WALL ST. ANCORA DEBOLE, PER IRAN E BENI DUREVOLI

25 Settembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

Partenza in rosso per la Borsa americana, che deve fare i conti con dati macro deludenti e tensioni geopolitiche in crescita. Anche l’outlook deludente di Research in Motion, la produttrice del popolare palmare Blackberry, contribuisce inoltre a ridurre l’appetito degli investitori per i titoli del reparto hi-tech.

In realta’ nelle prime contrattazioni preborsa il mercato era partito con il piglio giusto, ma ha poi imboccato la strada dei ribassi a causa delle cifre deludenti relative alla domanda di beni durevoli. Tali numeri non sono piaciuti al mercato e General Electric e American Express cedono almeno l’1.5%.

Nel frattempo si intensificano le tensioni tra Iran e Paesi occidentali. Teheran ha informato l’AIEA dell’esistenza di un secondo sito per l’arricchimento dell’uranio, ma non ne ha indicato la localita’, precisando che comunque l’intenzione e’ quella di portare l’uranio a un livello di arricchimento utile solo per produrre energia a scopi civili. Dal G-20 la risposta di Usa, Gran Bretagna e Francia non si e’ fatta attendere, in una conferenza stampa congiunta dei leader dell’Occidente Obama, Sarkozy e Brown in cui e’ stato chiesto che vengano effettuati controlli immediati in Iran sul secondo impianto nucleare. Nei circoli diplomatici internzionali di New York e dell’Onu si fa notare senza mezzi termini che l’Italia e’ ormai declassata a comparsa, col governo Berlusconi non contiamo piu’ nulla.

L’S&P 500 ha perso l’1.6% dall’inizio della settimana sinora. Se i cali dovessero venire confermati, marcherebbero la peggiore ottava del paniere allargato da meta’ luglio, I trader terrano sotto attenta osservazione gli altri appuntamenti macro in calendario, ovvero gli aggiornamenti sulla fiducia dei consumatori e sulle vendite di case nuove, dopo che quelle di immobili usati si sono rivelate inferiori al previsto, accusando una contrazione imprevista.

Secondo un articolo del Wall Street Journal i leader mondiali del G-20 sarebbero vicini alla firma di un accordo che ha l’obiettivo di imporre ai paesi membri di essere soggetti alla revisione degli altri stati in materia di poltiche economiche. Il presidente Obama e i suoi omologhi hanno inoltre trovato un’intesa per mettere fine alle maxicompensazioni ai manager bancari e imporre un giro di vite contro le speculazioni finanziarie. Inoltre le nazioni partecipanti hanno deciso di mantenere in vigore le misure di stimolo fiscale coordinate per alimentare la crescita dell’economia.

In ambito di notizie societarie, i titoli di Research In Motion cedono oltre il 10% dopo che l’azienda ha detto di aspettarsi utili per azione compresi tra $1 e $1.08 nel terzo trimestre, accompagnati da un fatturato di $3.6-$3.85 miliardi. Gli analisti prevedono che i profitti per titolo si attestino a $1.05 e che i ricavi siano paria a $3.92 miliardi

Nel frattempo Sara Lee ha deciso di vendere le sue attivita’ per la cura del corpo al gigante retail anglo-olandese Unilever per una cifra di 1.28 miliardi di euro ($1.88 miliardi) in contanti. Un’altra societa’ che potrebbe rendersi protagonista di un’ottima prova potrebbe essere Tibco Software, che ha annunciato un incremento dell’utile trimestrale superiore alle previsioni e paria al 34%. Se puo’ interessarti, in borsa si puo’ guadagnare con titoli aggressivi in fase di continuazione del rialzo e difensivi in caso di volatilita’ e calo degli indici, basta accedere alla sezione INSIDER. Se non sei abbonato, fallo ora: costa solo 79 centesimi al giorno, provalo.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico sostanzialmente stabile il greggio. I futures con consegna novembre guadagnano un marginale $0.01 a $65.90 al barile. Sul valutario, l’euro e’ in ribasso nei confronti del dollaro a quota $1.4650. Arretra anche l’oro, con i futures con scadenza dicembre che perdono $8.00 a $990.90. In progresso i prezzi dei Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 3.3610% dal 3.3810% di ieri.