WALL ST: IL PIANO E’ LEGGE, MA GLI INDICI PRECIPITANO

17 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Seduta nel segno delle vendite a Wall Street, innescate dagli ultimi segnali economici che hanno confermato un peggioramento della recessione a livello globale. Il Dow Jones ha ceduto il 3.79% a 7552, l’S&P500 il 4.56% a 789, il Nasdaq e’ arretrato del 4.15% a 1470.

I mercati azionari di tutto il mondo, da Tokyo a New York, passando per Londra, hanno accusato pesanti perdite dopo l’allarme lanciato dall’agenzia di rating Moody’s sugli istituti finanziari europei ed a causa della sempre piu’ diffusa convinzione che il piano salva-banche del presidente Obama (firmato in giornata dal presidente) non riavviera’ velocemente i mercati finanziari.

“Cio’ che preoccupa ora e’ la dimensione effettiva del piano, potrebbe non bastare a ripristinare il trend di espansione dell’economia” ha affermato Thomas Lee di JP Morgan. “Non crediamo in un’uscita dalla recessione prima della meta’ dell’anno, e persino tale stima sembra fin troppo ottimista”.

Il dato macro sull’attivita’ manifatturiera dell’area di New York (Empire State Index) inoltre ha fatto ben poco a placare le paure sullo stato di salute dell’economia a stelle e strisce, registrando una contrazione nettamente superiore al previsto, a conferma della forte crisi in atto.

L’indice MSCI World Index e’ arretrato del 3.5% circa, estendendo a -13% il calo nel 2009. Con il ribasso giornaliero, l’indicatore che traccia l’andamento dei 23 mercati maggiormente sviluppati ha incrementato a sei sedute la recente striscia negativa. A segnare i maggiori ribassi a Wall Street sono stati i titoli del comparto finanziario, con lo spider settoriale arretrato di oltre il 9%. Tra i singoli titoli, Citigroup, Merrill Lynch, Goldman Sachs, JP Morgan e Bank of America hanno tutti riportato cali giornalieri vicini ai 10 punti percentuali.

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A contribuire al nervosismo degli operatori e’ stato anche l’ultimatum imposto alle due case automobilistiche General Motors e Chrysler sulla presentazione al Congresso dei nuovi piani di ristrutturazione idonei a riportare alla profitabilita’ i due gruppi. Il titolo GM ha lasciato sul terreno il 14% circa sui timori di una mancata concessione dei fondi governativi, cruciali per proseguire nelle normali operazioni di produzione ed evitare la bancarotta. Intanto Daimler ha riportato una perdita di $1.9 miliardi nel quarto trimestre, causata in parte dagli investimenti in Chrysler e dal calo delle vendite di Merceds-Benz.

Tutti i titoli del Dow Jones hanno chiuso in rosso, fatta eccezione per Wal-Mart, in progresso +3.60%, dopo che il gigante delle vendite al dettaglio ha riportato un calo dei profitti nell’ultimo trimestre, a livelli comunque migliori del consensus.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, seduta in calo per il petrolio. I futures con consegna marzo hanno ceduto $2.58 (-7%) a $34.93 al barile. Sul valutario, euro pesante nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2590. In rally l’oro: i futures con consegna aprile hanno guadagnato $25.30 a $967.50 l’oncia. In buon progresso infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 2.6620% dal 2.8820% di venerdi’.