposito, futures con consegna maggio sono avanzati di $1.84 (+3%) a $63.85 al barile sulla scia del rapporto fornito dall’Agenzia Energetica Internazionale di un possibile calo dell’outlook a livello globale.

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Gli operatori non hanno dato particolare peso neanche alle aspettative sui risultati trimestrali delle aziende e sulle povere prospettive di crescita futura. Le stime riportano di una crescita media degli utili, per le societa’ facenti parte dell’indice S&P500, di circa il 4%, ben al di sotto del tasso a doppia cifra a cui ci eravamo abituati negli ultimi 4 anni.

Nella giornata di mercoledi’, la societa’ finanziaria MGIC Investments ([[MTG]]) e l’azienda hi-tech Research In Motion ([[RIMM]]) (nota per la tecnologia BlackBerry) hanno deluso le attese degli analisti. Dura la risposta del pubblico investitore: RIMM e’ arrivata a perdere oltre 8 punti percentuali.

All’interno del Dow Jones i maggiori rialzi sono registrati da Du Pont ([[DD]]), Honeywell ([[HON]]), Merck ([[MRK]]) e Microsoft ([[MSFT]]); in calo AT&T ([[T]]), Citigroup ([[C]]) e General Motors ([[GM]]). A livello settoriale le migliori performance sono state registrate dai comparti biotech, petrolifero e semiconduttori; ordinativi di vendita invece per i comparti utilities, aereo e bancario.

Sul valutario l’euro ha recuperato terreno rispetto al dollaro avvicinandosi a nuovi massimi poco sotto quota 1.35. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ 1.3487. L’oro ha chiuso in lieve flessione: i contratti con consegna giugno sul metallo prezioso sono arretarti di $2 a $679.70 l’oncia. In leggero rialzo i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.7370% dal 4.7390% di mercoledi’.