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WALL ST: CHIUSURA CONTRASTATA PER I LISTINI USA

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Seduta contrastata per i listini americani, che faticano a trovare una direzione precisa dopo i recenti sbalzi di petrolio, tassi d’interesse e dollaro. Il Dow Jones ha chiuso in progresso dello 0.42% a 10851%, l’S&P500 ha guadagnato lo 0.19% a 1209 e il Nasdaq, in calo frazionale (-0.08%), si e’ attestato a 2059.

Dopo le ultime sessioni negative, caratterizzate dalla crescente paura per un aumento dell’inflazione, del petrolio e dei tassi d’interesse, i listini americani ancora stentano a riprendere con decisione la via dei guadagni.

Non hanno ridato smalto agli indici gli ultimi dati dal fronte macroeconomico. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione la settimana scorsa sono salite di 17.000 unita’ a quota 327.000. Si tratta del livello piu’ elevato da inizio gennaio. Il consensus del mercato era per un calo a 309.000 unita’.

Maggiori delle attese, inoltre, i dati sulle scorte di magazzino all’ingrosso
A gennaio sono saliti dell’1.1%, (consensus +0.6%), trainati soprattutto dal settore abbigliamento e auto.

Passando alla cronaca societaria, protagonista della seduta odierna e’ stato il comparto dei chip. National Semiconductor ha diffuso un certo buonumore nel settore dopo aver riportato utili superiori alle stime e aver annunciato un outlook favorevole per il prossimo trimestre. Ottimista sulla prossima trimestrale anche Altera, che ha rivisto al rialzo le stime sulle vendite, e Motorola, che beneficia dei commenti positivi di Deutsche Bank. Notevoli, tra le altre, le performance di RF Micro Devices e di Volterra Semiconductor, che hanno chiuso in rialzo rispettivametne del 9% e 13%.

Ancora in ambito di semiconduttori, occhi puntati sul colosso Intel che, dopo la chiusura delle borse, terra’ il consueto aggiornamento infratrimestrale sull’andamento del business. L’azienda e’ considerata una cartina di tornasole per il comparto dei semiconduttori e per l’intera industria dell’hi-tech.

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Tra le blue chip del Dow Jones, hanno realizzato guadagni superiori all’1% General Motors, Caterpillar e United Tech. In rosso, invece, Exxon Mobil, Alcoa e Du Pont.
Sotto tono il settore aereo, indebolito dal pesante calo di Delta Air Lines (-12%) dopo che la societa’ ha comunicato previsioni pessimistiche per il 2005. Tra le cause, la riduzione del numero di passeggeri, l’alto prezzo del carburante e le pressioni sui costi.

Sugli altri mercati, ha chiuso in ribasso il petrolio. Il contratto future con scadenza aprile ha ceduto $1.23 a $53.54 al barile. Ricordiamo che nella sessione di mercoledi’ il prezzo del greggio e’ balzato a quota $55.65, a un soffio dal massimo storico di $55.67.

Il mancato raggiungimento di tale livello ha alimentato gli ordini di vendita, estendendo il sell-off iniziato nel tardo pomeriggio di mercoledi’. Ad arrestare la corsa del petrolio sono anche i dati sulle importazioni cinesi che, nei mesi di gennaio e febbraio, sono calate del 13% su base annuale.

Netta inversione di rotta al rialzo per i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni ha ceduto i guadagni di inizio mattinata ed e’ ora al 4.46% contro il 4.51% della chiusura di ieri. Sul mercato valutario, l’euro e’ in rialzo nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.3428. Infine l’oro ha chiuso in progresso di 40 centesimi a $443.30 all’oncia.