WALL ST. DEBOLE, FINANZIARI GIU’ CON WACHOVIA

29 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

La settimana si apre col segno negativo a Wall Street. Gli indici si muovono in deciso ribasso nei minuti iniziali a causa dei timori degli operatori sull’efficacia del piano di salvataggio del Tesoro Usa. Pioggia di Sell sull’intero comparto finanziario, guidato al ribasso dal crollo di Wachovia dopo che Citigroup ha acconsentito a una merger.

Il titolo della banca e’ piombato al di sotto della soglia di $1 (-90%) dopo aver annunciato la vendita delle operazioni bancarie a Citigroup, in un’operazione supportata dalla FDIC e dallo stesso Segretario al Tesoro Paulson, il quale ha affermato che il fallimento del gruppo bancario avrebbe comportato “rischi sistemici”. Dopo il balzo inziale anche Citigroup ha ripreso a trattare in rosso e nei primi minuti di scambi segna una perdita pari a -5%.

Nell’arco del weekend e’ stato raggiunto un accordo sul piano di salvataggio da $700 miliardi proposto dal Tesoro ed in mattinata potrebbe essere approvato dal Congresso. Tuttavia, gli operatori sono preoccupati dal fatto che, nonostante l’approvazione, il programma di Paulson possa rivelarsi insufficiente e poco efficace per restaurare il clima di normalita’ tra gli investitori, rilanciare il mercato del credito e correggere gli eccessi del passato.

Sia gli strategist di Credit Suisse che quelli di Merrill Lynch hanno dichiarato che i $700 miliardi (di cui $250 disponibili subito), per quanto alimentaranno una maggiore liquidita’ sul mercato, potrebbero non essere sufficienti a risolvere interamente i problemi che stanno affliggendo le banche.

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Intanto la crisi inizia a farsi sentire anche in Europa. La banca belga-olandese Fortis ha ottenuto un prestito da $16 miliardi dal governo per evitare la bancarotta, mentre il grosso gruppo inglese di mutui ipotecari Bradford & Bingley e’ stato nazionalizzato dal governo britannico.

Tra i titoli tecnologici, forti vendite sul colosso informatico Apple, in ribasso -7% in seguito ai commenti negativi
degli analisti di Morgan Stanley. Il gruppo di Steve Jobs dovra’ rivedere i piani strategici per rimanere competitivo durante la stagione delle festivita’.

Sugli altri mercati, arretra il petrolio: i futures con consegna novembre segnano un ribasso di $5.38 a $101.51 al barile. Sul valutario, l’euro e’ in calo rispetto al dollaro a quota 1.4360. In leggero progresso l’oro a $891.40 l’oncia (+$2.90). Avanzano i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.7420%.

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