WALL ST: GIORNATA EUFORICA SUI MERCATI AMERICANI

30 Marzo 2005, di Redazione Wall Street Italia

Dopo le pesanti perdite delle ultime settimane, che avevano fatto scivolare martedi’ gli indici azionari Usa ai minimi del 2005, sui mercati americani e’ tornata l’euforia. Il Dow Jones ha guadagnato l’1.30% a 10540, l’S&P500 l’1.38% a 1181 e il Nasdaq l’1.61% a 2005.

Molti operatori ritengono che il recente selloff dei mercati abbia creato una situazione di ipervenduto. Il poderoso rimbalzo di mercoledi’, quindi, era necessario (anche se potrebbe essere solo “tecnico” e di breve durata, secondo alcuni analisti).

Dopo aver toccato il massimo di 4 anni il 4 marzo scorso, il Dow Jones e’ riuscito a chiudere in rialzo soltanto 5 volte, e lo S&P 500 ha guadagnato terreno 7 volte nelle ultime 17 sedute.

“I compratori sono usciti alla luce, visto che molto cash era in panchina”, dice Jay Suskind, responsabile dell’equity trading di Ryan Beck & Co. Secondo molti analisti, pero’, il potente rialzo di mercoledi’ potrebbe essere stato favorito sia dallo short-covering (ricoperture di ribassisti) sia dal window-dressing (l’abbellimento dei conti dei gestori di fondi per la fine del mese e del primo trimestre 2005). Cio’ significa che potrebbero forse verificarsi prese di profitto in apertura giovedi’, anche alla luce del dato sulla dissoccupazione previsto per venerdi’ prossimo.

Il volume al New York Stock Exchange e’ stato di 2.07 miliardi di azioni scambiate, con i titoli in rialzo che hanno battuto quelli in ribasso 3 a 1. Sul Nasdaq il volume e’ stato di 1.71 miliardi di azioni, con i rialzi in testa ai ribassi per 7 a 3.

Oltre alle condizioni tecniche, al forte rally dei mercati hanno contribuito soprattutto i dati positivi dal fronte macro-economico. Anche se leggermente inferiore alle previsioni (+4.0%), il prodotto interno lordo degli Stati uniti nel quarto trimestre 2004 e’ cresciuto del 3.8% (ma cio’ e’ stato interpretato in positivo come una minore preoccupazione sul fronte inflazione; infatti i bond hanno guadagnato terreno e i tasi sono calati). Per l’ intero 2004 l’incremento del Pil Usa è stato di ben +4,4%, il livello piu’ sostenuto dal 1999 e nettamente superiore al +3,0% segnato nel 2003: l’indicatore e’ una dimostrazione evidente di come l’economia americana sia in pieno boom (a un tasso di crescita che e’ oltre quattro volte quello del Pil italiano: +1%).

Positivo anche il contributo delle notizie dal settore energetico. In seguito alla comunicazione dei dati sulle scorte di petrolio (+5.4 milioni contro il consensus di 2.5 mln), il prezzo del greggio e’ calato al di sotto dei $53, anche se ha poi recuperato nel finale. Il contratto future con scadenza maggio ha chiuso la sessione in ribasso di 24 centesimi a quota $53.99 al barile.

Sul fronte societario si sono distinti in positivo i settori aereo, trainato dalla brillante performance di AMR Corp, Internet e software. Buone notizie dal comparto hi-tech: Micron Technology, numero 3 al mondo dei chip di memoria per computer, ha riportato risultati trimestrali migliori delle attese, realizzando un profitto contro la perdita dello stesso periodo dell’anno precedente.

Tra le blue chip, l’unica societa’ a non partecipare al rally e’ American International Group, che ha riportato una perdita di oltre l’1% dopo aver rimandato per la seconda volta la data della comunicazione trimestrale.

Intanto continua la battaglia per il takeover di MCI, il giorno dopo che il gruppo telecom ha accettato la nuova offerta di Verizon. Il mercato si attende una controproposta da parte del board di Qwest Communications (rivale di Verizon per il controllo di MCI), che dovrebbe di nuovo alzare il prezzo di offerta. Ricordiamo che martedi’ Verizon ha aumentato l’offerta a $7.6 miliardi.

Sugli altri mercati, l’euro e’ in ribasso nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.2936. In ribasso anche l’oro: il future con scadenza aprile ha perso $1.6 a $427.00 all’oncia. In lieve rialzo i titoli di Stato: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.56% dal 4.59% di martedi’.