WALL ST. ANCORA IN ROSSO, FARI SU STRETTA CINESE

12 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Due ore dopo l’avvio delle contrattazioni, l’andamento di Wall Street si conferma negativo. Ad alimentare nuovi timori sulla ripresa globale oggi ci ha pensato la Cina alzando a sorpresa, per la seconda volta in un mese, i requisiti di riserva delle banche.

Ecco perche’ le vendite colpiscono l’azionario e le materie prime, con il petrolio che scivola di oltre $2 accelerando per altro al ribasso dopo il dato sulle scorte, cresciute ben oltre le previsioni. L’oro ne perde quasi $10. L’Euro, gia’ messo a dura prova dalla vicenda greca e dalla deludente crescita del Pil in Eurolandia nel quarto trimestre, perde ulteriormente terreno riportandosi sui minimi di 9 mesi fa contro il dollaro. Si tratta della terza seduta consecutiva in calo.

Al momento il Dow, che per alcuni istanti e’ tornato a cedere la soglia psicologica dei 10000 punti, cede l’1.1% a 10034. Il listino tecnologico arretra dello 0.63% attestandosi a 2164 mentre l’S&P 500 arretra dello 0.94% a 1.065.

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A peggiorare la situazione anche alcuni dati macroeconomici, in primis quello sulla fiducia dei consumatori rilevato dall’Universita’ del Michigan, sceso contro ogni previsione a 73.7 nel mese di febbraio. Sotto le attese anche le scorte di magazzino di dicembre: il calo e’ legato all’aumento delle vendite. Unica nota positiva, ma comunque incapace di sostenere da subito i listini, la crescita superiore alle stime delle vendite al dettaglio. Nonostante il calo dei ricavi derivanti dai prodotti legati al mercato immobiliare, come arredamento e materiali per la costruzione, il rialzo e’ stato dello 0.5%. Si tratta del terzo incremento negli ultimi quattro mesi.

Sul fronte societario vola Motorola (+6.17% a $7.07), pronta alla separazione delle proprie attivita’ entro il primo trimestre del 2011. Una parte sara’ centrata sui prodotti al consumo l’altra sullo sviluppo di infrastrutture di comunicazione legate alle aziende.

Nel giorno del suo debutto sull’S&P 500 (al posto di Burlington Northern Santa Fe), viaggia in controtendenza rispetto al mercato anche Berkshire Hathaway, la conglomerata gia’ quotata del guru della finanza Warren Buffet.

Tra i titoli in sofferenza, Ingersoll-Rand (perde oltre l’8%) dopo conti deludenti. La debolezza delle costruzioni non residenziali ha ridotto la domanda per impianti di riscaldamento e condizionamento.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in ribasso le quotazioni del greggio. I futures con consegna marzo arretrano di $1.93 (-2.56%) attestandosi a quota $73.35 al barile. Sul valutario la moneta unica si indebolisce a quota $1.3616, in recupero rispetto ai minimi di giornata(-0.57%). Giu’ anche l’oro a $1086.80 l’oncia (-0.72%). Arretrano i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che si attesta al 3.67% (-0.57%).