WALL ST. CONTRASTATA, LA FED SGONFIA I LISTINI

24 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari americani hanno archiviato la seduta contrastati. Gli indici sono stati oggetto di forte volatilita’ dopo la decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi di interesse al minimo storico, come peraltro ampiamente atteso dal mercato. In chiaroscuro gli ultimi aggiornamenti macroeconomici, meglio i risultati aziendali annunciati in giornata. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.28% a 8299, l’S&P500 avanza dello 0.65% a 900, il Nasdaq e’ avanzato dell’1.55 a 1792.

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La Banca Centrale Usa ha confermato che la fase di contrazione economica e’ in rallentamento ma non ha adottato ulteriori misure rispetto a quelle gia’ annunciate nei mesi scorsi in riferimento ai programmi di acquisto di Treasury o di asset MBS (Mortgage-Backed Securities). Il fatto ha parzialmente deluso alcuni operatori, che speravano in nuove mosse da parte di Bernanke & Co. mirate ad una facilitazione della ripresa dell’attivita’ economica.

Ad innescare i forti acquisti nella prima parte della seduta era stato l’ottimo dato sugli ordini di beni durevoli, saliti a maggio +1.8% battendo nettamente le attese degli analisti, spingendo i titoli delle societa’ industriali (tra cui Caterpillar) in buon progresso. Positivo anche il supporto dell’Organizzazione per la Crescita e lo Sviluppo Economico (OCSE) che ha alzato le stime sulla crescita dei 30 Paesi industrializzati per il 2010.

Contenuto l’impatto del debole aggiornamento giunto dal fronte immobiliare che ha evidenziato il calo di vendite di case nuove, deludendo le attese degli economisti che invece avevano previsto un rialzo. Il settore e’ comunque riuscito a chiudere la sessione in rialzo, con lo spider XHB avanzato dello 0.70% circa.

In un’intervista rilasciata a Bloomberg Nouriel Roubini, noto gufo-economista che in tempi non sospetti aveva previsto lo scoppio della crisi, ha intanto fatto sapere che l’economia statunitense si sta in un certo qual modo stabilizzando, mentre il deficit di bilancio rimane motivo di preoccupazione sul medio termine.

A registrare i maggiori rialzi e’ stato il comparto tecnologico trainato al rialzo dalla corsa di Oracle (avanzato di quasi otto punti percentuali). Il secondo maggiore produttore di software al mondo ha riportato conti fiscali superiori alle attese. Il presidente dell’azienda, Safra Catz, ha reso noto che da un po’ di tempo i consumatori stanno manifestando un rinnovato interesse nel settore dei software, un segnale del fatto che si aspettano che la morsa della recessione si allentera’ presto.

Pesantre invece nel comparto chimico il colosso produttore di fertilizzanti Monsanto che, nonostante abbia battuto le attese degli analisti sui conti fiscali, non ha impressionato piu’ di tanto gli operatori sulle prospettive future. A fine giornata il titolo ha ceduto piu’ di quattro punti percentuali.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il petrolio ha chiuso in calo. I futures con scadenza agosto hanno ceduto $0.67 a quota $68.67 al barile. Sul valutario euro in calo nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di mercoledi’ il cambio tra le due valute e’ di $1.3931. In buon progresso l’oro. I contratti con consegna agosto hanno guadagnato $10.10 a $934.40. In ribasso i Titoli di Stato. Il rendimento sui Treasury a 10 anni e’ salito al 3.64% dal 3.60% di martedi’.