WALL ST: COLPO DI RENI FINALE CON IL GREGGIO

15 Ottobre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver trattato per gran parte della seduta in territorio negativo, gli indici azionari americani sono riusciti ad attraversare la linea di parita’ sul finale chiudendo in rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.47% a 10062, l’S&P500 lo 0.42% a 1096, il Nasdaq lo 0.05% a 2173. Buona la prova del comparto energetico, mentre e’ risultato debole il settore finanziario, appesantito dai cali dei titoli dei colossi bancari Goldman Sachs e Citigroup. I due istituti hanno riportato utili migliori del previsto, che tuttavia non hanno convinto gli investitori come invece era avvenuto alla vigilia con JP Morgan. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare accedendo alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo subito: costa solo 0.77 euro al giorno, provalo ora!

A permettere ai listini di riprendersi dalla debolezza iniziale sono stati gli ultimi dati macroeconomici, che hanno confermato nel complesso un miglioramento dell’attivita’ economica, e la buona performance del settore energetico supportato dal nuovo avanzamento del greggio, balzato di oltre il 3% (+$2.40) a $77.58 al barile in seguito alla comunicazione dei dati settimanali sulle scorte. I due colossi del comparto, Chevron ed Exxon Mobil, hanno guadagnato in media l’1.5%. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare accedendo alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo subito: costa solo 76 centesimi al giorno, provalo ora!

Il settore finanziario e’ apparso sotto pressione in seguito alle trimestrali di Goldman e Citi che, pur battendo le stime di Wall Street, non sono ruscite a rispettare le attese piu’ ottimiste che molti analisti avrvano assunto sulla scia dei brillanti numeri della rivale JP Morgan. “Il mercato era alla ricerca di risultati solidi, che sono anche arrivati in parte, e non e’ riuscito a spingere ulteriormente il rally, come invece sarebbe potuto accadere in altre occasioni” ha dichiarato Alan Gayle, di RidgeWorth.

Goldman Sachs ha riportato profitti quasi quadruplicati, grazie soprattutto alle attivita’ di trading. La perdita complessiva di Citigroup e’ stata piu’ contenuta del previsto, ma la societa’ si e’ vista costretta a registrare in bilancio una perdita sul credito pari a $8 miliardi. I due titoli sono arretrati rispettivamente del 2.10% e del 5.4%.

Poco esaltante anche la prova del comparto tecnologico che ha risentito della prima perdita netta degli ultimi 13 anni della societa’ di telefoni cellulari Nokia. Le societa’ leader nelle vendite di smartphone, tra cui Apple, Research In Motion e Palm, hanno tutte chiuso in rosso. In calo anche Google e IBM che comunicheranno le rispettive trimestrali subito dopo il suono della campanella.

Complessivamente positivi gli ultimi segnali giunti dal fronte macroeconomico. L’attivita’ manifatturiera dell’area di New York ha continuato ad espandersi salendo sui massimi di cinque anni; le richieste di sussidi di disoccupazione sono risultate in calo piu’ del previsto, sui minimi di nove mesi. A deludere e’ stato invece l’indice della Fed di Philadelphia, da cui e’ emersa una riduzione dell’attivita’ manifatturiera della regione superiore alle previsioni. I prezzi al consumo hanno infine registrato una varizione positiva dello 0.2% nel mese di settembre, in linea con le stime, mostrando che l’inflazione non dovrebbe rappresentare una minaccia mentre l’economia tenta di emergere dalla recessione piu’ grave dai tempi della Grande Depressione.

“Le cifre macro sono state migliori delle attese ma i problemi non sono spariti di punto in bianco”, sottolinea Stanley Nabi, vice presidente del grupo Silvercrest Asset Management. “Il mercato azionario ha bisogno di prendersi una pausa finche’ non avremo a disposizione il grosso delle cifre trimestrali”.

Sugli altri mercati, sul valutario, sostanzialmente stabile l’euro nei confronti del dollaro. Nella tarda serata di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ pari a 1.4919. In ribasso l’oro: i futures con scadenza dicembre hanno ceduto $14.10 a quota $1050.60 l’oncia. In calo infine anche i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.47% dal 3.4230% di mercoledi’.

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