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WALL ST: “BAD BANK” E FED INNESCANO IL RALLY

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Il riscatto dei finanziari, sostenuti dal progetto di una “bad bank” pensata per acquisire gli asset tossici delle banche in difficolta’, ha messo le ali agli indici azionari americani che hanno esteso la serie positiva a quattro sedute.Il Dow Jones segna un progresso del 2.46% a 8375, l’indice allargato S&P500 archivia la seduta con un +3.35% a 874.08, mentre il Nasdaq chiude in rialzo del 3.55% a 1558.34.

Il FOMC, il braccio operativo della Federal Reserve, ha riconosciuto che l’economia si sta deteriorando e ha fatto sapere che manterra’ i tassi di interesse ai livelli minimi ancora per “un po’ di tempo”. Tuttavia si e’ detta pronta ad intraprendere misure straordinarie per venire in soccorso dei mercati finanziari, aprendo alla possibilita’ di acquistare Treasury. Le parole hanno confortato gli investitori e gli indici principali hanno ampliato i guadagni gia’ consistenti della mattinata.

Nella prima parte di seduta a innescare una corsa agli acquisti sono state le voci sulla creazione di una “bad bank” voluta dall’amministrazione Obama, mirata all’acquisto degli asset tossici e non liquidi delle banche in difficolta’. Stando a quanto riportato dai diversi media, sara’ la Federal Deposit Insurance a gestire il piano.

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Tuttavia i recenti rialzi non sono sufficienti a infondere ottimismo tra gli analisti che, in vista delle tante trimestrali in arrivo, continuano a non credere nel rally, in un mercato cosi’ volatile ancora destinato a muoversi in range.

A guidare la rimonta i titoli bancari, con colossi del calibro di Citigroup, Bank of America e JP Morgan che registrano progressi percentuali a doppia cifra, rispettivamente del 17%, 13% e 10% circa. Si distinguono in positivo anche Amex (+7%), Dupont (oltre +6%) e Hewlett Packard (oltre +4%)

“Nelle ultime sedute si e’ notato un mercato particolarmente solido e pronto a reagire. Gli investitori stanno guardando oltre le cattive notizie”, osserva Ken Tower, analista di Quantitative Analysis Service. “L’idea diffusa e’ che le banche centrali e i governi del mondo tramite i loro piani di rilancio avranno successo a rianimare l’economia. Sfortunatamente non penso che ci sia ancora nessuna prova evidente a sostegno di un’idea di questo tipo”.

I recenti guadagni dell’S&P sono meno impressionanti se inseriti nel contesto, spiega Howard Silverblatt, senior index analyst di Standard & Poor’s. “Le trimestrali stanno andando male ed e’ persino peggiore di quanto sembri, se si confrontano i dati anno su anno”.

Nel complesso le societa’ finanziarie dell’S&P 500 hanno bruciato $97.8 miliardi in utili negli ultimi cinque trimestri, quando nei precedenti 15 mesi avevano raccolto $262.5 miliardi. “Stiamo parlando di una differenza di $360 miliardi”, sottolinea Silverblatt. “A guidare i mercati e’ senza dubbio la crescita degli utili”.

Tra le grosse aziende che hanno diffuso i risultati trimestrali in mattinata, ha fatto meglio delle attese la societa’ energetica ConocoPhillips; hanno deluso invece il colosso aerospaziale Boeing e il gigante telecom AT&T. Strappa di circa sette punti percentuali il gruppo media online Yahoo!, forte dei risultati migliori delle attese diffusi nella tarda serata di ieri.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, in progresso il petrolio. I futures con consegna marzo hanno chiuso a $42.16 il barile, per un rialzo di $1.18. Sul valutario, in lieve ribasso l’euro nei confronti del dollaro, a quota $1.3122. Seconda seduta conecutiva in calo per l’oro, che tanto aveva guadagnato di recente, a $888.20 l’oncia (-$11.30). In flessione i Titoli di Stato Usa, colpiti dalle parole della Fed che ha espresso l’intenzione di comprare titoli del debito: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 2.650%.