WALL ST. BRUCIA I GUADAGNI PER COLPA DI CHAVEZ

11 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

I listini azionari americani proseguono la giornata con un’andamento a zig zag. Dopo un avvio di seduta favorito soprattutto dalla debolezza del dollaro, dovuta alle notizie in ambito macroeconomico provenienti dalla Cina, gli indici hanno perso gradualmente forza e al giro di boa solo il Dow Jones resiste in territorio positivo.

La svalutazione del bolivar venezuelano, volta a ridurre le importazioni che non sono strettamente necessarie, ha spinto in ribasso i titoli delle societa’ al consumo americane, mentre Alcoa avanza sulle speranze di risultati societari positivi per le aziende americane nel quarto trimestre.

Procter & Gamble, la maggiore catena al mondo di beni al consumo, scivola di quasi il 2% dopo che gli analisti di BMO Capital Markets hanno deciso di tagliare il rating dei titoli, citando il dimezzamento della valuta venezuelana deciso dal presidente Hugo Chavez.

Citigroup da parte sua accelera invece del 2% dopo che il principe miliardario saudita billionaire Alwaleed bin Talal ha detto che per la banca il peggio e’ ormai alle spalle. Alcoa guadagna l’1.7% circa nel giorno in cui riportera’ i conti fiscali, dando ufficialmente il via alla stagione delle trimestrali. In settimana renderanno noti i propri conti, tra le altre, anche le big JP Morgan e Intel.

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Secondo le previsioni raccolte da Thomson Reuters, le societa’ del paniere allargato S&P 500 dovrebbero registrare utili pari a $15.80 per azione nel quarto trimestre, in rialzo dai $5.62 per titolo dell’analogo periodo 2008. L’S&P 500 viene dalla sua migliore prova settimanale dal 6 novembre scorso e le cifre fiscali aziendali saranno fondamentali per vedere se il mercato sara’ in grado di allungare ancora il rally

Sul fronte macro, le esportazioni di Pechino sono cresciute del 18% in dicembre, registrando il primo incremento in oltre un anno di tempo. I dati sono da considerare incoraggianti per il miglioramento dell’economia mondiale.

Tali notizie, unite al calo del biglietto verde, hanno spinto al rialzo le commodity e in particolare l’oro. Negli ultimi scambi, tuttavia i prezzi del petrolio sono scivolati in territorio negativo dopo un avvio di seduta positivo.

Sono per il momento nel complesso scarse le notizie societarie di rilievo, se si esclude l’accordo stretto da Heineken e Femsa che prevede lo scambio delle operazioni di birra di quest’ultima per una quota del 20% nell’azienda olandese.