WALL ST: COLPO DI RENI FINALE, DOW RECUPERA 100 PUNTI

26 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari Usa hanno chiuso la sessione di borsa contrastati, comunque lontani dai peggiori livelli intraday toccati subito dopo la pubblicazione del deludente dato sul comparto immobiliare. Il Dow Jones e’ arretrato dello 0.10% a 12468, l’S&P500 e’ avanzato dello 0.10% a 1437, il Nasdaq dello 0.27% a 2455. A mettere pressione agli indici e’ stato anche il forte recupero del greggio, tornato a trattare sopra la soglia dei $63 al barile.

Dopo aver digerito i forti rialzi della scorsa settimana (i tre principali indici hanno messo a segno un progresso medio del 3.4%), sull’azionario sono scattati gli ordinativi di vendita (poi sfumati nel finale) originati, oltre che dalle comprensibili prese di beneficio, anche dal ribasso del dato sulla compravendita di case nuove che nel mese di febbraio sono scese del 3.9%, in controtendenza con le attese degli analisti, dopo aver registrato gia’ un crollo (-16%) nel mese precedente.

Si tratta del peggiore livello dal giugno del 2000; ad incrementare i timori di un’ulteriore rallentamento del comparto e’ stato anche l’elevato livello di invenduto, schizzato ai massimi livelli degli ultimi 16 anni.

A poco sembra essere servito dunque il dato positivo comunicato alla fine della scorsa settimana, relativo alle vendite di case esistenti, che aveva temporaneamente affievolito le paure di un brusco rallentamento del comparto (maggiormente indebolito dalla crisi dei mutui ipotecari), e dell’economia piu’ in generale.

L’aggiornamento ha avuto l’effetto di trascinare al ribasso i titoli del settore: il Philadelphia Housing Sector ha perso l’1.4%; Lennar ([[LEN]]), Toll Brothers ([[TOL]]) e KB Home ([[KBH]]) hanno ceduto in media due punti percentuali.

A terminare la seduta in ribasso sono stati anche i titoli del comparto trasporti per via dell’impennata dei prezzi energetici. I futures sul greggio sono avanzati di 63 centesimi a $62.91 sulla scia delle rinnovate tensioni tra Iran ed Occidente e alle ulteriori sanzioni comunicate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nei confronti di Teheran che potrebbero causare una sospensione delle esportazioni di greggio da parte di uno dei maggiori produttori al mondo.

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Tra i titoli del Dow Jones, i maggiori rialzi sono stati registrati da AT&T ([[T]]), Microsoft ([[MSFT]]) e Walt Disney ([[DIS]]). Le peggiori performance giornaliere sono state invece registrate da Verizon ([[VZ]]), Merck ([[MRK]]) e Citigroup ([[C]]); quest’ultima ha annunciato di essere vicina alla conclusione di un piano di ristrutturazione interna che prevede il taglio di 15 mila posti di lavoro.

Nei prossimi giorni l’attenzione degli investitori sara’ polarizzata senza dubbio dai numeri relativi agli ordini di beni durevoli e dall’intervento di Ben Bernanke da cui si spera possano emergere nuove indicazioni sulla politica monetaria (possibilmente una conferma dell’apertura della Banca Centrale ad un vicino taglio dei tassi d’interesse).

Tra le notizie di M&A in evidenza la possibile proposta di Saudi Basic Industries, la piu’ grossa societa’ chimica al mondo per capitalizzazione del mercato, mirata ad acquisire la divisione “plastica” della conglomerata industriale General Electric ([[GE]]).

Il gigante degli pneumatici Goodyear Tire & Rubber ([[GT]]) ha annunciato la vendita dell’unita’ dei prodotti tecnologici alla societa’ di private equity Carlyle Group per un corrispettivo di $1.475 miliardi.

In forte rally le azioni della societa’ fornitrice di attrezzature biomediche Biosite ([[BSTE]]) (+51.3%) sull’accordo di vendita raggiunto con Beckam Coulter ([[BEC]]) per $1.55 miliardi, o $85 per azione.

Sul valutario l’euro ha recuperato sul dollaro risalendo a quota a quota 1.3330. L’oro ha chiuso in rialzo: i contratti sul metallo prezioso sono avanzati di $6.60 a $663.90 l’oncia. In recupero i titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.5870%.