WALL ST.: E’ L’ALTA VOLATILITA’ A FARLA DA PADRONA

16 Marzo 2004, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici americani hanno chiuso in positivo la seduta in cui la Federal Reserve ha mantenuto invariati i tassi d’interesse, come ampiamente previsto.

Il Dow guida il gruppo degli indici con un rialzo di 81.78 punti, +0.81%, a 10,184.67, soprattutto grazie alla performance di 3M (MMM) salita del 5%. Lo S&P 500 e’ cresciuto di 6.21 punti, +0.56%, a 1110.70, e il Nasdaq ha fatto un gradino in piu’, 3.88 punti, cioe’ lo 0.20%, a 1943.08.

Ma cio’ non dice nulla della volatilita’ intraday. Basti segnalare che il Nasdaq nella fase iniziale della seduta era in guadagno di oltre l’1%.

Il volume al New York Stock Exchange e’ ancora relativamente basso, 1.5 miliardi di titoli scambiati, con quelli in crescita che battono quelli in calo per 5 a 4. Circa 2 miliardi di azioni (quindi volume forte) sono passate di mano al Nasdaq, con i titoli in ribasso leggermente piu’ numerosi di quelli in rialzo.

La borsa di New York aveva perso verso meta’ seduta l’abbrivio dell’apertura, con prese di beneficio in particolare sui titoli tecnologici. L’indice hi-tech, dopo essersi spinto fino a un massimo di quota 1961 nel corso della mattinata, e’ passato poi in rosso fino a minimi di quota 1932. Hanno avuto effetto sul calo anche una serie di rumors su episodi di terrorismo, che si sono rivelati per fortuna non veri, ma che per tutta la seduta hanno piagato le contrattazioni a conferma che sulla borsa di New York c’e’ ancora molto nervosismo (vedi in INSIDER).

La Banca Centrale Usa ha lasciato i tassi invariati all’1%, cioe’ ai minimi di 46 anni. Ma le attese del mercato, concentrate sui possibili commenti della Fed sullo stato dell’economia Usa e del mercato del lavoro, sono state in parte deluse.

Se l’obiettivo era quello di percepire entro quanto tempo la banca centrale prevede di alzare il costo del denaro, Alan Greenspan e gli altri governatori hanno di fatto tratteggiato nel comunicato finale (vedi articolo in Prima Pagina) un quadro meno brillante (soprattutto per quanto riguarda proprio il mondo del lavoro) rispetto a quello del precedente incontro del Federal Open Market Committee, tenutosi il 28 gennaio scorso.

La Federal Reserve ha sottolineato infatti la lentezza dell’economia Usa nel creare nuovi posti di lavoro: una considerazione che ha permesso si’ di tenere fermi i tassi d’interesse (come auspicato dagli operatori di Wall Street) ma ha anche allarmato trader e broker, che vedono allontanarsi quel rilancio del lavoro necessario per completare la ripresa economica statunitense avviata nella seconda metà del 2003. Di qui anche l’ottovolante degli indici, con il Dow Jones in rosso appena un’ora dopo la decisione Fed.

I dati diffusi in mattinata sul settore immobiliare, un comparto finora tra i piu’ robusti dell’economia Usa, hanno deluso le aspettative del mercato. Nel mese di febbraio i nuovi cantieri edili negli Stati Uniti sono scesi del 4% a quota 1,855 milioni. Gli analisti si aspettavano un valore di 1,940 milioni.

Dal fronte societario, tuttavia, ci sono state diverse buone notizie. La conglomerata industriale 3M, la migliore del Dow Jones, ha alzato le previsioni sui risultati del primo trimestre e del 2004 al di sopra delle stime del consensus.

La banca d’affari Lehman Brothers ha registrato un aumento degli utili su base annua del 125% (ma il titolo non ha registrato grandi movimenti). A parte 3M, i maggiori guadagni tra le blue chip li realizzano Caterpillar, Alcoa, e DuPont. Guidano la lista dei peggiori Honeywell, Kodak e Boeing.

Proseguono, inoltre, le operazioni di fusioni e acquisizioni. BancWest, divisione di BNP Paribas, acquisira’ Community First Bankshares per una cifra di circa $1.2 miliardi, offrendo un premio del 15% sul prezzo delle azioni di quest’ultima.

Sugli altri mercati, i titoli di Stato Usa hanno continuato a salire di prezzo, con il rendimento sul Treasury a 10 anni in calo al 3.69%. Il dollaro ha recuperato sull’euro, dopo la flessione registrata in mattinata: sulla divisa comunitaria pesa l’inatteso calo del sentiment in Germania sull’andamento dell’economia tedesca. Il cambio euro/dollaro a fine giornata a New York era a 1.2245.

Tornando all’equity, tra i titoli in rialzo, spicca la casa cinematografica Metro-Goldwyn-Mayer, salita di oltre il 9%, dopo avere dichiarato di volere offrire agli azionisti un dividendo ‘una tantum’ pari a $6-9 per azione. Bene anche il gruppo bancario Community First, progredito intorno al 14% dopo l’annuncio del suo acquisto, per 1,2 miliardi di dollari, da parte di BancWest, divisione americana dell’istituto di credito francese Bnp Paribas.

Fra i settori contrastati, infine, il tecnologico, con Veritas che perde intorno all’8% e Ciena -8,5%; deboli per quasi tutta la seduta Oracle e Microsoft, mentre Cisco è cresciuta di circa un punto percentuale.