WALL ST: GIORNATA INTERLOCUTORIA PER I MERCATI USA

24 Febbraio 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Marco Bonelli, Managing Director di Raymond James, e’ molto conosciuto tra gli investitori istituzionali e i trader italiani. I suoi commenti quotidiani di meta’ seduta sull’andamento della Borsa Usa (comprese le indicazioni di trading operativo e le posizioni rialziste) non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

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La sessione di oggi si e’ aperta pressoche’ invariata. Il dato macro sugli ordinativi di beni durevoli e’ risultato al di sotto delle attese, mentre quello sulle richieste di nuovi sussidi di disoccupazione e’ risultato positivo per la terza settimana consecutiva. Viacom (VIA.B), JC Penny (JCP) e Newmont Mining (NEM) hanno pubblicato risultati trimestrali migliori delle stime.

Al momento, l’indice Dow Jones e’ in lettera di 9 punti a 10663, il Nasdaq è in ribasso di 5 punti a 2025 e l’S&P500 e’ invariato a 1189.
Positive le performances dei settori energia, costruzioni, semiconduttori e trasporti. In ribasso invece “retail”, biotecnologia, Internet e brokers.
Le letture del rapporto “put-call” sono elevate: 230% alle 10:00 e 228% alle 11:00.
L’indice VIX si trova al livello di 12.08. L’indice ”advance/decline” sta facendo registrare una lettura di -100. I volumi sono di 623 milioni di titoli scambiati.

Il rimbalzo di ieri e’ stato caratterizzato da volumi in diminuzione e da debolezza da parte della tecnologia. L’indice Dow Jones ha comunque chiuso a quota 10674, rimanendo ben al di sopra dell’area di supporto intorno a 10400. Rimaniamo dunque in attesa di vedere se il mercato continuera’ a muoversi lateralmente per un certo periodo o si verificheranno nuove prese di profitto.

TRADING OPERATIVO:

Questa mattina, abbiamo deciso di prendere una stop loss e chiudere la nostra posizione su STX. Il titolo ha chiuso a $16.75, al di sotto della media mobile a 50 giorni a $17.10 e ci sono dunque possibilita’ che possa scendere ulteriormente.

Tra le nostre posizioni al rialzo, si stanno distinguendo in positivo i titoli di GILD +1.3%, NVLS +1.4% e FO +0.8%. NMGA, TSRA e HON sono pressoche’ invariati, mentre YHOO sta perdendo il 4.5% circa, a seguito di un abbassamento di stime.

La nostra posizione al ribasso su EBAY e’ invariata.

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DA QUI ALLA CHIUSURA:

Questa sera dopo la chiusura, le societa’ di Bea Systems (BEAS), Gap Inc. (GPS), Kohl’s (KSS), Marvell (MRVL), McAfee (MFE) e McData (MCDTA), fra le altre, pubblicheranno i risultati trimestrali.

Domani mattina, saranno pubblicati i dato macro sul prodotto nazionale lordo, sulle vendite di case gia’ esistenti e sul “chain deflator”.

POSIZIONI RIALZISTE:

GILD (APERTA IL 27/9 A $35.80; ATTUALE $34.40; PERF –3.91%)

NMGA (APERTA IL 23/11 A $68.40; ATTUALE $71.03; PERF +3.85%)

NVLS (APERTA IL 3/12 A $29.40; ATTUALE $28.64; PERF –2.59%)

YHOO (APERTA IL 13/12 A $37.65; ATTUALE $30.55; PERF –18.86%)

NTAP (APERTA IL 7/1 A $30.60; CHIUSA IL 15/2 A $34.60; PERF +13.07%)

AMWD (APERTA IL 19/1 A $45.20; CHIUSA IL 22/2 A $41.03; PERF –9.23%)

DELL (APERTA IL 4/2 A $41.10; CHIUSA IL 11/2 A $39.80; PERF –3.16%)

LCRY (APERTA IL 7/2 A $22.20; CHIUSA IL 11/2 A $23.30; PERF 4.95%)

SYNA (APERTA IL 7/2 A $34.70; CHIUSA IL 9/2 A $32.50; PERF –6.34%)

STX (APERTA IL 9/2 A $17.45; CHIUSA IL 24/2 A $17.10; PERF –2.01%)

TSRA (APERTA IL 10/2 A $38.60; CHIUSA IL 14/2 A $43.12; PERF –11.71%)

DOW (APERTA IL 11/2 A $51.10; CHIUSA IL 16/2 A $53.40; PERF +4.50%)

TSRA (APERTA IL 16/2 A $40.18; ATTUALE $39.40; PERF –1.94%)

FO (APERTA IL 18/2 A $83.60; ATTUALE $81.36; PERF –2.68%)

HON (APERTA IL 23/2 A $37.30; ATTUALE $37.38; PERF +0.21%)

POSIZIONI RIBASSISTE:

EBAY (APERTA IL 17/2 A $43.20; ATTUALE $41.86; PERF +3.10%)

BORSA: INDICI USA STABILI, GIORNATA-NO PER INTERNET /ANSA

ROMA, 24 feb – Giornata sostanzialmente priva di spunti degni di particolare interesse quella odierna di Borsa a New York, ove si eccettui il forte calo dei due titoli leader del comparto Internet, vale a dire Google e Yahoo!. Più in generale, il mercato azionario ha fino a questo momento oscillato a seconda delle variazioni del prezzo del petrolio, dapprima in rialzo e adesso sotto i 51 dollari al barile.

Quanto ai due dati macroeconomici odierni, non hanno influenzato più di tanto l’ andamento delle contrattazioni, come del resto si sta verificando ormai da parecchio tempo a questa parte. In ogni caso, gli ordini di beni durevoli sono scesi dello 0,9% a gennaio, molto sopra le attese, mentre le richieste di sussidio di disoccupazione – a quota 312mila – sono state anche in questo caso superiori alle previsioni.

L’ andamento oscillante del prezzo del petrolio non ha peraltro rallentato la corsa dei titoli del comparto, con Exxon Mobil – che proprio nei giorni scorsi è diventata la prima società al mondo per capitalizzazione – in crescita di 44 cents, a 59,86 dollari, mentre ConocoPhillips sale di 1,59 dollari, a 108,79.

Nel comparto Internet, Google perde vistosamente terreno, -8,88 dollari, a 185,07 dollari, mentre Yahoo! a sua volta è in ribasso di 1,47 dollari, a 30,65. I due maggiori motori di ricerca risentono delle indicazioni negative venute da un analista di RBC Capital Markests, Jordan Rohan, che ha tagliato la valutazione su entrambi al livello di ‘sector perform’, cioé in linea con l’ andamento del settore.

Oltre a questo, sia Google che Yahoo! sono stati penalizzati in Borsa dalla notizia che America Online, la divisione Internet del Gruppo Time Warner, a partire da oggi ha lanciato un nuovo motore di ricerca in grado di fornire all’ utenza indicazioni specifiche relative all’ area di appartenenza geografica. Sempre nel comparto Internet, crolla la quotazione di FindWhat.com, -22% a 10,54 dollari.

Il servizio di pubblicità online infatti ha comunicato ieri che nel primo trimestre l’ utile sarà pari a 15 cents per azione al massimo, contro i 20 cents messi in conto dagli analisti. A sua volta Ask Jeeves, cui fanno capo alcuni siti di ricerca online, perde 1,46 dollari, a 21,79. Fra i farmaceutici, Pfizer è in ribasso di 23 cents, a 26,08 dollari, dopo l’ annuncio dell’ acquisto della società biotecnologica Idun Pharmaceuticals, per un controvalore non precisato.

Nel comparto dei media, Viacom soffre dopo aver comunicato i conti trimestrali, chiusisi con un maxi-svalutazione di asset dell’ importo di 18 miliardi di dollari. Il titolo arretra così di 1,12 dollari, a 34,62 dollari; la svalutazione ha interessato in particolare gli asset radiofonici del Gruppo, che è numero tre nella classifica dei media statunitensi.

Fra i titoli del settore alimentare, ancora un tonfo per Krispy Kreme, l’ azienda nota per la produzione delle ciambelle, i doughnuts, che flette del 10%, a 5,16 dollari, conseguenza a sua volta dell’ apertura di un’ inchiesta sui conti da parte della procura di New York, dopo che un’ analoga iniziativa era stata già presa dalla Sec, organo di vigilanza sul mercato azionario statunitense. Fra le utilities, Duke Energy avanza invece di 18 cents, a 26,53 dollari, dopo aver annunciato una cessione che permetterà di finanziare un buy-back, cioé un riacquisto di azioni proprie, fino a 2,5 miliardi di dollari.

Attorno alle 18.00 ora italiana l’ indice Dow Jones segna -0,01% a 10.672,39 punti, il Nasdaq composite perde lo 0,22% a 2.026,87 e lo S&P 500 segna -0,02% a 1.190,52.