WALL ST: ALTA TENSIONE, MESE DA DIMENTICARE

27 Febbraio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Dopo la peggiore performance in gennaio di sempre, un altro mese da dimenticare per il Dow Jones, mentre l’S&P 500 chiude la seduta sui minimi di 12 anni. Le ultime notizie in arrivo dal settore bancario e dal fronte macro hanno inflitto un uno-due da cui il mercato non e’ piu’ riuscito a riprendersi. Il Dow ha perso l’1.66% a 7062,61, l’S&P il 2.36% a 735.09, mentre il Nasdaq ha lasciato sul campo lo 0.98% a 1377.84. Su mese la perdita e’ dell’11.3% per l’indice delle blue chip, secondo peggior risultato mensile di sempre dal 1933, nonche’ sesto mese in rosso consecutivo. Per il il paniere allargato e’ del 10.5%, mentre il Nasdaq ha ceduto il 6% circa in febbraio, il calo piu’ marcato dal 2001.

“Sul finale gli investitori stanno dando un peso ecessivo al modo in cui l’S&P chiudera’ – ha commentato a pochi minuti dal suono della campanella Alan Ruskin, analista di RBS Greenwich Capital – e vogliono vedere se il mese sara’ peggiore di novembre, il che potrebbe indicare nuove ingenti perdite in arrivo”.

Tra i settori maglia nera per i finanziari, con Citigroup che perde quasi 40 punti percentuali sull’annuncio dell’incremento della quota del Tesoro nella travagliata banca. Il benchmark dei finanziari segna un ribasso del 6.64%. In controtendenza l’energia, che con un buon rialzo contribuisce a limitare i danni, ma non a permettere all’S&P di risalire dai minimi di 12 anni. Rappresenta un’eccezione General Electric, con i titoli che perdono il 4% circa nonostante il gruppo abbia annunciato un taglio del dividendo che gli consentira’ di risparmiare circa $9 miliardi l’anno.

Seconda giornata in perdita per healthcare e farmaceutici, tra cui Merck & Co e Johnson & Johnson, zavorrate dai timori legati agli effetti della riforma del sistema sanitario annunciata dal presidente Barack Obama, che probabilmente finira’ con l’erodere i profitti del settore. Tra i tecnologici si mette invece in luce Dell (+3,9%), nel giorno della presentazione della trimestrale.

Chiaro segnale di un ulteriore indebolimento dell’economia, la contrazione del Pil registrata nell’ultimo trimestre. Il calo del 6.2%, rivisto dalla lettura preliminare pari a -3.8%, al di sotto delle attese degli economisti, conferma il difficile momento per gli Stati Uniti. Era infatti da un quarto di secolo che il Prodotto Interno Lordo non registrava un calo di tali dimensioni.

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Sugli altri mercati, nel comparto energetico chiusura negativa per il petrolio, in calo per la prima volta dopo quattro sedute. I futures con consegna aprile hanno perso $0.46 a $44.76 il barile. Ma in settimana i contratti hanno guadagnato 12 punti percentuali, mentre il rialzo nel mese di febbraio e’ dell’1.5%.

Sul valutario, euro in calo nei confronti del dollaro, sotto quota 1.27. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ a New York il cambio tra le due valute e’ di 1.2685. Rallenta leggermente il passo l’oro: i futures con consegna aprile hanno lasciato sul campo $0.10 a $942.50 l’oncia. In calo infine i Titoli di Stato Usa: il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 3.04% dal 2.978% di giovedi’.