WALL ST. CHIUDE PIATTA NONOSTANTE IL SUPER-PIL

25 Novembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura anemica a Wall Street, con gli indici incapaci di staccarsi dalla parita’ nonostante le notizie brillanti dal fronte economico.

Il Dow Jones ha chiuso con +0.17% a 9763, il Nasdaq cede -0.21% a 1943 e l’S&P500 guadagna +0.17% a 1053 punti.

La notizia del giorno, mentre i volumi gia’ si assottigliano per le feste di Tanksgiving e’ che nel terzo trimestre il Pil americano e’ stato rivisto al rialzo dal 7.2% all’8.2%: e’ il livello di crescita piu’ sostenuto degli ultimi 20 anni, e ben superiore a quello atteso in media dagli economisti (+7.7%).

Si tratta di un dato particolarmente positivo (una crescita dimile non si vedeva in America dal 1984, alla Casa Bianca c’era Ronald Reagan) che mostra in pieno gli effetti degli stimoli economici e monetari partiti dalla Casa Bianca e dalla Federal Reserve. E’ importante sottolineare che un contributo serio e’ arrivato dagli investimenti delle aziende, la componente che piu’ aveva pesato sulla recessione del 2001. Gli utili societari, si legge inoltre dal rapporto, sono aumentati dell’11,6%, al tasso piu’ elevato dal ‘92.

La debole reazione del mercato al super-Pil, secondo gli operatori, e’ la conseguenza del rally di ieri, quando i listini hanno imboccato con decisione la via dei rialzi proprio sull’onda delle aspettative ottimistiche sul Pil. Pesano, inoltre, le aspettative di un aumento dei tassi d’interesse e le preoccupazioni sulle questioni geopolitiche.

In netto miglioramento e’ anche la fiducia dei consumatori: a novembre l’indice redatto dal Conference Board e’ salito a quota 91,7 dagli 81,1 punti del mese precedente.

Secondo alcuni operatori a rallentare il mercato -il giorno prima in forte salita in attesa del dato sul pil – ha contribuito il calo, inatteso, delle vendite di case esistenti ad ottobre scese del 4,9% a quota 6,35 milioni di unità dopo i record messi a segno nel mese di settembre.

Sul fronte societario, da segnalare la nota positiva di J.P. Morgan sull’attivita’ di investment banking, che secondo il broker sara’ alimentata dal rafforzamento della ripresa economica.

Tra i singoli titoli, attivi sono apparsi quelli del comparto finanziario, mossi dalle acquisizioni messe a segno dagli istituti di credito Citigroup e Independence Community Bank. Il primo e’ salito punto percentuale mettendo in portafoglio la divisione di Washington Mutual operativa nei finanziamenti al consumo; il secondo è calato del 5% in coda all’acquisto di Staten Island Bancorp, a propria volta in progresso intorno al 10%.

Ancora in ambito finanziario, buone le performance di Goldman Sachs (+1.5%) e di Morgan Stanley (+2%). Ennesima seduta volatile per il campo farmaceutico che ha visto Pfizer perdere intorno allo 0.5% e Merck in calo dell’1.5%, nonostante il varo della rimorma dell’assistenza sanitaria al Congresso.

Nel settore hi-tech prestazioni all’insegna dei rialzi, infine, per la produttrice di microchip Novellus Systems (+2%) che ha elevato le sue stime relative all’ andamento degli ordinativi nel trimestre; e il colosso Xerox, in salita dell’8% in coda al miglioramento del rating deciso da Merrill Lynch.

Sugli altri mercati, il dollaro e’ tornato a recuperare terreno nei confronti dell’euro. Il cambio tra le due valute e’ a $1.1792.

Ha invece ridotto i guadagni l’oro, con il prezzo spot in rialzo di $0.30 a $.391.60 all’oncia. In lieve calo, infine, il petrolio: il future con scadenza gennaio cede 23 centesimi a $29,51 al barile (da Target News, in tempo reale per gli abbonati a INSIDER).