WALL ST: DOW FA A PUGNI CON I 10.000, BANCHE SU

5 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Al giro di boa, sul mercato azionario si riscontra una certa debolezza, con gli investitori che stanno cercando di scavare a fondo nei numeri pubblicati dal governo sull’occupazione, alla ricerca dei significati per l’intensita’ e durata della ripresa dell’economia.

Il Dow Jones ha tentato piu’ volte di superare la soglia dei 10000, ma invano. Il paniere delle blue chip fa fatica a tenere un livello perche’ gli investitori temono che il selloff accusato di recente potrebbe segnare in realta’ l’inizio di una fase di correzione.

Tuttavia va segnalato che a meta’ seduta rimangono ben intonate banche e tecnologici, mentre retail e farmaceutici sono i settori che perdono piu’ terreno.

Tra i singoli titoli, vengono schiacciate in fondo al Dow Merk, Kraft e Chevron, mentre Travelers, Bank of America e JP Morgan si mantengono in vetta all’indice.

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Dal report mensile sulla situazione occupazionale e’ emerso che in gennaio l’economia americana ha bruciato inaspettatamente 20 mila posti di lavoro nel settore non agricolo, mentre il tasso di disoccupazione e’ sceso sui minimi da agosto, al 9.7% dal 10% del mese precedente, livello quest’ultimo che corrisponde con quello previsto dagli analisti. Per quanto riguarda i posti di lavoro, gli economisti sono invece rimasti delusi, in quanto si attendevano la creazione di 15.000 posti.

Inoltre nei cinque mesi conclusisi a dicembre, i dati sono stati rivisti al ribasso, mostrando che in realta’ 245.000 americani piu’ del previsto hanno perso il posto. Tuttavia gli economisti non hanno battuto ciglio, segnalando che il miglioramento del fronte occupazionale e’ evidente anche se va a rilento.

Le aziende attive nel settore delle costruzioni, dei trasporti e dei magazzini hanno continuato ad apportare tagli al personale, mentre le societa’ di lavoro temporaneo e vendite al dettaglio hanno creato posti di lavoro.

Gli operatori continuano tra l’altro ad essere preoccupati per lo stato di salute delle economie di diversi Paesi europei e in particolare i timori sul debito sovrano di Grecia, Spagna e Portogallo.

All’interno della sfera societaria, Standard & Poor’s ha deciso di mettere sotto osservazione i rating di Toyota con possibile downgrade per i rischi “di perdita di fiducia” della clientela. Oggi il numero uno del gruppo ha rotto il silenzio con una conferenza stampa durante la quale ha espresso le sue piu’ sentite scuse per i casi di difetti agli impianti frenanti delle auto.

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti:
Volatility-VXX +2.1%, Natural Gas-UNG +1.9%, Semis-SMH/IGW +1.1%, REITs-IYR/ICF +0.8%, Livestock-COW +0.8% e Dollar-UUP +0.7%. Le peggiori: Austria-EWO -3.7%, Heating Oil-UHN -3.6%, RBOB Gasoline-UGA -3.6%, France-EWQ -3.5%, Italy-EWI -3.4%, The Netherlands-EWN -3.4%, Crude Oil-USO -3.0%, Silver-SLV -3.0%, Belgium-EWK -3.0%, Global Shippers-SEA -2.9%, Switzerland-EWL -2.8%, Brazil-EWZ -2.7%, Commodities-GSG -2.6% e Solar Energy-TAN -2.3%.

Alle 18:45 circa il volume di scambio e’ di 600 milioni di pezzi al NYSE e 1.25 miliardi al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 851 a 2124 al Nyse e 1023 a 1499 milioni al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 20 a 19 al NYSE e 10 a 43 al Nasdaq.