WALL ST. APPROFITTA DELLA DEBOLEZZA DEL DOLLARO

23 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Partenza in buon rialzo per la Borsa americana, con gli indici borsistici principali che guadagnano oltre un punto percentuale, favoriti dalla debolezza del dollaro e dalle speculazioni circa un miglioramento dell’economia.

In assenza di notizie societarie di rilievo, l’attenzione degli investitori rimane concentrata sulla debolezza del biglietto verde. Il Dollar Index e’ sottoposto ancora una volta a forti pressioni al ribasso e accusa un calo dello 0.7%. Pesano in particolare i commenti del presidente della Fed di Chicago Evans e del suo omologo della Fed di St. Louis, Bullard.

Charles Evans, presidente della Federal Reserve Bank di Chicago, ha dichiarato al Financial Times che i tassi di interesse statunitensi rimaranno in prossimita’ dello zero “fino alla fine del 2010 e forse anche piu’ tardi, nel 2011”.

Ieri il presidente della Fed di St. Louis James Bullard ha dichiarato che gli Stati Uniti dovrebbero continuare a comprare strumenti derivati legati ai mutui (MBS) anche dopo il primo trimestre del 2010, periodo in cui e’ prevista la conclusione di tali operazioni di acquisto.

Tali dichiarazioni contrastano con quanto espresso dal presidente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet ultimamente e infliggono un duro colpo al biglietto verde. Venerdi’ l’istituto ha annunciato venerdi’ la prima iniziative volte a rendere piu’ complicato l’ottenimento di prestiti da parte delle banche commerciali.

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A favorire l’andamento odierno sono anche le previsioni sui report economici che saranno pubblicati in settimana e che dovrebbero mostrare una crescita degli ordini alle esportazioni in Taiwan e Sud Corea, mentre in Usa le cifre relative alle spese al consumo, ai beni durevoli e alle vendite di immobili dovrebbero tutte essere migliorate.

Fanno ben sperare nel frattempo le prospettive circa il mercato del lavoro Usa, ancora in piena crisi. L’outlook di novembre della National Association for Business Economics, che verra’ pubblicato in giornata, prevede che le perdite di posti di lavoro tocchino il fondo prima del primo trimestre del 2010, periodo in cui le condizioni dovrebbero iniziare migliorare. Le aziende dovrebbero tornare ad assumere personale dopo quella data.

La decisa accelerazione dei contratti sulle materie prime offre un supporto importante ai listini azionari. Sia i prezzi del greggio che le quotazioni dei metalli preiosi stanno aumentando. Nel contesto, salta all’occhio in particolare la prova dell’oro, che e’ arrivato a toccare la cifra record di $1.170 l’oncia.

Il morale e’ senza dubbio positivo in mattinata, ma bisognera’ vedere se un paio di catalizzatori importanti in arrivo in giornata confermeranno tale trend. Alle 16 italiane gli investitori conosceranno le cifre relative alle vendite di case esistenti di ottobre, mentre alle 19 italiane si sapra’ l’esito dell’asta dei Treasury a due anni.

Sul fronte societario, Microsoft e News Corp hanno avviato i colloqui per stringere un patto “anti’Google” sulla Rete. L’accordo prevede che la societa’ media di Murdoch venta pagata per togliere i propri siti di notizie da Google. Sia i titoli Microsoft che Google avanzano in avvio di seduta.

In ambito di trimestrali, sono molto positive le cifre giunte dal settore alimentare. Campbell Soup ha battuto le attese e rivisto al rialzo l’outlook sull’intero esercizio fiscale, mentre Tyson Foods ha riportato utili di 28 centesimi per titolo, se si escludono le spese legali. La societa’ informatica Hewlett-Packard e Analog Devices renderanno note le cifre trimestrali dopo il suono della campanella.

Non mancano intanto le notizie in fatto di operazioni di M&A. I titoli Cadbury accelerano a New York sui massimi assoluti dopo che Kraft ha rivisto al rialzo l’offerta ostile per aggiudicarsi la produttrice britannica di cioccolato, nel tentativo di sbaragliare la concorrenza rappresenta da Hershey/Ferrero e Nestle.

Sugli altri mercati, sull’energetico guadagna terreno il greggio. Al momento i futures con consegna dicembre accelerano di $1.00 a quota $78.47 al barile. Sul valutario arretra il dollaro, con l’euro che si rafforza nei confronti del biglietto verde a $1.4977, con volumi di scambio molto alti. Salgono i prezzi dell’oro: i futures con scadenza dicembre avanzano di $22.20 a quota $1169.00 l’oncia. In flessione i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che e’ salito al 3.3900% dal 3.3560% di venerdi’.