WALL ST: FORTE VOLATILITA’, MALE IL DATO MACRO

25 Aprile 2008, di Redazione Wall Street Italia

Dopo l’avvio contrastato, sia il Dow Jones che l’S&P500 hanno raggiunto il Nasdaq in territorio negativo (controlla la performance degli indici in tempo reale). A spingere al ribasso l’azionario e’ stato l’ultimo dato sulla fiducia Michigan che ha evidenziato un crollo dell’indicatore ai minimi di 26 anni.

Ad intensificare il calo del comparto tecnologico sono i risultati fiscali diffusi nell’after hour di ieri sera dal colosso informatico Microsoft (MSFT). L’azienda di Bill Gates ha battuto le attese degli analisti e annunciato un outlook stellare per l’anno fiscale 2009, ma il calo dei profitti e le vendite del nuovo sistema operativo (peggiori del consensus) hanno lasciato l’amaro nella bocca di molti investitori: il titolo scende di 6 punti percentuali.

Migliore la reazione alla trimestrale di American Express (AXP) che ha rafforzato l’opinione che la crisi del credito sia prossima alla fine. La societa’ ha riportato un calo dei profitti, ma ha battuto le attese degli analisti. Il titolo avanza di oltre il 4% nelle nei primissimi minuti di scambi. “C’e come l’impressione che la crisi sia finalemnte giunta alla fine. Sembra che la fiducia degli investitori sia nuovamente in crescita” ha affermato Rick Meckler, presidente di LibertyView Capital Management.

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La settimana prossima la Fed si riunira’ per la decisione sui tassi d’interesse. Non e’ ancora certo quale sara’ l’esito della riunione, le possibilita’ che il costo del denaro venga lasciato agli attuali livelli sono cresciute nell’ultima settimana. A beneficiare di cio’ e’ il dollaro che continua a guadagnare terreno nei confronti della moneta europea. Sul valutario, il cambio tra le due divise e’ pari a 1.5610.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il petrolio ha ripreso a guadagnare terreno. I futures con consegna giugno segnano un progresso di $1.97 a $118.03 al barile. Avanza di $6.00 l’oro a $895.40 l’oncia. In calo infine i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.847%.

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