WALL ST CHIUDE IN ROSSO, PESA LA DISOCCUPAZIONE

6 Aprile 2001, di Redazione Wall Street Italia

Chiusura col segno meno per le borse USA, con gli indici schiacciati dai dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti relativi al mese di marzo. Il Nasdaq termina vicino a quota 1.700 punti e dimezza i guadagni messi a segno nel ‘rally’ di giovedi’.

Contiene invece le perdite il Dow Jones, che beneficia delle buone prestazioni di Johnson & Johnson (JNJ – Nyse) e di Philip Morris (MO – Nyse).

Il Nasdaq ha chiuso a 1720,37 (-3,62%), il Dow Jones ha chiuso a 9.791,09 (-1,28%), l’ S&P 500 a 1.128,43 (-2,00%) e il Russell 2000 a 434,66 (-2,26%).

Nonostante abbiano passato l’intera seduta col segno meno, gli indici hanno mostrato, piu’ volte nel corso degli scambi, una tendenza al rialzo.

Non hanno pero’ avuto la forza necessaria ad invertire completamente la direzione di marcia, accentuando addirittura le perdite nelle battute finali.

Evidentemente le notizie poco confortanti, giunte questa mattina dal mercato del lavoro, sono bastate a far dimenticare il ‘rally’ messo a segno dagli indici nella seduta del 5 aprile.

“Quello di giovedi’ e’ stato molto di piu’ che un ‘rally’ – commenta l’analista di Prudential Securities, Bryan Piskorowski – i ribassisti hanno ricoperto le posizioni in attesa dei dati macroeconomici di oggi. Si aspettavano cattive notizie e le cattive notizie sono puntualmente arrivate”.

Anche se il tasso di disoccupazione e’ risultato in linea con le attese di mercato (4,3%), gli operatori sono rimasti delusi dal dato sulle paghe medie orarie, cresciute in marzo a $14,17, e da quello sul numero di posti di lavoro persi.

Mentre gli economisti ipotizzavano una crescita dei posti di lavoro di 60.000 unita’, l’indicatore ha registrato un calo di ben 86.000 posti, la flessione piu’ consistente dalla recessione del 1991.

“L’economia rimane fragile e si sta indebolendo sempre piu'”, osserva Michael Holland, presidente di Holland & Co., che ritiene necessario un intervento di emergenza della Federal Reserve sui tassi di interesse.

Piu’ ottimista Bruce Steinberg, capo economista di Merrill Lynch, secondo cui il rapporto del dipartimento del Lavoro “non significa necessariamente che l’economia americana sia in recessione”.

Secondo la casa di brokeraggio, i dati sull’occupazione aumentano le probabilita’ di un ulteriore taglio dei tassi da parte della Federal Reserve e suppongono che tale intervento, stimato in mezzo punto percentuale, possa giungere gia’ la prossima settimana.

Ottimista anche il presidente della Federal Reserve di Dallas, Robert McTeer, secondo cui il tasso di crescita degli USA dovrebbe attestarsi attorno al 3% nel lungo termine.

Sui listini in generale, balzo in avanti per i settori oro, sanita’, tabacco, biotecnologico, tessile, grande distribuzione, farmaceutico, media.

Segno meno invece per infrastrutture per le telecomunicazioni, assicurativo, semiconduttori, telecomunicazioni, trasporti, edilizio, finanziario, utility.

Tra i titoli che oggi hanno strappato rialzi d’eccezione sulle borse americane:

1. Venturian Corp. (VENT – Nasdaq) + 58,70%;
2. Abaxis (ABAX – Nasdaq) +46,51%;
3. Collateral Therapeutics (CLTX – Nasdaq) +27,73%;
4. Tekinsight.com (TEKSP – Nasdaq) + 25,32%;

5. Nera ASA (NERAY – Nasdaq) + 24,00%.

I ribassi si sono invece particolarmente accaniti contro:

1. US Aggregates (AGA – Nyse) -48,75%;
2. Central Pacific Minerals (CPMNY – Nasdaq) -42,86%;
3. Autonomy Corp. (AUTN – Nasdaq) -37,31%;
4. PG&E Corp. (PCG – Nyse) -36,29%;
5. Edison International (EIX – Nyse) -32,44%.

Tra i titoli in movimento oggi a Wall Street:

Nel settore delle reti per le telecomunicazioni:

Sycamore Networks (SCMR – Nasdaq)
ha subito un calo intorno al 20% dopo il profit warning emesso nella tarda serata di giovedi’. Sycamore ha annunciato che chiudera’ il suo terzo trimestre fiscale con una perdita netta compresa tra 16 e 19 centesimi per azione. Gli analisti si attendevano invece un profitto di un centesimo per titolo.

Nel settore dei semiconduttori:

Intel Corp (INTC – Nasdaq)
ha lasciato sul terreno circa il 7,5% successivamente all’annuncio della Commissione europea di aver aperto un’inchiesta per valutare se il gigante USA dei chip ha violato la legislazione antitrust dell’UE.
(Vedi Chip: Ue indaga su pratiche marketing Intel )

Nel settore degli strumenti di misurazione:

Agilent Technologies (A – Nyse)
ha perso quasi il 10% dopo aver dichiarato nella giornata di ieri (5 aprile) che taglierà i salari del suo personale del 10% e congelerà le assunzioni.

Nel settore della telefonia cellulare:

Sotto pressione Motorola (MOT – Nyse) dopo che Credit Suisse First Boston ha pubblicato alcuni commenti negativi sul gigante wireless. La banca d’affari sostiene infatti di non prevedere alcun elemento catalizzatore almeno fino alla seconda meta’ dell’anno e considera a rischio i dati di bilancio per l’intero anno 2001. La societa’ ha ceduto piu’ del 21,5%