WALL ST: ANCORA FIATO PER I TORI, SELL-OFF SUL GREGGIO

11 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo i rialzi degli ultimi giorni i listini americani hanno proseguito la salita, trainati dal continuo entusiasmo sul comparto tecnologico, mentre il greggio ha continuato ad essere colpito dall’ondata di vendite che lo ha portato ai minimi di 20 mesi. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.59% a 12514 (nuovo massimo di chiusura), l’S&P500 e’ salito dello 0.63% a 1423, il Nasdaq, infine, ha chiuso in rialzo dell’1.04% a 2484, dopo aver segnato un nuovo massimo di sei anni a quota 2489.

Il denaro non sta abbandonando i mercati, si sta semplicemente dirigendo su diversi settori, ed in particolare su quello tecnologico, anche oggi alla guida del rialzo nonostante la debole prova di Apple ([[AAPL]]), il cui MacWorld Expo (e la presentazione del nuovissimo gadget elettronico, l’iPhone), ha sollevato grande interesse nel pubblico investitore nelle ultime due sedute.

A causa dell’azione legale intentata dal colosso delle infrastrutture network, Cisco Systems ([[CSCO]]), relativa all’utilizzo del marchio registrato iPhone appunto, il titolo e’ stato costretto a cedere parte dei recenti guadagni, arretrando dell’1.24%.

Ma come e’ vero che lo scivolone del greggio puo’ inficiare sui profitti aziendali delle numerose societa’ energetiche, e’ anche vero che un inferiore prezzo dell’oro nero affievolisce le paure su un’ulteriore impennata dell’inflazione ed offre un maggiore potere di acquisto ai consumatori.

Dopo aver ceduto oltre il 12% dall’inizio del nuovo anno, i futures con scadenza febbraio hanno archiviato la seduta in calo di $2.14 a $51.88 al barile, minimo da maggio 2005. Il forte incremento delle scorte di benzina e prodotti distillati, diffuso nella sessione precedente, non ha fatto altro che aumentare le pressioni di vendita sul comparto.

Tornando alla cronaca societaria, con riferimento alle trimestrali, a godere dei bilanci migliori delle attese e’ stato il colosso biotech Genentech ([[DNA]]), il cui titolo e’ salito di oltre il 4% grazie alle robuste vendite dei nuovi farmaci, tra cui il Lucentis.

Le stime sugli utili delle societa’ facenti parti dell’S&P500 sono per un rialzo del 10%, che dovrebbe ridursi all’8% con riferimento al prossimo trimestre. Molto importanti a riguardo saranno i preannunci societari. Intanto, la trimestrale di Alcoa, con cui si e’ entrati nel vivo della stagione degli utili, ha apparentemente stabilito un tono positivo.

Tra le altre notizie societarie, nel comparto farmaceutico, Astrazeneca ([[AZN]]) ha visto il titolo salire grazie all’accordo (valutato $1 miliardo) con Bristol-Meyers Squibb sullo sviluppo di un nuovo farmaco contro un determinato tipo di diabete.

Tra i titoli del Dow Jones, i maggiori rialzi sono stati registrati da Microsoft ([[MSFT]]), Intel ([[INTC]]), Hewlett-Packard ([[HPQ]]) e Du Pont ([[DD]]). In rosso Boeing ([[BA]]) e Caterpillar ([[CAT]]). A livello settoriale, bene i comparti tecnologico e aurifero, debole quello energetico, proprio sulla scia del continuo scivolone del barile.

L’unico dato macro in calendario, le nuove richieste per sussidi di disoccupazione, ha mostrato un rafforzamento del comparto del lavoro. Nell’ultima settimana, l’indicatore e’ diminuito di 29 mila unita’ a quota 299 mila, minore livello da luglio.

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Sugli altri mercati, sul valutario, l’euro ha continuato ad indebolirsi rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di giovedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ a quota 1.2893. In leggero progresso l’oro. I futures con scadenza febbraio hanno guadagnato appena 50 centesimi a $613.90 all’oncia. In ribasso i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.7370 dal 4.682% di mercoledi’.