WALL ST.: BORSE USA DEBOLI IN AVVIO DI SETTIMANA

23 Febbraio 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) New York – 23 febbraio – Avvio di settimana negativo per le borse americane, condizionate dalle prese di profitto degli operatori e dall’assenza di spunti significativi in grado di catalizzare gli ordini di acquisto.

Le perdite piu’ consistenti si sono concentrate sui titoli tecnologici: e’ infatti il Nasdaq ad aver registrato la performance peggiore (-1.49%), riuscendo tuttavia a confermarsi sopra l’importante soglia dei 2000 punti. Meglio se l’e’ cavata il Dow Jones, arretrato solo dello 0.09% a 10609.

In una giornata priva di dati macroeconomici, gli investitori hanno preferito assumere un atteggiamento cauto. Dopo il rally degli ultimi mesi, il mercato sembra un po’ stanco: gli operatori nutrono dubbi sulle quotazioni dei titoli, che, a giudizio di alcuni, potrebbero aver corso un po’ troppo.

L’orientamento di fondo, tuttavia, resta ottimistico. Quasi mai i ribassi occasionali delle ultime giornate si sono accompagnati a volumi di contrattazioni elevati. Si tratta di un segnale della mancanza di fiducia in un’inversione del trend rialzista.

Dei trenta titoli che compongono il Dow Jones, la maglia nera spetta a Intel: sul colosso dei chip hanno pesato alcune questioni con il fisco americano.

In calo, inoltre, i giganti della difesa Boeing e United Technologies: il Pentagono prevede di cancellare il programma degli elicotteri Comanche. In buon rialzo Altria e McDonald’s, entrambi saliti ai massimi di 52 settimane.

Sugli altri mercati, hanno guadagnato terreno i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni si e’ attestato al 4.050% dal 4.098% della chiusura di venerdi’.

Dopo il rally della settimana scorsa, il dollaro ha ceduto parte dei guadagni accumulati con l’euro. Il cambio tra le due valute nel tardo pomeriggio a New York e’ a 1.2550.

La debolezza del biglietto verde ha favorito il rialzo dell’oro: il future di aprile ha guadagnato $1.60 a $399.30 all’oncia. Il metallo prezioso resta tuttavia sotto la soglia psicologica dei $400.

Il petrolio, infine, ha guadagnato 9 centesimi a $34.35 al barile (future di aprile).