WALL ST: GUIZZO DEL NASDAQ, SI SPERA IN GREESPAN

1 Marzo 2001, di Redazione Wall Street Italia

Si chiude l’ennesima sessione movimentata per i mercati USA, con il Nasdaq che infrange piu’ volte la soglia dei 2.100 punti per poi chiudere in positivo, grazie ai cacciatori di occasioni e alle rinnovate speranze di un taglio dei tassi. In rosso invece il Dow Jones.

Il Nasdaq ha chiuso a 2.183,23 (+1,46%%), il Dow Jones ha chiuso a 10.450,14 (-0,43%), l’ S&P 500 a 1.241,14 (-0,10%%) e il Russell 2000 a 473,29 (-0,23%).

Il tabellone elettronico ha infranto in numerose occasioni la soglia dei 2.100 punti, arrivando a perdere oltre il 3,8%. L’escursione giornaliera delle quotazioni ha toccato quindi un livello considerevole, pari al 5%.

A mezz’ora dal termine l’indice si e’ pero’ ripreso completamente, chiudendo in territorio positivo grazie ai cacciatori di occasioni e alle rinnovate speranze per un vicino taglio dei tassi da parte di Alan Greenspan.

Il presidente della Fed sosterra’ domani un nuovo intervento alla Camera dei Rappresentanti, questa volta di fronte alla Commissione Bilancio.

A contribuire alla ripresa dei mercati anche IBM, che ha chiuso in rialzo di oltre 6%, dopo che John Jones, analista di Salomon Smith Barney, ha fatto alcune considerazioni molto positive sulle attivita’ di archiviazione dati della societa’.

“IBM non ha fatto commenti sul panorama economico attuale – fa sapere Jones, in una nota alla clientela – tuttavia dalle prevsioni della societa’ per il 2001 e dai risultati del quarto trimestre 2000, possiamo concludere ce IBM potra’ chiudere l’anno in linea con le aspettative del mercato”.

A tirare giu’ il Nasdaq erano stati soprattutto i titoli del settore chip, comparto che ha accusato le cattive notizie arrivate a inizio mattina da 3Com e Broadcom.

A pesare poi i ribassi dei giganti del settore Intel (INTL – Nasdaq) e Advanced Micro Devices (AMD – Nyse), dopo che Merrill Lynch aveva rivisto le stime su tutto il comparto.

Sull’indice Dow Jones invece hanno pesato soprattutto i titoli finanziari, quelli che maggiormente speravano in un taglio immediato dei tassi da parte della Fed.

A mezz’ora dalla chiusura della giornata borsistica i mercati non erano riusciti a riprendersi dalla delusione di mercoledi’, quando Alan Greenspan aveva fatto capire nel corso della sua udienza alla Commissione Finanze della Camera dei Rappresentanti che per una nuova riduzione dei tassi bisognera’ aspettare ancora.

Con un taglio dei tassi lontano dall’orizzonte, ‘la mia impostazione e’: perche’ comprare?’. Cosi’ aveva riassunto l’umore degli investitori Alan Ackerman, market strategist per Fahnestock and Co. ‘Non abbiamo elementi catalizzatori che spingano il mercato al rialzo’.

A confondere ulteriormente gli investitori sono arrivati i dati su reddito personale, spese al consumo e indice NAPM di gennaio superiori alle previsioni.

Tali dati hanno confermato l’ambivalenza messa in risalto da Greespan davanti alla Commissione Finanze della Camera dei rappresentanti, secondo cui l’economia americana e’ in un momento di netto rallentamento, ma la fiducia e le spese personali degli americani rimangono forti.

Proprio questa discordanza e’ uno degli elementi che trattiene il presidente della Fed dal tagliare a breve i tassi d’interesse, consigliandogli di aspettare il meeting del FOMC, l’organo della Federal Reserve responsabile della politica monetaria, fissato per il 20 marzo.

A questo punto tutti gli occhi sono puntati all’intervento di domani di Greespan, con la speranza che emerga qualche segnale positivo a favore di un taglio dei tassi.

Come spiega John Forelli, vice direttore generale di Indipendence Investment Associates, “sul breve termine e’ difficile vedere una ripresa. I prossimi rapporti economici probabilmente non saranno entusiasmanti, e tutti gli utili societari probabilmente saranno in perdita. In cosa speriamo allora? In Greespan. Io mi attendo che la Fed tagli i tassi di mezzo punto per il 20 marzo e di un altro mezzo punto alla fine di giugno”.

Sui listini in generale hanno mostrato una tendenza al rialzo il settore dei chip, infrastrutture di rete, software, telecomunicazioni, perforazione petrolifera, tabacco, personal computer, auto, media.

In calo invece il settore edilizio, grande distribuzione, brokeraggio, bancario, linee aeree, farmaceutico.

Tra i titoli che oggi hanno strappato rialzi d’eccezione sulle borse americane:

1. Hollywood Media Corp. (HOLL – Nasdaq) +39,68%;
2 HNC Software. (HNCS – Nasdaq) +28,42%;
3. Intergraph Corporation (INGR – Nasdaq) +27,39%;
4. CORE, Inc. (CORE – Nasdaq) +27,27%;

5. PTEK Holdings (PTEK – Nasdaq) +26,76%.

I ribassi si sono invece particolarmente accaniti contro:

1. Lodgian, Inc. (LOD – Nyse) -38,79%;
2. Friede Goldman Halter (FGH – Nyse) -37,64%;
3. Travelocity.com Inc. (TVLY – Nasdaq) -32,58%;
4. SBS Technologies, Inc. (SBSE – Nasdaq) -28,13%;
5. Fleetwood Enterprises, Inc. (FLE – Nasdaq) -25,73%.

Tra i principali titoli in movimento quest’oggi a Wall Street:

Nel settore informatico:

Il titolo Microsoft (MSFT – Nasdaq) ha perso oltre lo 0,5%. Michael Stanek, analista di punta di Lehman Brothers, ha abbassato questa mattina le sue stime relative a fatturato e utili per l’anno fiscale 2001, dopo aver rivisto in negativo le aspettative di crescita per la divisione PC e piattaforme. Stanek prevede che la societa’ di Bill Gates chiuda l’anno con un fatturato di $25,1 miliardi e un utile per azione di $1,79 – precedentemente l’analista prevedeva per il 2001 un fatturato di $25,4 miliardi e un utile di $1,81 per azioni.
(Vedi Utili: Lehman taglia le stime su Microsoft)

Nel settore dei personal computer

Il titolo International Business Machine ha chiuso in rialzo di oltre il 6%, dopo che l’analista John Jones di Salomon Smith Barney ha fatto alcune considerazioni molto positive sulle attivita’ di archiviazione dati della societa’.

Il titolo Gateway (GTW – Nasdaq) ha perso quasi il 10%. Il produttore di personal computer ha annunciato nella serata di ieri di attendersi per il primo trimestre utili operativi in pareggio. Gli analisti di First Call/Thomson Financial si attendevano un utile di 17 centesimi per azione. A seguito dell’annuncio J.P. Morgan H&Q ne ha ridotto il rating da “long-term buy” a “market performer”.

Nel settore delle telecomunicazioni:

WorldCom (WCOM – Nasdaq) ha chiuso in ribasso di quasi il 5%. La societa’ di telefonia a lunga distanza ha annunciato il licenziamento di 6.000 dipendenti, pari al 7% della sua forza lavoro, come parte di un piano di ristrutturazione iniziato lo scorso anno.

Nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni:

Il titolo Broadcom (BRCM – Nasdaq) ha chiuso in rialzo di oltre lo 0,5%, nonostante Joe Osha di Merrill Lynch ne abbia abbassato il rating sul medio termine da “Accumulate” a “Neutral”. L’analista sostiene che la societa’ possa risentire dei problemi di 3Com, attualmente il suo maggiore cliente.
(Vedi Preborsa: Broadcom -11% dopo downgrade)

3Com (COMS – Nasdaq) ha perso quasi il 20% . Nella tarda serata di ieri, la societa’ di attrezzature e dispositivi per le reti ha ammesso di non riuscire a rispettare le aspettative sugli utili per il trimestre in corso. 3Com prevede adesso di chiudere il trimestre con una perdita pro-forma tra $135 milioni e $145 milioni, esclusi oneri straordinari. Il fatturato sara’ tra $625 milioni e $640 milioni.

Il titolo Corning (GLW – Nasdaq) ha terminato la seduta in rialzo di oltre il 12%. La societa’, che produce attrezzature per le reti a fibre ottiche, ha annunciato il prossimo taglio di 825 posti di lavoro in alcuni stabilimenti in Pennsylvania e New York. Corning ha precisato che le attivita’ nel settore delle fibre ottiche non saranno interessate ai tagli.

Nel settore dei semiconduttori:

l titolo Intel (INTC – Nasdaq) ha chiuso in rialzo di quasi l’ 1%. Nella seduta di ieri il primo produttore di semiconduttori al mondo era sceso al di sotto del minimo delle ultime 52 settimane.

Nel settore dei beni di lusso:

Il titolo Tiffany (TIF – Nyse) ha chiuso in rialzo di quasi lo 0,5%. Oggi la societa’ ha presentato i risultati trimestrali, in linea con le attese degli analisti. Tiffany ha chiuso il trimestre novembre 2000 – gennaio 2001 con un utile per azione pari a 56 centesimi, invariato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.