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WALL ST: BRILLANTE CHIUSURA DI SETTIMANA PER GLI INDICI

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Dopo tre sedute contrassegnate dal segno negativo, sui mercati americani sono tornati a prevalere gli acquisti ed hanno spinto gli indici ad una chiusura in netto rialzo. Il Dow Jones ha guadagnato l’1.69% a 10402, l’S&P500 l’1.65% a 1198, il Nasdaq, infine, e’ avanzato dell’1.26% a 2089. Alcuni analisti hanno definito “eccessivo e immotivato” il ribasso segnato durante la settimana dagli indici, soprattutto in assenza di notizie negative che potessere giustificare un movimento cosi’ deciso.

A diffondere il buonumore sui mercati e’ stato principalmete il dato (preliminare) sul Prodotto Interno Lordo relativo al terzo trimestre, che si e’ attestato ad un livello superiore a quello stimato degli economisti ed ha confermato un’espansione dell’economia Statunitense. L’indicatore, che rappresenta il valore totale di tutti i beni e servizi prodotti e venduti nel Paese, nella lettura del dato preliminare relativo al terzo trimestre del 2005 ha registrato un aumento del 3.8%.

Le attese degli economisti erano per una crescita piu’ contenuta pari al 3.6%. A contribuire al rialzo dell’indice e’ stata principalmente la crescita della componente relativa alla spesa dei consumatori. C’e’ da evidenziare che gli investitori hanno accolto con entusiasmo soprattutto il fatto che l’inflazione (l’indice “core” in particolare) sia cresciuto ad un tasso annuale del +1,3%, il più modesto dal secondo trimestre di due anni fa, raffreddando cosi’ i timori su un’accelerazione delle pressioni inflazionistiche.

Non sembra aver preoccupato gli operatori, invece, il calo della fiducia dei consumatori del mese di settembre. L’Universita’ del Michigan ha riportato una flessione dell’indicatore che e’ sceso a quota 74.2 (livello piu’ basso dall’ottobre del 1992) dai 75.4 fatti registrare nella rilevazione preliminare. Il consensus degli analisti era per un aumento a quota 76 punti.

Neanche l’aumento dei costi energetici ha influito significativamente sull’andamento dei listini.
Nella sessione odierna, il contratto futures sul petrolio e’ avanzato di 56 centesimi a quota $61.22 al barile. La performance settimanale rimane dunque positiva, pari ad un progresso dell’1%. Ricordiamo che in settimana si sono intensificati i timori relativi ad un incremento della domanda per i prodotto petroliferi mentre ci inoltriamo nella stagione invernale che, stando alle previsioni, sara’ piuttosto rigida.

Passando alla cronaca societaria, ha sorpreso il rialzo di Microsoft dopo l’apertura in rosso in seguito alla comunicazione della trimestrale avvenuta nell’after hour di giovedi’. Gli investitori hanno preferito focalizzarsi sui risultati superiori alle attese relativi al trimestre appena conclusosi e trascurare il taglio dell’outlook per il prossimo trimestre. Il titolo e’ avanzato di oltre il 2.50%, risultando tra i migliori del Dow Jones.

Tra le blue chip, i maggiori ribassi sono stati segnati, oltre che da Microsoft, anche da Hewlett-Packard, Verizon, Du Pont e Walt Disney. L’unico titolo a chiudere in rosso e’ stato IBM.

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Rimanendo in tema di utili, la societa’ petrolifera Chevron, seconda solo ad Exxon Mobil, ha riportato un balzo dei ricavi del 33.7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma un EPS che ha deluso le attese di Wall Street a causa dei danni arrecati alle piattaforme di lavorazione dai recenti uragani Rita e Katrina. Il titolo e’ comunque riuscito a recuperare nel finale e chiudere in progresso dello

Lo stesso non si puo’ dire per Bristol-Myers e Kla-Tencor che hanno entrambe deluso sui numeri di bilancio. I titoli hanno perso rispettivamente il 2.54% e il 3.70%

Sugli altri mercati, l’euro e’ in ribasso nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.2064. In calo l’oro. Il future con scadenza dicembre ha chiuso in ribasso di 80 centesimi a quota $474.80 all’oncia. In leggero calo, infine, anche i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.56%, dal 4.55% di giovedi’.