WALL ST. CROLLA, REAZIONE VIOLENTA ALLA BOCCIATURA DEL PIANO DI SALVATAGGIO

29 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Altra drammatica giornata per la borsa americana. Il gia’ debole mercato azionario ha accelerato al ribasso a meta’ sessione affossato dalla clamorosa bocciatura del piano di salvataggio da parte del Parlamento americano. Il Dow Jones ha segnato una perdita di 777 punti (-6.98%) a 10365, l’S&P500 ha ceduto l’8.49% a 1110, il tecnologico Nasdaq ha perso il 9.14% a 1983 (maggior calo da maggio 2000). L’indice industriale, tornato a trattare ai minimi dal 2005, ha segnato il peggior calo di sempre in valore assoluto (nel crash dell’87 segno’ una perdita di 508 punti per una variazione percentuale record di -22%).

Per l’indice S&P500, scivolato al bottom dal 2004, si tratta del peggiore calo giornaliero in percentuale dal 18 ottobre 1987, il famoso Black Monday. Lo S&P500 ha perso il 29% dal massimo dello scorso ottobre. Inoltre oggi e’ la perdita record negativa in termini di capitalizzazione, poiche’ il valore complessivo della borsa Usa e’ crollato di 1.2 trilioni di dollari (1.200 miliardi) in un giorno, cifra pari al costo complessivo della guerra in Iraq in 5 anni, secondo alcune stime.

Si apre cosi’ all’improvviso il peggiore degli scenari possibili per l’economia degli Stati Uniti: il credito rimane assolutamente congelato (dai prestiti interbancari, ai mutui immobiliari, al leasing di auto), le banche vengono salvate o falliscono con ritmi frenetici, il caos politico a Washington e’ totale, la Casa Bianca di George Bush non ha credibilita’ ne’ potere, mentre un’elezione presidenziale cruciale si terra’ in poco piu’ di un mese. La crisi americana si avvita su stessa, l’America e’ in ginocchio.

Con 228 voti contrari e 205 a favore, il piano varato nei giorni scorsi dal Dipartimento del Tesoro non ha ottenuto l’approvazione a Capitol Hill. Sono risultate vane le sollecitazioni del presidente della Fed Bernanke e dello stesso segretario Paulson che hanno entrambi ammonito su “gravi minacce” per l’economia nel caso di una mancata approvazione del piano. Il presidente Usa Bush era intervenuto nuovamente in diretta televisiva in mattinata, prima dell’apertura della borsa, per rassicurare gli americani sulla situazione economico-finanziaria.

Non hanno avuto alcun effetto al fine di contenere le vendite neanche le ultime operazioni della Federal Reserve congiuntamente con le Banche Centrali mondiali relative ad una nuova iniezione di liquidita’ all’interno del mercato finanziario. Molti operatori, gia’ dando per scontato il passaggio del piano, si erano detti poco fiduciosi sul recupero del mercato del credito a causa della limitata efficacia dello stesso programma. Sia gli strategist di Credit Suisse che quelli di Merrill Lynch hanno dichiarato che i $700 miliardi, per quanto alimentaranno una maggiore liquidita’ sul mercato, potrebbero non essere sufficienti a risolvere interamente i problemi che stanno affliggendo le banche.

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Intanto continua a subire ulteriori cambiamenti il panorama bancario. Il titolo della banca Wachovia e’ piombato al di sotto della soglia di $1 (-90%) subito dopo aver annunciato la vendita delle operazioni bancarie a Citigroup, in un’operazione supportata dalla FDIC e dallo stesso Segretario al Tesoro Paulson, il quale ha affermato che il fallimento del gruppo avrebbe comportato “rischi sistemici”.

Pioggia di Sell sull’intero comparto finanziario. Lo spider settoriale (XLF) ha ceduto il 12.76%, Goldman Sachs -7%, Morgan Stanley ha lasciato sul terreno piu’ del 14%, -7.0% per JP Morgan, Bank of America ha chiuso in calo -12%, stessa perdita per il gigante delle carte di credito American Express. La banca regionale National City, finita nel mirino dei ribassisti a causa delle preoccupazioni circa il livello di liquidita’, e’ arretrata del 57% a $1.59.

La crisi non e’ confinata agli Stati Uniti ed inizia a farsi sentire anche in Europa. La banca belga-olandese Fortis ha ottenuto un prestito da $16 miliardi dal governo per evitare la bancarotta, mentre il grosso gruppo inglese di mutui ipotecari Bradford & Bingley e’ stato nazionalizzato dal governo britannico.

Tra i titoli tecnologici, forti vendite sul colosso informatico Apple, in ribasso -17.92% in seguito ai commenti negativi
degli analisti di Morgan Stanley. Il gruppo di Steve Jobs dovra’ rivedere i piani strategici per rimanere competitivo durante la stagione delle festivita’. Il gigante Internet Google ha ceduto l’11.61% al di sotto della soglia psicologica dei $400, ai minimi di due anni.

Sugli altri mercati, in netto calo il petrolio: i futures con consegna novembre hanno perso $10.56 a $96.37 al barile. Sul valutario, in calo l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.4444. In progresso l’oro. I futures con consegna dicembre sul metallo prezioso hanno guadagnato $5.90 a $894.40 l’oncia. In forte rialzo i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.6320%.

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