WALL ST. ALLUNGA, RIPRESA PIU’ TONICA DEL PREVISTO

17 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Azionario e dollaro sono avanzati a braccetto in una seduta che e’ stata caratterizzata da una serie di notizie confortanti sia sul fronte economico che societario. Dopo la migliora prova da novembre, il Dow guadagna lo 0.39% a quota 10309.24, l’S&P lo 0.42% a 1099.51 punti, mentre il Nasdaq lo 0.55% in area 2226.29.

Una serie di nuove trimestrali convincenti e i dati relativi alla produzione industriale e al settore immobiliare hanno segnalato che la ripresa economica si sta rafforzando. I Titoli di Stato si sono invece indeboliti dopo che nelle minute diffuse in giornata le autorita’ di politica monetaria della Fed hanno sottolineato che potrebbero vendere alcuni asset del mercato del debito.

Il paniere che misura la performance delle Borse dei 25 Paesi industrializzati del pianeta, l’MSCI, ha messo a segno un progresso di mezzo punto percentuale. Sul valutario il Dollar Index e’ avanzato di quasi l’1%, pesando inevitabilmente sulle quotazioni di petrolio e oro che invece ieri avevano guadagnato terreno.

Sul Dow si mette in evidenza ancora una volta Bank of America (+3%), seguita a ruota da United Technologies (+1.5%) e Home Depot (+1.8%), sul gradino piu’ basso del podio. Di tutt’altro tenore la prova di Kraft (-1.2%), schiacciata in fondo al listino.

Sette dei 10 settori del benchmark azionario sono avanzati quest’oggi. A guidare il gruppo l’health-care, i beni al consumo e gli industriali. I guadagni sono stati pero’ limitati dal forte rialzo del dollaro, che ha diminuito l’appetito per le commodity in qualita’ di investimento alternativo, spingendo il comparto energetico dell’S&P 500 in calo dello 0.5% e quello dei produttori di materiali di base in ribasso dello 0.3%.

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All’interno della sfera societaria, la maggiore produttrice di trattori in Usa, Deere & Co, ha fatto un balzo notevole in Borsa (+5%) dopo aver riportato utili di gran lunga superiori alle stime.

Fa ancora meglio Whole Foods (+12%), che ieri a mercati chiusi aveva annunciato di aver chiuso il trimestre con un profitto piu’ alto delle previsioni. La catena di supermercati ha inoltre rivisto al rialzo le stime sul 2010. Sinora tre quarti delle societa’ componenti l’S&P hanno battuto le stime.

Le cifre fiscali pubblicate da Martha Stewart Living Omnimedia hanno offerto un altro motivo di conforto sul fronte dei consumi. Aiutata da un fatturato piu’ alto delle attese, la societa’ di merchandising e’ tornata redditizia il trimestre scorso. I ricavi complessivi sono cresciuti del 20%. In forte denaro i titoli (+8%).

Intanto una nuova operazione di M&A ha attirato l’attenzione dei trader, con Walgreens, la maggiore catena farmaceutica degli Stati Uniti, che ha annunciato l’ufficializzazione dell’acquisto della rivale Duane Reade per $1.075 miliardi.

Gli ultimi dati macro evidenziano che la crescita della maggiore economia al mondo sta accelerando il passo. “I fondamentali stanno andando nella giusta direzione”, ha detto a Bloomberg Hank Smith, chief investment officer di Haverford Trust. “Il trend positivo dei dati macro continua, i profitti societari hanno superato di gran lunga le attese e buona parte delle paure circa il debito sovrano si sono placate. Siamo di fronte ad una ripresa mondiale senza precedenti”.

Le ultime minute diffuse in giornata dalla Fed hanno evidenziato che la ripresa economica dovrebbe essere abbastanza sostenuta. La Banca Centrale ha rivisto al rialzo le stime sulla crescita nel 2010, elevando la sua previsione sul PIL in un range compreso tra il 2.8% e il 3.5% dal 3% (presa come media della forbice) della stima precedente, risalente a novembre.

Incoraggianti i dati giunti dal settore immobiliare, da cui e’ emersa una crescita superiore alle attese dei nuovi cantieri edili. La produzione industriale, pubblicata 15 minuti prima dell’apertura, ha mostrato un rialzo piu’ solido delle previsioni in gennaio, pari al +0.9%. Al 72.6%, la capacita’ di utilizzazione degli impianti ha invece rispettato le attese.

Quanto ai prezzi alle importazioni, sono cresciuti per il sesto mese consecutivo, mettendo a segno un incremento superiore alle attese, in particolare grazie all’aumento dei prezzi di petrolio e gas.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico in rialzo le quotazioni del greggio. I futures con consegna marzo avanzano di $0.32 attestandosi a quota $77.33 al barile. Sul valutario la moneta unica si indebolisce a quota $1.3675. Consolida i rialzi l’oro a $1120.00 l’oncia (+$0.30). Decisa battuta d’arresto per i prezzi dei Titoli di Stato, con il rendimento sul benchmark decennale che si attesta al 3.7420%, forte di un progresso di 78 punti base.