WALL ST. DIVISA IN DUE: DOW PIATTO, ACCELERA IL NASDAQ

10 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

Il mercato azionario a stelle e strisce e’ riuscito, anche se a fatica, a chiudere in progresso una seduta che ha visto un miglioramento del mercato dei bond societari e una nuova serie di operazioni di M&A, entrambi segnali di un rafforzamento dell’economia.

Cio’ ha consentito di mettere da parte i timori circa una stretta monetaria sempre piu’ vicina in Cina. Il Dow e’ avanzato dello 0.03% a quota 10567 punti, mentre l’S&P 500 dello 0.45% in area 1145.61. Molto meglio il Nasdaq, avanzato dello 0.78%.

Tra i singoli titoli Citigroup continua la sua corsa, forte di un progresso del 3.7%. La banca ha collocato titoli privilegiati aumentando i livelli di capitale. Stesso discorso si puo’ fare per il gruppo assicurativo American International Group. I titoli hanno fatto un’accelerazione di quasi 15 punti percentuali dopo il balzo della vigilia, favoriti dalle speculazioni secondo cui la vendita di asset migliorera’ la posizione creditizia della societa’.

Sul Dow a mettersi in bella mostra sono invece Boeing e Bank of America, che hanno accumulato in giornata guadagni di almeno il 2%. I rialzi hanno permesso al paniere delle blue chip di riprendersi dopo un temporaneo passaggio in rosso dovuto alle paure che la Cina potrebbe aver presto bisogno di fare qualcosa per combattere l’inflazione.

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“La grande domanda che si fanno tutti e’: e ora dove andremo a parare?”, ha osservato l’analista di Oabrook Investiments, Peter Jankovskis, raggiunto da Bloomberg. “Abbiamo assistito ad un rally molto energico dai minimi.

Ci si aspetta certamente un miglioramento delle condizioni generali. Il sistema finanziario si e’ stabilizzato, tuttavia non abbiamo a disposizione abbastanza prove per dire con certezza che e’ sostenibile. La gente vuole ottenere altri dettagli prima di decidere quale direzione prendere”. E’ molto probabile, comunque, che un segnale deciso da parte degli investitori arrivi nei prossimi giorni con i dati sui sussidi, le vendite retail e la fiducia dei consumatori.

Oggi la giornata macro ha riguardato le richieste di mutui ipotecari, che negli Stati Uniti hanno segnato un rialzo dello 0,5% la scorsa settimana. A questo dato si e’ aggiunto quello delle scorte di magazzino all’ingrosso, inaspettatamente in calo a gennaio. Nel frattempo gli economisti hanno rivisto al rialzo le stime sulla crescita negli States per fino anno al 3.1% ma hanno limato quelle per l’anno prossimo al 3%.

Nouriel Roubini, dal canto suo, attribuisce una probabilita’ del 20% a una doppia ricaduta dell’economia mentre ‘ del 60% quella per una ripresa a U. Nel frattempo, dopo che il governo ha aumentato le spese nel tentativo di rilanciare l’economia, in febbraio il budget del Tesoro si e’ ampliato a $221 miliardi, su livelli record. Se continua di questo passo il deficit quest’anno superera’ i $1400 miliardi registrati nell’esercizio fiscale precedente, periodo che si e’ concluso lo scorso settembre.

A livello settoriale, ben comprato il comparto aereo: sembra che i viaggiatori in classe business stiano aumentando. Massimi da 52 settimane per American Airlines (arrivata a guadagnare anche il 7%), Continental e US Airways. Restano comunque i dubbi legati al fatto che le compagnie aeree sono in balia della volatilita’ del prezzo del greggio e di costi operativi in rialzo.

Tra i titoli farmaceutici, Facet fa da traino con un +60% circa. La societa’ verra’ acquisita da Abbott Laboratories con un’offerta cash da $27 per azione (valore cui si sta avvicinando il titolo, che guadagna $10 rispetto alla chiusura di ieri). Biogen, che per rivelare la stessa societa’ aveva messo sul piatto $17.50, guadagna un +1%. Vola InterMune (+65%) dopo l’ok al farmaco (che si presentera’ sugli scaffali delle farmacie con il nome Esbriet) per curare una grave forma di polmonite.

Nel settore delle tlc, per la terza seduta consecutiva si mette in mostra Sprint Nextel. Da lunedi’ ha guadagnato il 15%. Il tutto dopo che nella prima giornata dell’ottava il direttore finanziario del gruppo ha detto che il debito verra’ ridotto piu’ velocemente del previsto e che ci sara’ una crescita trimestrale dei ricavi per la prima volta in quattro anni. Al contrario, continua a scivolare Ciena che risente ancora della brutta trimestrale.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio tornano a correre. I futures con consegna aprile guadagnano 60 centesimi, pari ad un +0.7%, a quota $82.09 al barile. Le scorte di greggio settimanali sono risultate inferiori alle previsioni. L’Opec ha invece rivisto leggermente al rialzo le stime sulla domanda nel 2010, ma il cartello ha preferito rimanere cauto. Sul valutario la moneta unica viaggia intorno a $1.3649 (l’incremento e’ dello 0.36%). L’oro ha chiuso in calo di $14.20, ovvero dell’1.27%, a quota $1108.10.

Quanto ai Titoli di Stato, il rendimento sul benchmark decennale si attesta al 3.7200%, in crescita di 19 punti base. L’asta di oggi da $21 miliardi constituisce il principale market mover all’indomani della robusta domanda per i titoli a tre anni messi sul mercato per $40 miliardi. Intanto il differenziale di rendimento tra Treasury americani e Bund si e’ allargato toccando i massimi dalla metà del 2007.