WALL ST: IL DATO SULL’INFLAZIONE SPINGE I LISTINI

15 Giugno 2004, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street ha archiviato la seduta con gli indici azionari in rialzo. Le buone notizie dal fronte economico, in particolare sull’inflazione, hanno ridotto le preoccupazioni degli operatori su un aumento dei tassi d’interesse e consentito ai listini di recuperare le perdite di lunedi’.

I maggiori acquisti si sono concentrati sul Nasdaq, che ha chiuso la giornata in progresso dell’1.30% a 1995. Meno brillante il bilancio del Dow Jones, in aumento dello 0.44% a 10380.

Il contributo determinante alla crescita dei listini e’ arrivato dagli ultimi dati sull’andamento dell’inflazione. Le cifre sulla crescita dei prezzi diffuse in mattinata hanno ridimensionato i timori che circolano da alcune settimane tra gli operatori di un imminente intervento aggressivo della Federal Reserve sui tassi d’interesse.

Nel mese di maggio l’indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti e’ salito dello 0.6%, superando di misura le previsioni degli analisti (+0.5%). Il dato “core”, tuttavia, che esclude le componenti piu’ volatili come alimentari ed energetiche, e’ cresciuto dello 0.2%, in linea con il consensus del mercato.

Alan Greenspan, presidente della Banca Centrale americana, oggi ha tenuto un intervento alla Commissione Bancaria del Senato. Nel corso del discorso, Greenspan non ha fatto alcun riferimento specifico alle future mosse della Fed e si e’ limitato a delineare le caratteristiche di un approccio probabilistico alla politica monetaria, in cui l’incertezza gioca un ruolo chiave. Greenspan ha poi aggiunto che sebbene la crescita dell’economia sia stata notevole, bisogna essere pronti ad affrontare una vasta gamma di eventi.

Particolarmente positivo, inoltre, si e’ rivelato il dato sulla fiducia dei consumatori elaborato dall’Universita’ del Michigan. Il dato preliminare di giugno e’ salito a 95.2 punti contro il consensus di 90.8. L’indicatore e’ seguito molto da vicino perche’ i consumi contano per i due terzi dell’economia americana.

Ancora sul fronte economico, sono cresciute piu’ delle attese le scorte di magazzino. Nel mese di aprile l’indicatore ha registrato un incremento dello 0.5% contro il +0.4% atteso. Sostanzialmente in linea con le previsioni, infine, il New York Empire State Index, il dato sull’attivita’ manifatturiera nell’area di New York, che a maggio si e’ attestato a quota 30.2.

Passando agli utili societari, la banca d’affari Lehman Brothers ha nettamente battuto le stime degli analisti sui risultati trimestrali.

L’attenzione degli operatori e’ ora concentrata su Oracle, che pubblichera’ i risultati di bilancio questa sera, dopo la chiusura delle borse. Gli analisti prevedono in media che il colosso software riportera’ utili di $0.18 per azione e un fatturato di $3.06 miliardi.

Tra le blue chip del Dow Jones, i maggiori guadagni li hanno realizzati Honeywell, Merck, Intel, United Tech, Alcoa e Microsoft. Per quanto riguarda quest’ultima, Goldman Sachs ritiene che l’azienda potrebbe annunciare gia’ a fine mese un programma di buy-back di azioni proprie e la distribuzione di un dividendo straordinario per ridurre i livelli di cassa dell’azienda. Da segnalare, inoltre, il buon progresso di Boeing. Il gigante aerospaziale si e’ aggiudicato un contratto di fornitura da $3.9 miliardi dalla marina statunitense, battendo la rivale Lockheed Martin.

Sotto pressione, invece, le blue chip Johnson&Johnson (sull’onda di un downgrade da parte di Bear Stearns), McDonald’s, Walt Disney e AIG. [Vedi decine di azioni in movimento segnalate da
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Sugli altri mercati, il dollaro si e’ indebolito nei confronti dell’euro. Le minori certezze su un sostenuto aumento dei tassi d’interesse Usa non giocano a favore della moneta americana. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio euro/dollaro e’ $1.2163. Beneficia della debolezza del biglietto verde l’oro, con il future di agosto che ha chiuso in progresso di $5.60 a $389.80 all’oncia.

Ha invece ceduto terreno il petrolio, nonostante le preoccupazioni per l’incalzare delle violenze in Medio Oriente. I recenti sabotaggi agli oleodotti e gli attentati terroristici contro i lavoratori stranieri stanno gia’ sortendo effetti su produzione ed esportazioni dalla regione, ma i trader temono ripercussioni piu’ pesanti se la situazione dovesse non migliorare. Il future sul greggio con scadenza a luglio ha ceduto 40 centesimi a $37.19 al barile.

In forte rialzo, infine, i titoli di Stato, spinti dagli ultimi dati sull’andamento dell’inflazione. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.69% contro il 4.87% della chiusura di lunedi’.