WALL ST: FED E GREGGIO AFFOSSANO I LISTINI

21 Maggio 2008, di Redazione Wall Street Italia

Altra giornata pesante per la borsa statunitense, pressata dal nuovo record del greggio e dai verbali Fed sulla riunione svoltasi a fine aprile. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno l’1.77% a 12601, l’S&P500 l’1.60% a 1390, il Nasdaq ha ceduto l’1.77% a 2488. In assenza di catalizzatori di breve periodo, gli operatori hanno continuato ad alleggerire le posizioni sull’azionario, preoccupati dall’incremento dell’inflazione e dall’outlook economico.

La Banca Centrale americana ha segnalato una pausa nel ciclo di tagli al costo del denaro. Gia’ martedi’ il vice-presidente Donald Kohn aveva anticipato che l’attuale politca monetaria appare ben bilanciata per promuovere una crescita moderata dell’economia. Dai dettagli sono emersi pero’ segnali poco incoraggianti. Il mercato del lavoro continua ad apparire debole ed e’ prevista una crescita del tasso di disoccupazione nei prossimi mesi. Inoltre, non si e’ ancora ravvisato alcun segnale di ‘bottom’ per il mercato immobiliare.

Cio’ ha portato la Federal Reserve a rivedere al ribasso le stime di crescita per l’anno in corso, previcamente ad un range di 0.3%-1.2% dal precedente 1.3%-2%. Il Prodotto Interno Lordo dovrebbe dunque registrare un’ulteriore contrazione nel secondo trimestre ma potrebbe iniziare a dare segnali di ripresa a partire dalla seconda meta’ dell’anno (in parte grazie al pacchetto di stimoli fiscali).

Gli elevati prezzi del petrolio e dei generi alimentari probabilmente continueranno a mantenere elevata l’inflazione, e restano alcuni rischi al ribasso per l’attivita’ economica. A tal proposito, anche oggi il greggio ha continuato a spingersi con forza al rialzo, supportato dall’inatteso calo delle scorte settimanali, scese di oltre 5 milioni di barili. I futures con consegna luglio, ora quelli di riferimento, si sono spinti fino a toccare un picco di $133.72, per poi chiudere a quota $133.17, in progresso di $4.19 (+3.3%). A poco sono servite le parole ‘rassicuratrici’del Segretario Generale dell’OPEC.

Il fatto non puo’ che alimentare nuove tensioni tra gli operatori su un’ulteriore impennata della dinamica inflazionistica, soprattutto dopo il forte rialzo dei prezzi alla produzione registrato martedi’. “La Fed deve avere chiaro in mente cosa fare” ha affermato Quincy Krosby, chief investment strategist di The Hartford “Insomma: vogliono promuovere la crescita o garantire la stabilita’ dei prezzi? Si tratta di due obiettivi in conflitto, bisogna scegliere”.

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A risentire maggiormente del forte incremento dei prezzi eneergetici sono state senza dubbio le compagnie aeree. American Airlines (AMR) ha comunicato che iniziera’ a “tassare” $15 sul primo bagaglio imbarcato per cliente, ridurre i voli nazionali e probabilmente tagliare la forza lavoro. Il titolo e’ crollato -24%. L’indice settoriale (XAL) ha registrato un tonfo giornaliero del 12%.

In netto calo anche i titoli finanziari. L’agenzia Moody’s ha confermato che avviera’ un’ispezione su possibili errori telematici relativi alla qualita’ del rating conferito ad alcuni asset, poi crollati in valore. JP Morgan (JPM) e Bank Of Amarica (BAC) hanno perso piu’ del 2%, Citigroup (C) ha ceduto il 4%.

Nel comparto hi-tech, riflettori puntati su Hewlett-Packard (HPQ). Il colosso informatico ha riportato una trimestrale in linea con le attese, accompagnata da un incremento dei margini operativi. La robusta crescita all’estero e’ stata sufficiente ad offuscare la debolezza del mercato domestico. Ma cio’ non e’ bastato a spingere il titolo in rialzo: “Nel complesso i risultati sono stati buoni, ma due aree restano sotto pressione, e queste sono il mercato interno e il business dei server” ha commentato Shaw Wu, analista di American Technology Research.

Restando nel comparto hi-tech, Analog Devices (ADI) ha riportato un aumento dei profitti del 6%; il produttore software Intuit (INTU) ha battuto le stime sugli utili del terzo trimestre fiscale; Micron Technology (MU) ha ricevuto un upgrade da Deutsche Bank.

Sugli altri mercati, sul valutario, euro in ancora in buon rialzo rispetto dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.5786. In progresso l’oro. I futures con consegna giugno sul metallo prezioso sono avanzati di $8.40 a $928.60 l’oncia. Seduta in calo infine per i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.8220% dal 3.7760% di martedi’.

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