WALL ST.: GLI INDICI TORNANO IN ROSSO PER IL 2004

15 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici americani sono calati per la quinta volta in sei sedute; il rimbalzo tecnico e le ricoperture di venerdi’ sono stati cancellati, per via soprattutto delle rinnovate paure relative al terrorismo islamico.

La Spagna ha condizionato pesantemente Wall Street. La settimana della Borsa di New York si apre sotto il segno delle elezioni iberiche e del nuovo primo ministro di Madrid, José Luis Rodriguez Zapatero. La sconfitta elettorale dei popolari – considerata dalla stampa americana come un problema per la politica di alleanze internazionali dell’Amministrazione Bush – e le considerazioni del nuovo leader in merito alla permanenza delle truppe spagnole in Iraq si sono fatte sentire oltremodo sulla prima piazza finanziaria mondiale, già preoccupata dall’ombra di Al Qaida, allungatasi sulle stragi che hanno insanguinato Madrid la scorsa settimana.

In una giornata condizionata dagli eventi politici di Oltreoceano e dal timore statunitense di vedere ridimensionata una sponda importante per la lotta al terrorismo internazionale, il Dow Jones ha ceduto l’1,34% a 10.102,89 punti, mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l’1,44% a 1.104,43 punti e il Nasdaq il 2,29% a 1.939,20 punti.

Questo ribasso ha portato l’indice S&P 500 dello 0.6% al di sotto del livello a cui era all’inizio dell’anno, e il Dow Jones e il Nasdaq sotto del 3% dall’ 1 gennaio 2004.

Il volume e’ stato piu’ alto lunedi’ rispetto a venerdi’ scorso (per questo il rimbalzo dell’ultima seduta della scorsa settimana era poco convincente) cosi’ sul New York Stock Exchange sono state scambiate 1.5 miliardi di azioni, mentre sul Nasdaq sono passati di mano 1.7 miliardi di titoli. Le azioni in ribasso hanno superato nettamente quelle in rialzo, con un rapporto di 7 a 2 su ambedue le borse.

Il tutto, nonostante i relativamente buoni dati macro-economici, con la produzione industriale salita a febbraio dello 0,7% – ben sopra le stime degli analisti – e il meeting del Federal Open Market Committee della Federal Reserve in programma per martedi’ orientato a mantenere all’1% il costo del denaro: la soglia più bassa dal 1958. La Fed annuncera’ alle 20:15 con un comunicato la sua decisione.

Sul mercato, le perdite maggiori – come da un pò di tempo a questa parte – riguardano il settore tecnologico, ferito dalle previsioni di trimestrali meno brillanti rispetto a quelle messe in fila dalle aziende nella seconda parte del 2003. Al termine degli scambi, male è andato il produttore di reti in fibra ottica Nortel (sceso del 18,5% in seguito all’uscita di scena del suo responsabile finanziario e del suo controllore di bilancio), oltre a big del calibro di Microsoft (-0,8%), Intel (-2,1%) e Ibm (-1,5%).

In ombra – e non poteva essere altrimenti, con le paure per il terrorismo tornate a serpeggiare – il comparto aereo: Delta Airlines ha ceduto il 12,7% (su questo titolo pesa anche l’ annuncio dell’ipotesi di una perdita nel trimestre superiore alle stime fatte in precedenza), mentre American Airlines è calata dell’8,7% e Southwest Airlines del 5%.

In controtendenza, infine, InVision Technologies, produttore di sistemi di rilevazione di esplosivi, salito del 19,6% dopo l’ annuncio del suo acquisto da parte di General Electric per 900 milioni di dollari in contanti.