WALL ST: AVANZA SOLO IL NASDAQ, DEBOLI LE BANCHE

17 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia

Seduta caratterizzata da alta volatilita’ alla borsa di New York, alla fine della giornata solo il listino tecnologico Nasdaq riesce ad avanzare. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.09% a 8497, l’S&P500 lo 0.14% a 910, il Nasdaq e’ salito dello 0.66% a 1808.

A polarizzare l’attenzione e’ stato il nuovo piano della Casa Bianca mirato ad una maggiore sicurezza dei mercati finanziari; focus anche sui dati macro che hanno evidenziato una situazione sotto controllo delle pressioni inflazionistiche e sul giudizio dell’agenzia di rating Standard & Poor’s su una lunga serie di istituti finanziari americani.

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In evidenza dunque i titoli tecnologici, guidati dal colosso network Cisco Systems, supportato dai commenti del CEO relativi ad una ripresa del business. Acquisti anche su Qualcomm, forte dell’upgrade di Goldman Sachs che ha inserito l’azione nella propria “Conviction Buy List”. Tonico anche il settore biotech, galvanizzato dall’avanzamento di Celgene all’indomani dei risultati incoraggianti ottenuti nei test del nuovo farmaco anti-infiammatorio.

Sotto tono invece il settore finanziario, a causa della decisione di S&P di declassare 22 istituti del Paesecitando le attese di un peggioramento delle condizioni economiche per le aziende, a causa della volatilita’ dei mercati finanziari e della stretta sugli standard di controllo degli istituti. Poprio oggi Washington ha annunciato i dettagli della riforma del sistema di supervisione del sistema, che prevede la nascita di una nuova agenzia a protezione di consumatori e piccoli investitori e la concessione di poteri straordinari alla Federal Reserve.

A causare un po’ di nervosismo tra gli operatori e’ stato anche il corriere internazionale FedEx: l’azienda, ritenuta da molti la cartina al tornasole dell’andamento dell’economia statunitense, ha perso piu’ dell’1.5% nel giorno di presentazione dei conti fiscali. Nell’ultimo trimestre la societa’ ha battuto le attese di Wall Street ma al contempo ha avvertito che le condizioni generali nei prossimi due trimestri saranno “estremamente difficili”.

Sul fronte macro, prima del suono della campanella i nuovi dati sui prezzi al consumo hanno evidenziato il primo incremento del CPI da tre mesi a questa parte. Tuttavia il tasso annuale si e’ portato sui livelli piu’ bassi degli ultimi 60 anni. Intanto sembra che i membri del board della Banca Centrale avrebbero intenzione di utilizzare la prossima riunione di politica monetaria per smentire coloro che sono convinti che il comitato decidera’ per un incremento dei tassi guida, attualmente fermi in una forchetta compresa tra 0-0.25%, ai minimi storici.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico il petrolio e’ rimbalzato, portandosi leggermente sopra i $71. I futures con scadenza luglio hanno guadagnato $0.56 a quota $71.03. Sul valutario euro in rialzo nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ il cambio tra le due valute e’ di $1.3949. In leggero progresso l’oro. I contratti con consegna agosto hanno guadagnato $3.80 a $936.00. Avanzano infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.6470% dal 3.6740% di martedi’.